Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”


Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..





“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “





Pino Ciampolillo


domenica 31 gennaio 2016

Isola Pulita: La condanna di Patrizia Monterosso/ I grillini: “Il governo Crocetta ha recuperato le somme?”




La condanna di Patrizia Monterosso/ I grillini: “Il governo Crocetta ha recuperato le somme?”



Il riferimento è alla condanna da oltre un milione di Euro ‘rifilata’ alla stessa dottoressa Monterosso dalla Corte dei Conti. La domanda dei parlamentari del Movimento 5 Stelle all’Ars, oggi, è stringente. Il governo Crocetta, infatti, non ha più alibi, dal momento – come leggiamo nel comunicato degli stessi grillini – che la domanda di revisione del processo, presentata dalla stessa dottoressa Monterosso, è stata respinta. La mozione di censura bloccata dalla maggioranza di centrosinistra. E l’interpellanza – che riguarda sempre la Monterosso – alla quale il governo non ha ancora risposto
I riflettori tornano ad accendersi sulla dottoressa Patrizia Monterosso, Segretario generale della presidenza della Regione siciliana. A tirarla in ballo, in un comunicato, sono i parlamentari del Movimento 5 Stelle all’Assemblea regionale siciliana.
Se poteva esserci ancora una scusa – sottolineano i deputati grillini di Sala d’Ercole – ora è venuta meno anche quella. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, recuperi le somme derivanti dalla condanna della Corte dei Conti e rimuova il segretario generale della Regione Patrizia Monterosso”.
La storia è nota: la dottoressa Monterosso e un gruppo di dirigenti e funzionari del dipartimento regionale della Formazione professionale sono stati condannati dalla magistratura contabile. Motivazione: la questione dei cosiddetti extrabudget. Si tratta di gestioni del passato, quando ancora la Formazione professionale siciliana veniva finanziata anche con i fondi regionali (ora il settore è tutto a carico del Fondo Sociale Europeo, anche se non mancano perplessità rispetto all’utilizzazione di tali risorse, con riferimento alle modalità di utilizzazione).
Gli extrabudget sono somme che i governi regionali del passato riconoscevano ai gestori dei corsi di formazione allorquando intervenivano gli aggiornamenti contrattuali ISTAT riguardanti i docenti. Le contestazioni agli extrabudget fanno riferimento sia all’istituto in sé, sia l’utilizzazione impropria di tali fondi (per esempio, aver utilizzato tali somme non per aggiornare le retribuzioni del personale, ma per aver effettuato nuove assunzioni).
La questione è molto complicata. E su tale vicenda la dottoressa Monterosso è stata condannata al pagamento, in favore dell’Amministrazione regionale, di oltre un milione di Euro. La dottoressa Monterosso ha chiesto alla magistratura contabile la revisione del processo. Che, a giudicare da quanto leggiamo nel comunicato del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle all’Ars, è stato respinto.
Dopo il ‘no’ alla revisione del processo per la questione extrabudget, arrivato in questi giorni, il Movimento 5 Stelle all’Ars torna a chiedere con forza le dimissioni del segretario generale Patrizia Monterosso e il recupero delle somme dovute da lei e dagli altri dirigenti ed ex assessori regionali, in seguito alla condanna in via definitiva della Corte dei Conti.
Va ricordato che il gruppo parlamentare grillino ha presentato una mozione per censurare l’operato della dottoressa Monterosso. La mozione è stata ritenuta corretta dalla presidenza dell’Ars: e non poteva essere altrimenti, dal momento che esiste un precedente andato in scena alcuni anni fa: una mozione che metteva in discussione le nomine dei dirigenti generali volute dal governo regionale presieduto allora dal governo di Totò Cuffaro.
La mozione contro la dottoressa Monterosso, come ha precisato lo stesso presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, non presenta profili di illegittimità: ma è stata bloccata dalla ‘politica’: cioè dalla maggioranza di centrosinistra – PD in testa – che fino ad oggi ne ha impedito la trattazione.
Mozione di censura a parte, oggi i grillini di Sala d’Ercole tornano alla carica e chiedono: il governo di Rosario Crocetta si è adoperato per recuperare le somme?     
Ancora non siamo riusciti a capire – dice il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, Giorgio Ciaccio – se, come previsto dalle normative vigenti, il governo si è già adoperato per individuare il responsabile della procedura per la riscossione dei crediti liquidati con sentenza dalla Corte dei Conti. Ci piacerebbe pure sapere quali provvedimenti questo governo intenda adottare per evitare di incorrere nella responsabilità erariale che scatta automaticamente nel caso di inosservanza del dovere di dare esecuzione ad una sentenza di condanna”.
Anche una nostra interpellanza che mirava a capire lo stato dell’arte – conclude Ciaccio – non ha avuto risposta. Crocetta non può continuare ad ignorare la questione”.
Per la cronaca, le inchiesta della Corte dei Conti sulla gestione della Formazione professionale non riguardano solo la gestione di un anno, ma almeno quattro-cinque anni. Per quello che è dato sapere, sotto la lente d’ingrandimento dei giudici contabili sarebbero anche le gestioni del 2007, 2008, 2009 e, soprattutto, il 2010 (di tale anno la contestazione riguarderebbe l’intero PROF, sigla che sta per Piano Regione di Offerta Formativa).
Cosa vogliamo dire? Che le inchiesta in atto della magistratura contabile potrebbero riservare altre sorprese.
Foto tratta da canalesicilia.it

