Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”


Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..





“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “





Pino Ciampolillo


venerdì 30 settembre 2011

Un'estate del 2007 al mare

UN'ESTATE AL MARE

nuovo extraterrestre atterrato a Isola delle Femmine


La replica del Sindaco Portobello: "...ritengo di dover rispondere della mia atttività amministrativa soltanto ai capi gruppi consiliari di maggioranza e minoranza oltre che ai semplici cittadini.."
(dopodichè si disponga per il ritiro del passaporto all'extraterrestre)







U N' E S T A T E AL M A R E


Estate sicura: balneabile il 94% delle coste trapanesi
E' uscito, a cura del Ministero della Salute, il rapporto sulla balneabilità delle coste italiane, le peggiori risultano quelle di Palermo e Roma
E' uscito, a cura del Ministero della Salute, il rapporto sulla balneabilità delle coste italiane, le peggiori risultano quelle di Palermo e Roma. Per quanto riguarda Trapani e provincia, soltanto il 6% d coste non risultano balbneabili a causa dell'inquinamento, Ma vediamo i dati del Rapporto:
Il 91.3% delle acque costiere italiane sono balenabili mentre il restante 8.7% non soddisfa i requisiti di balneabilità.


Un risultato importante confrontato con la situazione degli anni ’80 quando oltre 1/3 delle coste italiane non risultava accessibile ai bagnanti perché inquinato.


E’ questo il dato principale dell’annuale rapporto sulle acque di balneazione che riporta i dati su 5.410 Km di coste controllate.


Questi i risultati di 52.745 controlli su 5.150 punti di prelievo marini, lacustri e fluviali: un sistema di monitoraggio molto rigoroso gestito dalle Agenzie ARPA e dalle Aziende Sanitarie.


Le coste italiane occupano 7.375 Km di cui 4.941,4 Km sono balneabili e 468,9 Km vietati per inquinamento (il resto è inaccessibile per motivi geologici o occupato da servitù).


I dati, come di consueto, si riferiscono alle analisi del 2006 con aggiunti almeno due consecutivi prelievi favorevoli precedenti la stagione 2007.


Il monitoraggio è continuo e per questo i Sindaci dei Comuni possono inibire la balneazione se i risultati, favorevoli in questo rapporto, diventano sfavorevoli.


Il Friuli (100%), il Molise (98,1%), la Toscana (98%), la Liguria (97,6%) la Basilicata e l’Emilia Romagna (97.3%) sono le Regioni che hanno la percentuale più elevata di chilometri di costa controllati e balneabili rispetto alla lunghezza della costa (media nazionale 91,3%).
Lazio (21%) e Campania (19,9%) sono ancora le Regioni che hanno la maggiore percentuale di chilometri costieri non idonei alla balneazione. Seguono Veneto (10,8%) e Calabria (10,1%). Tutte le altre Regioni sono al di sotto della media nazionale di spiagge inquinate che è dell’8,7%.
Le Province con la maggiore percentuale di costa balneabile sono Lucca, Potenza, Ferrara, Udine, Gorizia e Trieste con una percentuale del 100%, seguono Livorno (99,4%), Ragusa e La Spezia (99,3%), Taranto (99,1%).
Le Province con una percentuale più elevata di costa inquinata sono Caserta (67,1% %), Roma (44,7%%), Palermo (21,6%), Bari (19,9%).


Complessivamente il quadro nazionale appare molto rassicurante anche se si nota un lieve aumento della costa non balneabile (+1,15% in quasi tutte le regioni rispetto alla costa marina da controllare) rispetto allo scorso anno.


Una completa esposizione anche cartografica dei dati sarà presto pubblicata sul sito web del Ministero e viene continuamente aggiornata con i nuovi dati di monitoraggio e le eventuali chiusure da ordinanze sindacali per analisi sfavorevoli.


