Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”


Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..





“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “





Pino Ciampolillo


venerdì 21 agosto 2015

Isola Pulita: LETTERA APERTA AL SINDACO E ALLA GIUNTA DI ISOLA DELLE FEMMINE



                              








Cirus Rinaldi
1 h ·

LETTERA APERTA AL SINDACO E ALLA GIUNTA DI ISOLA DELLE FEMMINE
Dott. Stefano Bologna Sindaco di Isola delle Femmine – Palermo
p.c. Assessora Dott.ssa Lucido
Gentile Sindaco,
il mio nome è Cirus Rinaldi, insegno Sociologia della devianza e Sessualità, generi e violenza nella società contemporanea e altri insegnamenti che convergono sui temi dei generi e delle sessualità in vari corsi di studio dell’Università degli studi di Palermo.
Ho appreso con profondo rammarico, dopo quanto già avvenuto a Santa Flavia e a Cinisi, della scelta di voler utilizzare uno spazio pubblico del vostro Comune per ospitare un evento che avrebbe dovuto sollecitare riflessioni e dibattito sui pericoli in cui incorrerebbero famiglia e minori che, invece, si è trasformato nella spettacolarizzazione della cattiva informazione, della malsana distorsione della realtà e, mi permetta, anche di riproduzione del panico morale da «teoria gender». Ho appreso dai media che si sarebbe dissociato dall’evento ma, tuttavia, a me come cittadino e come scienziato sociale non basta. Vorrei chiarire alcuni punti, perché possa convincersi della buona fede di chi scrive e delle motivazioni che sostengono la mia posizione.
Il mio lavoro di ricerca e, soprattutto, di insegnamento si concentra sui temi dei generi e delle sessualità anche con fini di intervento e di promozione sociale dei diritti umani. Una rappresentazione, mi permetta, penosa e mistificante come quella avvenuta a Isola delle femmine, indebolisce il lavoro di sollecitazione critica delle coscienze che gran parte di noi compiono non soltanto perché il nostro Paese inizi a confrontarsi senza alcuna pruderie o tabuizzazione su temi importantissimi come quello delle sessualità ma, anche, per immaginare un futuro privo di discriminazioni e violenze. Si tratta inoltre di un grave vulnus per l’immagine del Suo ridente Comune (e degli altri che hanno voluto prestarsi ad un gioco retorico pericoloso).
I diritti alla sessualità e all’identità di genere sono statuiti da una serie di convezioni internazionali, di direttive e di studi di settore di cui sarebbe superfluo e persino oltremodo lezioso fare una lista (passeremmo dalle Nazioni Unite all’Unione Europea, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità alla Associazione Mondiale di Sessuologia per finire in Italia con l’Associazione Italiana di Psicologia).
Uno di questi documenti, il tanto vituperato documento «che istiga alla masturbazione a scuola» a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, più correttamente è un «Quadro di riferimento per i responsabili delle politiche, autorità scolastiche e sanitarie, specialisti» (lo può scaricare dal web).
Il documento, nello specifico, è di tipo programmatico e a carattere operativo pubblicato nell'autunno del 2010 dal Federal Centre for health Education (BzGa) di Colonia e dall'Ufficio regionale per l'Europa del WHO.
«Standards for Sexuality Education in Europe – a framework for policy makers, educational and health authorities and specialists» vede la luce a seguito del coinvolgimento di 19 esperti provenienti da nove nazioni europee, dalla formazione culturale più variegata (sono rappresentate la medicina, la psicologia e le scienze sociali) con esperienze nel settore dell'educazione alla sessualità (sia in termini teorici che di politiche e servizi di intervento), da processi che hanno visto partecipare organizzazioni governative e non governative, organizzazioni internazionali e il mondo accademico.
Nella sua parte prima, il documento intende mirare a colmare il gap esistente, in diverse nazioni europee (e tra queste ha un primato increscioso proprio l'Italia), in tema di educazione alla sessualità, considerata e percepita, in vari contesti europei, come conoscenza che è insieme da tutelare in termini di acquisizione dei diritti umani e, dunque, necessaria a fare valere i propri diritti (sessuali) all'interno di una più generale (e spesso lacunosa) giustizia sociale e sessuale. Il testo prodotto ed ideato sotto forma di linee guida per policy makers, istituzioni educative e sanitarie e per professionisti e specialisti ha il merito di introdurre il concetto di educazione alla sessualità secondo un approccio olistico che non si basa esclusivamente sulla conoscenza e la trasmissione di informazioni relative ai diritti e al benessere sessuale e riproduttivo ma che estende e sottolinea il concetto di sessualità includendo la dimensione emotiva, corporea, identitaria, relazionale e, aspetto che qui ci interessa maggiormente, sociale. Ciò porta subito all'occhio la necessità di considerare l'educazione alla sessualità come processo di formazione continua (dalla nascita fino all'adultità), finalizzato a fornire ai soggetti (specialmente la fascia più giovane della popolazione) informazioni che gli stessi potranno utilizzare, nella piena potenzialità della loro sexual agency, per migliorare i loro stili di vita, la propria salute e il proprio benessere all'interno di società che dovrebbero tentare di realizzare condizioni di equità e opportunità complessive.