Formazione, assunzioni pilotate e soffiata sull'inchiesta: due burocrati verso il processo

Nel mirino Anna Rosa Corsello e il collega Montoro. Chiusura delle indagini


Formazione, assunzioni pilotate e soffiata sull'inchiesta: due burocrati verso il processo
Anna Rosa Corsello 




GAMMALDI 2012 ANNA CATERINA CORSELLO MONTEROSSO FORMEZ I 7 DIRIGENTI DI CROCETTA















Al Pagliarelli una sala riunioni per la giunta Crocetta



Per motivi misteriosi (non ne ha titolo alcuno), il Segretario generale della Presidenza della Regione, Patrizia Monterosso, partecipa immancabilmente ai lavori della Giunta regionale, seduta a fianco del Presidente Crocetta.
Per non farsi trovare impreparati in caso di arresto della Monterosso, al carcere di Pagliarelli stanno allestendo una sala dove la giunta Crocetta potrà riunirsi senza dovere rinunciare all’irrinunciabile contributo delle Monterosso.
Appena ieri il commissario anti corruzione Raffaele Cantone, a margine della sua audizione in antimafia regionale, aveva espresso un parere proprio sulla vicenda Monterosso auspicando che la prossima legge preveda la decadenza per i funzionari condannati per danno erariale
“La legge oggi non prevede che la condanna della Corte dei conti comporti la decadenza – spiega Cantone – La riforma della Pubblica amministrazione prevede una norma molto importante in questo senso, che riguarda la riforma della dirigenza: persino la sentenza di condanna in primo grado della Corte dei conti non consente più a un soggetto di essere nominato“.
E se il dirigente è già nominato? “Bisognerà capire quale sarà la norma: potrebbe anche prevedere la decadenza“.



Segreteria Generale

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Anche la Procura indaga sull’intoccabile Monterosso