Proprio in questi giorni il Consiglio Superiore di Sanità ha approvato le Linee guida nazionali per la difesa dall’inquinamento delle acque costiere da alghe, in particolare l’alga "Ostreopsis Ovata" che l’anno scorso ha inquinato le coste genovesi e palermitane. Il Ministero della Salute già dallo scorso anno ha istituito un gruppo di lavoro formato da esperti di vari istituti di ricerca al fine di individuare modalità di intervento che permetteranno di costruire un modello procedurale condiviso tra le Amministrazioni centrali, quelle locali ed i principali Enti ed Istituti scientifici che operano nel campo, ottimizzando le attività di sorveglianza preventiva del fenomeno e la successiva eventuale gestione delle emergenze.
http://a.marsala.it/index.php?mod=page&nw=3:2:05:2007:2695




25 maggio 207
Promosse il 91% delle coste. Ma per Legambiente è forte il rischio idrocarburi
di Claudio Tucci


La pagella della balneabilità delle coste italiane promuove il 91, 3% delle acque costiere italiane, mentre il restante 8,7% non supera l'esame. È la fotografia scattata dal Rapporto annuale acque di balneazione, presentato a Roma dal ministero della Salute, che riporta i dati dei 5.410 chilometri di coste analizzate nel 2006, cui si sommano almeno due consecutivi prelievi favorevoli effettuati appena prima della stagione 2007. Un rapporto ufficiale sulla qualità del mare nostrum che torna, come sottolinea il documento ministeriale che accompagna l'indagine, dopo «tre lunghi anni di assenza». Alla promozione delle coste italiane, Legambiente risponde da Genova presentando il dossier «L'inquinamento da idrocarburi nel Mediterraneo», realizzato in collaborazione con il Dipartimento della protezione civile, ricordando che la salute del Mediterraneo preoccupa per l'innalzamento della temperatura che favorisce pericolosi insediamenti di specie aliene e l'inquinamento pesante, dai metalli ai pesticidi e alle nafte.


Il rapporto del ministero della salute
Supera l'esame, a pieni voti, il Friuli, con il 100% di acque costieri balneabili, seguito dal Molise (98,1%), dalla Toscana (98%) e dalla Liguria (97,6 per cento). Promozioni anche per la Basilicata e l'Emilia Romagna, che si attestano ad un significativo 97, 3%. Vele nere per Lazio (21%) e Campania (19,9%), che detengono il non invidiabile primato della maggior percentuale di chilometri costieri non idonei alla balneazione, seguite da Veneto (10,8%) e Calabria (10,1 per cento). Tra le province, 100% di costa balneabile per Lucca, Potenza, Ferrara, Udine, Gorizia e Trieste. Caserta, Roma, Palermo e Bari sono le province con le percentuali più elevate di costa inquinata.
Dopo tre anni, dunque, il rapporto rende noti i risultati di 52.745 controlli, su 5.150 punti di prelievo marini, lacustri e fluviali, gestiti dalle Agenzie Arpa e dalle Aziende sanitarie. Su 7.375 chilometri di coste del Belpaese, 4.941,4 chilometri sono balneabili e 468,9 vietati per inquinamento. «Obiettivo del programma di sorveglianza - spiegano al ministero - è l'esatta conoscenza sia sotto il profilo microbiologico, sia sotto quello fisico-chimico, dello stato delle acque marine, lacustri e fluviali e, quindi, l'identificazione di situazioni di degrado ambientale, e di situazioni anche solo potenzialmente pericolose». I controlli sono diventato più stringenti, grazie anche all'accoglimento della normativa comunitaria sui «valori guida», meno permissivi dei «valori imperativi» scelti da altri Paesi europei.


