Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”


Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..





“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “





Pino Ciampolillo


domenica 19 luglio 2015

MARGHERITA TOMASELLO TERRASI LA MALATTIA DELLA RAGIONE

MARGHERITA TOMASELLO TERRASI LA MALATTIA DELLA RAGIONE
TOMASELLO MARGHERITA LA RIUNIONE



Industriali, rotto il fronte antimafia

Tomasello: "Meno proclami". Lo Bello: "Frasi che sanno di vecchio"
di Antonella Romano
«Siamo un´associazione di imprenditori e non di antimafia. Credo che dovremmo parlare meno di certi temi e più di sviluppo». 

Queste frasi, pronunciate durante un convegno dal presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Palermo, Margherita Tomasello, hanno provocato scalpore nella sede degli industriali. 

«Siamo un´associazione di imprenditori e non di antimafia. Credo che dovremmo parlare meno di certi temi e più di sviluppo». 

Queste frasi, pronunciate durante un convegno dal presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Palermo, Margherita Tomasello, hanno provocato scalpore nella sede degli industriali. 


C´è chi bolla la sortita della Tomasello come «uno sfogo giovanile», come il presidente di Assindustria Antonino Salerno. E chi le ritiene invece frutto di «un ragionamento vecchio», come il presidente regionale di Confindustria, Ivan Lo Bello. 

Sta di fatto che alla maggioranza degli imprenditori dell´associazione schierata a capo del movimento di rivolta in Sicilia contro il racket, questa analisi è sembrata ingiusta. Sganciate dal contesto del convegno - un dibattito con le banche sugli strumenti finanziari a disposizione delle imprese - le dichiarazioni rilanciate dalle agenzie hanno avuto l´effetto di una bomba. 

Il vice presidente nazionale di Confindustria, Ettore Artioli, è sceso in campo in serata per escludere una contrapposizione tra l´imprenditrice e la linea seguita dall´associazione. «Credo che sia importante anzi prendere spunto dalle sue dichiarazioni per portare ancora avanti il percorso di Confindustria in Sicilia - dice Artioli - Liberare questa terra dalla criminalità significa prendersi la responsabilità di rilanciare i temi veri dello sviluppo e della libertà di fare impresa. Nella lotta alla criminalità non ci può essere alcun passo indietro».

Stupito il presidente Lo Bello: «Mi sorprendono queste affermazioni, già sentite in passato, che contraddicono dichiarazioni di tutt´altro tenore fatte dalla Tomasello». Gelo anche da Salerno, leader di Assindustria, che non approva le accuse lanciate in un momento «storico», di svolta nel mondo delle imprese. 

«La legalità è la prima delle infrastrutture che servono per lo sviluppo dell´economia siciliana - replica Salerno - Occorre parlare di antimafia e occorre agire antimafia. La battaglia di Confindustria contro il racket è prima di tutto una battaglia di sviluppo e civiltà». 

Tante le reazioni polemiche. «La battaglia per la legalità è un imperativo categorico. Nel cammino intrapreso dagli imprenditori siciliani contro il racket e la mafia non può esserci alcun tentennamento», sostiene Barbara Cittadini, componente della giunta nazionale di Confindustria. Scettico anche Alessandro Albanese, presidente dell´Asi: «Non condivido per niente». 

Sul caso interviene duro il presidente della commissione Antimafia, Francesco Forgione: «Parole incomprensibili, che sembrano voler cancellare tutti i passi in avanti che il mondo delle imprese siciliane ha fatto in questi mesi».


(07 febbraio 2008

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