La Procura di Palermo l’accusa di abuso di ufficio. La nuova inchiesta è legata alla condanna della Corte dei Conti che le aveva intimato di restituire alle casse erariali 1,3 miliondi di euro…Proprio ieri, il Presidente dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone, aveva  parlato chiaramente di “responsabilità politica”, al di là dell’esistenza o meno di norme penali o amministrative
Una  nuova tegola giudiziaria si abbatte sulla bionda testa di Patrizia Monterosso, l’inamovibile segretario generale della Presidenza della Regione Siciliana. Dopo la condanna della Corte dei Conti che le aveva intimato di restituire alle casse erariale 1, 3 milioni di euro (per il caso dei rimborsi extrabudget agli enti della Formazione professionale), ora, come si legge sul Giornale di Sicilia,  arriva l’inchiesta della Procura di Palermo che l’accusa di abuso di ufficio.
I due casi sono collegati. La Regione, dopo la condanna dei magistrati contabili (e nonostante gli appelli del Movimento 5 Stelle che chiedeva a Palazzo d’Orléans di farsi rimborsare quella somma), aveva provato ad intraprendere la via delle ‘compensazioni’. Ovvero, tentare di recuperare quei soldi dai finanziamenti dei nuovi bandi della Formazione. Per fare questo, la Monterosso aveva inviato un atto di diffida all’ex dirigente generale della Formazione, Anna Rosa Corsello.
Ma poiché questo tentativo di salvare le tasche del segretario generale si è ripercosso su alcuni enti (con il blocco dei bandi), questi si sono opposti costituendosi in giudizio. E proprio questa diffida per i pm ha costituito l’abuso d’ufficio.
Vedremo adesso cosa si inventeranno per salvare, ancora una volta, la poltrona della potente donna dello staff di Crocetta (della sua mirabolante carriera vi abbiamo parlato qua). 
Proprio sul caso Monterosso, ieri, sollecitato da alcune domande, si è espressoil Presidente dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone, al termine della sua audizione dinnanzi alla Commissione antimafia all’Ars. Il quale ha parlato chiaramente di “responsabilità politica”, al di là dell’esistenza o meno di norme penali o amministrative:
“Io credo che in tutti i sistemi ci debbano essere dei meccanismi fondamentali,che dovrebbero funzionare anche sul piano della responsabilità politica.Questo sistema della responsabilità politica è un sistema che da noi funziona molto poco. Noi – ha dichiarato Cantone- non possiamo pensare di risolvere ogni cosa con norme penali o peggio ancora con norme amministrative. Per la scelta dei propri collaboratori dovrebbe valere il criterio almeno dal punto di vista generale, al di là della questione specifica, della culpa in vigilando, ma anche della culpa in eligendo. Sono regole che valevano persino nell’antica Roma”.
E ancora: “La legge oggi non prevede che la condanna della Corte dei conti comporti la decadenza – spiega Cantone – ma la riforma della Pubblica amministrazione prevede una norma molto importante in questo senso, che riguarda la riforma della dirigenza: persino la sentenza di condanna in primo grado della Corte dei conti non consente più a un soggetto di essere nominato”. E se il dirigente è già nominato?
“Bisognerà capire quale sarà la norma: potrebbe anche prevedere la decadenza”.
Più chiaro di così….


Sezione giurisdizionale Sicilia

sent. n. 401 del 14/03/2014

Presidente: L. SAVAGNONE
Estensore: G. PETRIGNI

emblema repubblica italiana
RE­PUB­BLI­CA ITA­LIA­NA
IN NOME DEL PO­PO­LO ITA­LIA­NO
LA CORTE DEI CONTI
SE­ZIO­NE GIU­RI­SDI­ZIO­NA­LE PER LA SI­CI­LIA