I dati di Legambiente
Nel dossier di Legambiente sotto l'obiettivo l'intenso trasporto di petrolio e gregio e di prodotti della raffinazione che solca il Mediterraneo. Ogni giorno solcano il Mare nostrum 2mila traghetti, 1.500 cargo, 2mila imbarcazioni commerciali, di cui 30o navi cisterna, che trasportano ogni anno 340 milioni di tonnellate di greggio. Considerando 60 incidenti marittimi annui, denuncia il rapporto, di cui 15 che vedono coinvolte navi che trasportano greggio, vengono riversate nelle acque del Mediterraneo petrolio e sostanze chimiche stimate da 100 a 150mila tonnellate di idrocarburi. Peraltro, le coste del Mediterraneo, risultano essere le più antropizzate al mondo.
L'Italia nel Mediterraneo è la nazione con il più alto numero di raffinerie (17) che lavorano un quarto del greggio di tutto il Mar Mediterraneo e dei principali porti petroliferi (14). Sempre l'Italia detiene il non invidiabile primato del greggio versato nei principali incidenti con 162.600 tonnellate, seguito dalla Turchia e dal Libano. «Tra le priorità per difendere il mare nostrum dall'inquinamento petrolifero - dice Roberto Della Seta, presidente di Legambiente - c'è quella di arrestare la consueta pratica di scarico delle acque di sentina e di lavaggio delle cisterne anche attraverso l'adozione di misure che rendano più conveniente lo scarico presso i depositi costieri e più rischioso e svantaggioso il lavaggio a mare. Altrettanto importante è obbligare le petroliere a dotarsi di equipaggi professionalmente più preparati e imporre il divieto di navigazione alle navi che trasportano sostanze pericolose e inquinanti in condizioni meteo marine particolarmente avverse». Secondo Legambiente è anche necessario estendere al combustibile di bordo la copertura assicurativa in caso di incidenti e imporre un obbligo di adeguamento a livello costruttivo delle cisterne che contengono il bunker.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Attualita/2007/05/balneazione-rapporto.shtml?uuid=c1ac7d6a-0ac6-11dc-acb7-00000e25108c&DocRulesView=Libero



DECRETI ASSESSORIALI




ASSESSORATO DELLA SANITA'




DECRETO 15 febbraio 2007.
Stagione balneare per l'anno 2007.




IL DIRIGENTE GENERALE DELL'ISPETTORATO REGIONALE SANITARIO


Visto lo Statuto della Regione;
Vista la direttiva CEE n. 76/160 dell'8 dicembre 1975;
Visto l'art. 32 della legge n. 833/78;
Visto il D.P.R. n. 470/82 "Attuazione direttive CEE n. 76/160 relative alla qualità delle acque di balneazione", così modificato dalla legge n. 422 del 29 dicembre 2000, art. 18;
Visto l'art. 2 del D.P.R. n. 470/82;
Visti gli artt. 4, 5, 6, 7 e 8 del già citato D.P.R. n. 470 dell'8 dicembre 1982, così modificati con l'art. 18 della legge n. 422 del 29 dicembre 2000;
Visto il D.M. sanità del 29 gennaio 1992;
Vista la propria circolare n. 715 del 30 settembre 1993;
Vista la legge 30 maggio 2003, n. 121, di conversione, con modificazioni, del decreto legge 31 marzo 2003, n. 51;
Visto il decreto legislativo n. 152/2006;
Vista la nota prot. n. DIRS/1/01464 del 22 aprile 2005, relativa ad una corretta applicazione delle norme in tema di acque di balneazione;
Vista la nota prot. n. DIRS/1/04243 del 13 ottobre 2006, con la quale si richiede ai direttori dei laboratori di sanità pubblica delle Aziende unità sanitarie locali ed ai direttori dei dipartimenti provinciali ARPA della Sicilia:
a) l'individuazione delle zone di mare e di costa non balneabili, sia per inquinamento che per altri motivi;
b) la delimitazione delle zone di mare e di costa interessate da immissioni;
c) la trasmissione di eventuale dettagliata motivata e comprovata documentazione, qualora non sia stato effettuato il monitoraggio secondo la frequenza prevista dall'allegato 1 del D.P.R. n. 470/82;
d) l'acquisizione di dati ed informazioni su eventuali opere di risanamento attuate per i tratti di mare e di costa permanentemente non idonei alla balneazione;
Visti i risultati delle analisi sulle acque da adibire a balneazione effettuate dai laboratori di sanità pubblica delle Aziende unità sanitarie locali e dai dipartimenti provinciali ARPA della Sicilia nel periodo di campionamento dell'anno 2006;
Viste le note di riscontro alla precitata prot. n. DIRS/1/04243 del 13 ottobre 2006 trasmesse dai laboratori di sanità pubblica delle Aziende unità sanitarie locali e dai dipartimenti provinciali ARPA della Sicilia;
Ritenuto di dover individuare le zone di mare e di costa preclusi alla balneazione, per inquinamento o per altri motivi;
Considerato opportuno dare puntuale applicazione a quanto previsto dall'art. 2, punti "c" e "d", del D.P.R. n. 470/82 relativamente alla stagione balneare per l'anno 2007;