La seconda parte del documento è quella particolarmente distorta dedicata alla costruzione di quanto viene definito “matrice dell'educazione alla sessualità” (“Sexuality education matrix”) che identifica, nello specifico, tappe e percorsi dello sviluppo psico-socio-sessuale di sei gruppi individuati per classi di età (dai 0 ai 4 anni, dai 4 ai 6 anni, dai 6 ai 9, dai 9 ai 12, dai 12 ai 15, dai 15 in su) ed otto categorie tematiche (“Il corpo umano e lo sviluppo umano”, “Fertilità e riproduzione”, “Sessualità”, “Emozioni”, “Relazioni e stili di vita”, “Sessualità, salute e benessere”, “Sessualità e diritti” e, infine, “Fattori sociali e culturali determinanti la sessualità”): si tratta di una guida che riassume gli sviluppi psico-sessuali e le diverse manifestazioni (come la masturbazione infantile, acclarata da Freud in poi!) ma che non implica, come viene detto durante i vari incontri pubblici, una lezione di masturbazione, quanto piuttosto una formazione dei docenti rispetto a questi temi. Il documento ha il pregio di caratterizzare l'educazione alla sessualità come pratica multidisciplinare, di tentare di sviluppare indicazioni unitarie rispetto ad un campo di intervento che vede alcune nazioni già impegnate da quaranta anni in programmi di in/formazione sulla sessualità (Germania, Austria, Olanda e Svizzera) ed altre in cui l'educazione alla sessualità non è ancora stata introdotta nei curricula scolastici istituzionali (quasi tutta l'Europa meridionale). Di fatto esso si propone di superare programmi ed interventi di educazione alla sessualità limitati alla risoluzione dei problemi e di prevenzione (“how to say no”: la riduzione delle gravidanze indesiderate, attenzione alla contraccezione e al safe sex) o all'astinenza complessiva da pratiche sessuali (come “abstinence only policies” del governo repubblicano americano) per pervenire a interventi finalizzati alla crescita personale dei soggetti (“personal-growth-oriented”).
Mi chiedo se l’Assessora Lucido ne sia a conoscenza, perché se così non fosse potrei indicarLe una serie di studi scientifici che potrebbero corroborare le linee guida del documento incriminato. Mi domando, ancora, se l’Assessora si interessi agli effetti di realtà di interventi di educazione alla sessualità in relazione alle identità sessuali non normative, alle disuguaglianze sessuali, di genere, etniche e di classe? Ha contezza della sua realtà territoriale? Piuttosto che essere complice e permettere la diffusione di disprezzo e di odio sulla base di informazioni bieche e false, non sarebbe forse meglio attivare interventi di educazione alle differenze sessuali e di contrasto all’omofobia e alla transfobia a partire dal Comune di Isola delle Femmine? Piuttosto che creare lo spauracchio del gender, non sarebbe opportuno implementare le politiche e gli interventi di rispetto dei diritti umani, di inclusione sociale, di lotta alle mafie e alle illegalità? Perché creare mostri immaginari, quando sono sotto gli occhi di tutti i mostri delle ecomafie, della disuguaglianza sociale, dell’inquinamento, della corruzione? O non sappiamo risolvere questi problemi e ne siamo assuefatti, oppure abbiamo bisogno del gender per distogliere lo sguardo da aspetti più importanti. Le sessualità non normative sono destabilizzanti, certamente, perché ci sollecitano a pensare la realtà sessuale non in termini dicotomici, non attraverso la lente dell’eteronormatività, non come un processo naturale sic et simpliciter! Il modo in cui facciamo, pensiamo, rappresentiamo e diciamo le sessualità, caro Sindaco, è tutto sociale!
Caro Sindaco, La sollecito ad intervenire contro oscurantismo e pregiudizi perché nel suo Comune, a partire dalle scuole presenti nel territorio, si possano promuovere attività di informazione e di dialogo che mirino all’inclusione sociale e al dialogo. Chissà come si sono sentiti i giovani gay, le giovani lesbiche, le persone trans di Isola delle Femmine quella sera (e degli altri piccoli comuni interessati)! Forse più soli, forse più disprezzati, probabilmente con un motivo in più per resistere all’odio e per immaginare un futuro diverso. Il mio pensiero va a loro. Le istituzioni ieri sera hanno fallito.
Si tratta di un’onta che pesa sul vostro operato. Il mio incoraggiamento perché lei non si scordi che persone LGBT vivono anche a Isola delle Femmine e perché possa fare chiarezza su quanto accaduto, prendendo i necessari accorgimenti perché non si ripeta nuovamente.
Cordialità,
Palermo lì 20 agosto 2015 Cirus Rinaldi

https://www.facebook.com/cirus.rinaldi/posts/10152937268455940





CIRUS RINALDI

RICERCATORE (SPS/12)

Scienze Giuridiche, della Società e dello Sport











MESSAGGIO RICEVUTO SULLA PAGINA "ISOLA PULITA" di FACEBOOK RITENENDO LE ARGOMENTAZIONI RIPORTATE NEL MESSAGGIO MERITEVOLI DI UN'ATTENTA RIFLESSIONE NE ABBIAMO RITENUTO L PUBBLICAZIONE SUI BLOGS DEL COMITATOI CITTADINO ISOLA PULITA







ABORTO, ADOZIONI, AMATO GIANFRANCO, ARROGANZA, DIVORZIO, EUTANASIA, GAY, GENDER, GIOVANARDI, GROSSOLANE BUGIE, LA BUONA SCUOLA GIURISTI PER LA VITA, LGBT, OMOFOBIA, RENZI, RINALDI CIRUS, SCALFAROTTO, LUCIDO,BOLOGNA

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