com­po­sta dai ma­gi­stra­ti:
Dott.​ssa Lu­cia­na Sa­va­gno­ne Pre­si­den­te
Dott. Vin­cen­zo Lo Pre­sti Con­si­glie­re
Dott. Guido Pe­tri­gni Con­si­glie­re – re­la­to­re
ha pro­nun­cia­to la se­guen­te
S E N T E N Z A N.401/2014
nel giu­di­zio per re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va, iscrit­to al n. 60799 del re­gi­stro di se­gre­te­ria, pro­mos­so dal Pro­cu­ra­to­re Re­gio­na­le della Corte dei Conti per la Si­ci­lia nei con­fron­ti di:
- FOR­MI­CA Santi (c.f. FRM­SN­T52­S27I084V), nato a San Pier Ni­ce­to (ME) il 27 no­vem­bre 1952 ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­to in S. Sal­va­to­re di Fi­ta­lia, via dei Mille n. 3, pres­so lo stu­dio del­l’avv. Ro­sa­rio Ven­ti­mi­glia, che lo rap­pre­sen­ta e di­fen­de;
- IN­CAR­DO­NA Car­me­lo (c.f. NCRCM­L64A08­H163Q), nato a Ra­gu­sa il 8 gen­na­io 1964, rap­pre­sen­ta­to e di­fe­so dagli avv.​ti Pie­tro Luigi Matta e Vin­cen­zo Bul­la­ra, ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­to in Pa­ler­mo, Via Gio­van­ni Pa­ci­ni n. 12 pres­so lo stu­dio di que­st’ul­ti­mo.
- LOM­BAR­DO Raf­fae­le (c.f. LM­BR­FL50­R29­C351L), nato a Ca­ta­nia il 29/10/1950, rap­pre­sen­ta­to e di­fe­so dagli Avv.​ti Gae­ta­no Armao e Ti­zia­na Mi­la­na ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­to pres­so il loro stu­dio in Pa­ler­mo, via Noto 12;
- GEN­TI­LE Luigi (c.f. GN­TL­GU59­S11­H159A), nato a Raf­fa­da­li (AG) il 11 no­vem­bre 1959, ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­to in Pa­ler­mo, via Ober­dan n. 5 pres­so lo stu­dio del­l’avv. Gi­ro­la­mo Ru­bi­no, dal quale è rap­pre­sen­ta­to e di­fe­so, sia uni­ta­men­te che di­sgiun­ta­men­te agli av­vo­ca­ti Giu­sep­pe Im­pi­du­glia e Lucia Al­fie­ri;
- RUSSO Ales­san­dra (c.f. RS­SL­SN58­P52­G273D), nata a Pa­ler­mo il 12 set­tem­bre 1958, ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­ta in Pa­ler­mo, via Cal­ta­nis­set­ta n. 1, pres­so lo stu­dio degli avv.​ti Giu­sep­pe Maz­za­rel­la e Ales­san­dro Mag­gio, che la rap­pre­sen­ta­no e di­fen­do­no;
- MON­TE­ROS­SO Giu­sep­pa Pa­tri­zia (c.f. MNTGP­P67­H52­G273N), nata a Pa­ler­mo il 12 giu­gno 1967 ed ivi elet­ti­va­men­te dom.​ta in P.​le Un­ghe­ri, 58 c/o lo stu­dio del­l’avv.Clau­dio Alon­gi, dal quale è rap­pre­sen­ta­ta e di­fe­sa;
- DI BAR­TO­LO Maria Car­me­la (c.f. DBRM­CR59­P65­F830S), nata a Mus­so­me­li (CL) il 25 set­tem­bre 1959, elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­ta in Pa­ler­mo, via Li­ber­tà n. 171, pres­so lo stu­dio del­l’avv. Mau­ri­zio Lino, che la rap­pre­sen­ta e di­fen­de;
- DI FRAN­CE­SCA Sal­va­to­re (c.f. DFR­SV­T64­R19­C421Z), nato a Ce­fa­lù il 19/10/1964 e re­si­den­te a Pa­ler­mo in via Sa­ve­rio Ca­val­la­ri, 6, rap­pre­sen­ta­to e di­fe­so dal­l’avv. Ales­san­dra Gazzè ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­to pres­so il suo stu­dio a Pa­ler­mo, nella Via Li­ber­tà n. 171;