Decreta:






Art. 1


La stagione balneare per il corrente anno ha inizio l'1 maggio 2007 e ha termine il 30 settembre 2007.




Art. 2


Il periodo di campionamento ha inizio l'1 aprile 2007 e ha termine il 30 settembre 2007.




Art. 3


Ai sensi dell'art. 4, comma "b", del D.P.R. n. 470/82, per la stagione balneare 2007 sono classificati "non idonei alla balneazione" i tratti di mare e di costa indicati negli allegati da 1 a 9, relativi ad ogni provincia, che costituiscono parte integrante al presente decreto.




Art. 4


Tutte le zone permanentemente precluse alla balneazione per inquinamento (ZPI), già precedentemente individuate, con il presente decreto sono soppresse e rideterminate.




Art. 5


I laboratori di sanità pubblica delle Aziende unità sanitarie locali e i dipartimenti provinciali ARPA della Sicilia hanno l'obbligo di comunicare con la massima tempestività, ai sindaci dei comuni rivieraschi, i tratti di mare e di costa non balneabili individuati, specificando il motivo della non balneabilità, l'estensione e le coordinate geografiche, per l'emissione, ai sensi dell'art. 5 del D.P.R. n. 470/82, delle ordinanze di divieto di balneazione; tale comunicazione va inviata anche al direttore dell'area d'igiene e sanità pubblica dell'Azienda unità sanitaria locale, competente per territorio.




Art. 6


Viene richiamato l'obbligo ai sindaci dei comuni rivieraschi della Sicilia di adottare tutti i provvedimenti di propria competenza prescritti dall'art. 5 del D.P.R. n. 470/82 e dal D.M. sanità 29 gennaio 1992, comma "a" e comma "d", ivi compreso quello dell'affissione dei cartelli di divieto della balneazione, che devono essere metallici, in numero adeguato e reciprocamente visibili, oltre che per quelle precluse alla balneazione, anche per le zone di costa e di mare temporaneamente vietate, verificatesi durante la stagione balneare in corso, provvedendo altresì all'adozione di tutti i provvedimenti atti ad eliminare le cause di inquinamento delle stesse, dandone immediata comunicazione al Ministero della salute, al Ministero dell'ambiente, all'Assessorato regionale della sanità, dipartimento Ispettorato regionale sanitario, all'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, al direttore dell'area dipartimentale de sanità pubblica dell'Azienda unità sanitaria locale, al direttore del laboratorio di sanità pubblica dell'Azienda unità sanitaria locale e al direttore del dipartimento provinciale ARPA territorialmente competenti.




Art. 7


Le ordinanze previste dall'art. 5 del presente decreto devono specificare il motivo del divieto, l'estensione del tratto e le coordinate geografiche e devono essere trasmesse al Ministero della salute, al Ministero dell'ambiente, al dipartimento Ispettorato regionale sanitario dell'Assessorato regionale della sanità, al direttore dell'area d'igiene e sanità pubblica dell'Azienda unità sanitaria locale, al laboratorio di sanità pubblica dell'Azienda unità sanitaria locale e al dipartimento provinciale ARPA territorialmente competenti.
Le predette ordinanze devono essere eseguite entro e non oltre il 30 aprile 2007.