- ESPO­SI­TO Lo­re­da­na (c.f. SP­SLD­N54­P41­G273P), nata a Pa­ler­mo il 1° set­tem­bre 1954 ed ivi re­si­den­te in viale Emi­lia n. 66, rap­pre­sen­ta­ta e di­fe­sa dal­l’avv. Mas­si­mi­lia­no Man­ga­no, ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­ta pres­so il suo stu­dio, in Pa­ler­mo, via Nun­zio Mo­rel­lo n. 40;
- EMA­NUE­LE An­to­ni­no (c.f. MNLNN­N52­T09­B666M), nato a Capo d’Or­lan­do (ME) il 9 di­cem­bre 1952 e re­si­den­te a Pa­ler­mo in via Fer­di­nan­do Ferri n. 18, di­fe­so dal­l’avv. Anna Man­no­ne ed elet­ti­va­men­te do­mi­ci­lia­to in Pa­ler­mo, Via Giu­sep­pe Ales­si n. 22, pres­so il suo stu­dio;
Visti: il T.U. 12.7.1934, n.1214; il R.D. 13.8.1933, n.1038; il D.L. 15.11.1993, n.453, con­ver­ti­to, con mo­di­fi­ca­zio­ni, in L. 14.1.1994, n.19; la L. 14.1.1994, n.20; il D.L. 23.10.1996, n.543, con­ver­ti­to, con mo­di­fi­ca­zio­ni, in L. 20.12.1996, n.639.
Visti tutti gli atti e do­cu­men­ti di causa.
Uditi, nella pub­bli­ca udien­za del 18 di­cem­bre 2013, il re­la­to­re dott. Guido Pe­tri­gni, il Pub­bli­co Mi­ni­ste­ro dr. Gian­lu­ca Albo e gli av­vo­ca­ti Pie­tro Luigi Matta e Vin­cen­zo Bul­la­ra per il con­ve­nu­to In­car­do­na Car­me­lo; l’avv. Clau­dio Alon­gi per la con­ve­nu­ta Mon­te­ros­so Pa­tri­zia; l’avv. Anna Man­no­ne per il con­ve­nu­to Ema­nue­le An­to­ni­no; gli avv. ti Gae­ta­no Armao e Ti­zia­na Mi­la­na per il con­ve­nu­to Lom­bar­do Raf­fae­le; gli avv.​ti Giu­sep­pe Maz­za­rell­la e Ales­san­dro Mag­gio per la con­ve­nu­ta Russo Ales­san­dra; l’avv. Mas­si­mi­lia­no Man­ga­no per la con­ve­nu­ta Espo­si­to Lo­re­da­na; l’avv. Mau­ri­zio Lino per la con­ve­nu­ta Di Bar­to­lo Maria Car­me­la; l’avv. Gazzè per la con­ve­nu­ta Di Fran­ce­sca l’avv. Ro­sa­rio Ven­ti­mi­glia per il con­ve­nu­to For­mi­ca Santi; gli avv.​ti Gi­ro­la­mo Ru­bi­no e Mo­ni­ca Di Gior­gio (per de­le­ga del­l’avv. Lucia Al­fie­ri) per il con­ve­nu­to Gen­ti­le Luigi.
FATTO
In pre­mes­sa l’or­ga­no re­qui­ren­te as­su­me che l’i­po­te­si di danno era­ria­le con­te­sta­ta è si­mi­la­re a quel­la per cui è in­ter­ve­nu­ta sen­ten­za di que­sta Se­zio­ne nr. 2947 del­l’11/7/29.10.2012, con la quale si ac­co­glie­va la do­man­da at­to­rea per il danno era­ria­le sca­tu­ren­te da ero­ga­zio­ne sine ti­tu­lo di fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi, ri­spet­to al de­cre­to di fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­rio, di­spo­sti nel 2010 in fa­vo­re del­l’en­te di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le A.N.F.E.
L’i­po­te­si oggi con­te­sta­ta pre­sen­ta am­bi­ti sog­get­ti­vi e cro­no­lo­gi­ci dif­fe­ren­ti, in quan­to com­pren­de le fat­ti­spe­cie di danno era­ria­le de­ri­van­ti dalla ero­ga­zio­ne di somme sine ti­tu­lo, in be­ne­fi­cio di vari enti di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, ad in­te­gra­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti in loro fa­vo­re di­spo­sti per il Piano Re­gio­na­le del­l’Of­fer­ta For­ma­ti­va per l’an­no 2007 (Prof. 2007).
L’or­ga­no che pro­ce­de, av­va­len­do­si della col­la­bo­ra­zio­ne di fun­zio­na­ri no­mi­na­ti ex art. 2 l. 19/94, non­ché della Guar­dia di Fi­nan­za, ha ri­co­strui­to l’in­te­ra vi­cen­da nei se­guen­ti passi es­sen­zia­li.