Art. 8


A far data dall'1 maggio 2007, i direttori dell'area dipartimentale d'igiene e sanità pubblica delle Aziende unità sanitarie locali hanno l'obbligo di accertarsi e di vigilare che le ordinanze siano state emanate ed eseguite con le modalità ed i tempi stabiliti negli articoli precedenti, avvalendosi del personale di vigilanza con la qualifica di U.P.G.
La mancata adozione dell'ordinanza di divieto e/o dell'apposizione dei relativi cartelli dovrà essere segnalata all'autorità giudiziaria competente.




Art. 9


Relativamente agli adempimenti di cui all'art. 2 del presente decreto, i direttori dei laboratori di sanità pubblica delle Aziende unità sanitarie locali ed i direttori dei dipartimenti provinciali ARPA della Sicilia, per l'esecuzione ed il trasporto dei campioni di acqua di mare, potranno avvalersi, secondo programmi concordati con i rispettivi direttori dell'area d'igiene e sanità pubblica delle Aziende unità sanitarie locali interessate, anche dei distretti competenti per territorio. Si dovranno eseguire due campionamenti mensili routinari, preferibilmente il primo entro la prima decade ed il secondo entro la seconda decade. Se trattasi di punti a riduzione di frequenza di campionamento, dovrà essere effettuato un campionamento mensile. In caso di effettuazione dei cinque esami suppletivi, questi vanno effettuati in giorni diversi anche consecutivi e comunque entro il mese di riferimento.




Art. 10


Qualora nel corso della stagione balneare si dovessero verificare le condizioni che comportino l'individuazione di zone temporaneamente vietate alla balneazione, ai sensi dell'art. 6, commi 7 e 8, del D.P.R. n. 470/82 e successive modificazioni, i direttori dei laboratori di sanità pubblica delle Aziende unità sanitarie locali ed i direttori dei dipartimenti provinciali ARPA della Sicilia dovranno comunicare ai sindaci l'individuazione e la delimitazione delle zone inquinate da sottoporre a divieto.
In mancanza di comunicazione, incompleta di coordinate geografiche, la zona da sottoporre a divieto temporaneo dovrà considerarsi quella di pertinenza del punto di campionamento.




Art. 11


I sindaci dovranno, altresì, relazionare l'Assessorato del territorio e dell'ambiente, l'Assessorato della sanità, dipartimento Ispettorato regionale sanitario, il laboratorio di sanità pubblica dell'Azienda unità sanitaria locale e il dipartimento provinciale ARPA territorialmente competenti della Sicilia, sulle opere di risanamento previste e finalizzate alla rimozione delle cause di inquinamento ed al recupero della balneabilità per i tratti di mare e di costa permanentemente non idonei alla balneazione, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo n. 152/2006 e nel rispetto degli obblighi comunitari.




Art. 12


Per i tratti di mare non idonei alla balneazione e per i quali sono state effettuate le opere di risanamento, ai fini di una eventuale riammissione alla balneabilità, dovranno essere rispettate le procedure previste e richiamate dalla nota n. DIRS/1/01464 del 22 aprile 2005.




Art. 13


Fanno parte integrante del presente decreto n. 10 allegati, di cui dall'1 all'8 per i tratti di mare e di costa non idonei alla balneazione relativi ad ogni provincia, l'allegato 9 per i tratti di mare e di costa non balneabili vincolati a parco od oasi naturali e l'allegato 10 revisione punti di campionamento.




Art. 14


Il presente decreto verrà inviato alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana per la pubblicazione in parte I.
Palermo, 15 febbraio 2007.
CIRIMINNA


Cliccare qui per visualizzare gli allegati in formato PDF
http://gurs.pa.cnr.it/gurs/Gazzette/g07-11/g07-11-h.pdf


http://gurs.pa.cnr.it/gurs/Gazzette/g07-11/g07-11-p15.html


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