Per l’as­se­gna­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti dei Prof. 2007, la pro­ce­du­ra ad evi­den­za pub­bli­ca ha avuto ini­zio con la pub­bli­ca­zio­ne sulla G.U. della Re­gio­ne Si­ci­lia n. 29 del 16/6/2006 del­l’Av­vi­so pub­bli­co n. 2/06/FP del 9 giu­gno 2006.
La gra­dua­to­ria de­fi­ni­ti­va dei pro­get­ti 2007 am­mes­si al fi­nan­zia­men­to, era ap­pro­va­ta con D.A. n. 852 del 3 apri­le 2007 dal­l’As­ses­so­re pro tem­po­re On.​le Santi For­mi­ca, con cui si fi­nan­zia­va­no pro­get­ti per com­ples­si­vi € 257.747.855,00.
Gli im­pe­gni di spesa per l’at­tua­zio­ne dei Prof. 2007 ve­ni­va­no adot­ta­ti dal di­ri­gen­te ge­ne­ra­le pro tem­po­re Ales­san­dra Russo.
Dal punto di vista cro­no­lo­gi­co, le pro­ce­du­re di in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria hanno avuto ini­zio im­me­dia­ta­men­te a ri­dos­so dei de­cre­ti di fi­nan­zia­men­to e sono pro­se­gui­te fino al 2009.
Le in­te­gra­zio­ni fi­nan­zia­rie ac­cer­ta­te pos­so­no di­stin­guer­si in:
• in­te­gra­zio­ni con­co­mi­tan­ti alla de­fi­ni­zio­ne dei pro­get­ti am­mes­si a fi­nan­zia­men­to dal Prof. 2007;
• in­te­gra­zio­ni suc­ces­si­ve alla de­fi­ni­zio­ne del Prof. 2007.
Tutte le in­te­gra­zio­ni fi­nan­zia­rie og­get­to della pre­sen­te con­te­sta­zio­ne sono ca­rat­te­riz­za­te da una ri­chie­sta sine ti­tu­lo da parte degli enti di for­ma­zio­ne di in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria al fi­nan­zia­men­to in loro fa­vo­re di­spo­sto per il Prof.2007 e da un aval­lo sine ti­tu­lo della ri­chie­sta da parte del­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le.
1. Con ri­fe­ri­men­to alle in­te­gra­zio­ni con­co­mi­tan­ti alla de­fi­ni­zio­ne dei pro­get­ti am­mes­si al fi­nan­zia­men­to dei Prof. 2007, viene de­scrit­to il primo pro­ce­di­men­to di in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria sine ti­tu­lo nei se­guen­ti ter­mi­ni.
Il 6 giu­gno 2007, il Di­ri­gen­te del Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne del Di­par­ti­men­to della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le, Maria Car­me­la Di Bar­to­lo, tra­smet­te­va al­l’As­ses­so­re For­mi­ca un pro me­mo­ria (prot. 0924/Prof/2007) aven­te ad og­get­to “ Ri­chie­ste in­te­gra­zio­ni al fi­nan­zia­men­to e va­ria­zio­ni D.A: n. 852 del 3 apri­le 2007”, ed in cui, oltre alle pro­po­ste di va­ria­zio­ni ad al­cu­ni pro­get­ti, ve­ni­va­no ri­por­ta­te 22 ri­chie­ste di vari enti, già de­sti­na­ta­ri di fi­nan­zia­men­ti del Prof. 2007 i quali ri­chie­de­va­no ul­te­rio­ri ri­sor­se fi­nan­zia­rie per la voce “ Per­so­na­le e/o per la voce “ Ge­stio­ne”.
In calce a tale nota, il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le D.​ssa Russo, si ri­met­te­va alle va­lu­ta­zio­ni del­l’As­ses­so­re For­mi­ca, che sul punto (re­la­ti­vo alle in­te­gra­zio­ni) re­sti­tui­va il pro me­mo­ria, “data la ge­ne­ri­ci­tà delle ri­chie­ste pre­sen­ta­te dagli enti”, e re­sta­va in at­te­sa di una det­ta­glia­ta re­la­zio­ne sup­por­ta­ta da tutti gli atti istrut­to­ri ne­ces­sa­ri”.
Il 9 no­vem­bre 2007, con nota pro me­mo­ria prot. 3246, il Di­ri­gen­te del Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne, Maria Car­me­la Di Bar­to­lo, ri­spon­de­va al­l’As­ses­so­re, li­mi­ta­ta­men­te a 4 enti (Con­sor­zio Ela­bo­ran­do, Ma­theis Ita­lia, E.N.F.A.G.A. Pa­ler­mo, M.A.C.), of­fren­do mo­ti­va­zio­ni em­pi­ri­che di aval­lo delle ri­spet­ti­ve ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne, e pre­di­spo­nen­do la “ ret­ti­fi­ca” al D.A: 852 del 3 apri­le 2007 con l’as­se­gna­zio­ne di ul­te­rio­ri ri­sor­se per i fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi: in calce alla nota si rin­ven­go­no i pa­re­ri fa­vo­re­vo­li sia del Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le, D.​ssa Russo, sia del­l’As­ses­so­re, On.​le For­mi­ca.
Il 19 di­cem­bre 2007, con nota prot. 3657, il Fun­zio­na­rio Di­ret­ti­vo del Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne, Sal­va­to­re Di Fran­ce­sca, in­di­riz­za­va al­l’As­ses­so­re un nuovo pro me­mo­ria, in cui rap­pre­sen­ta­va di non avere an­co­ra avuto ri­scon­tro alla ri­chie­sta di ren­di­con­ta­zio­ne dei pro­get­ti degli enti che ave­va­no fatto ri­chie­sta di in­te­gra­zio­ne al fi­nan­zia­men­to per un am­mon­ta­re com­ples­si­vo di € 7.098.870,93, e che la di­spo­ni­bi­li­tà, sul ca­pi­to­lo di spese per­ti­nen­te, era di € 1.050.242,20.
Lo stes­so fun­zio­na­rio pre­ci­sa­va che, a causa del­l’ap­pros­si­mar­si della chiu­su­ra del­l’e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio 2007 e della ne­ces­si­tà con­se­quen­zia­le di im­pe­gna­re con tem­pe­sti­vi­tà le somme an­co­ra di­spo­ni­bi­li, va­lu­ta­va l’op­por­tu­ni­tà di as­se­gna­re la di­spo­ni­bi­li­tà re­si­dua di € 1.050.242,20, esclu­si­va­men­te, in fa­vo­re degli Enti ri­chie­den­ti l’in­te­gra­zio­ne del fi­nan­zia­men­to per la voce di spesa “ Per­so­na­le” ed in quota pro­por­zio­na­le agli im­por­ti ri­chie­sti.
In calce alla ci­ta­ta nota, il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le, Dott.​ssa Di Ales­san­dra Russo, con­cor­da­va sul­l’im­pe­gno con­ta­bi­le tem­pe­sti­vo, ma su­bor­di­na­va il pa­ga­men­to delle somme alla re­la­ti­va ve­ri­fi­ca nei ren­di­con­ti; a se­gui­re l’As­ses­so­re For­mi­ca ap­po­ne­va la di­ci­tu­ra “ Visto si con­cor­da”.
Il 20 di­cem­bre 2007, con nota prot. 4756, il di­ri­gen­te del­l’U.O.2 del Ser­vi­zio Ren­di­con­ta­zio­ne, Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le, tra­smet­te­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne le ri­chie­ste ri­sul­tan­ze tri­me­stra­li solo nei con­fron­ti del­l’En­te IS­STREF, re­pu­tan­do con­gruo un fab­bi­so­gno ag­giun­ti­vo di € 52.000,00 per le spese del “ Per­so­na­le”.
Stan­te quan­to sopra, ram­men­ta il PM, l’As­ses­so­re pro tem­po­re, On.​le For­mi­ca, de­cre­ta­va, senza al­cu­na mo­ti­va­zio­ne giu­ri­di­ca­men­te ri­le­van­te, una serie di in­te­gra­zio­ni fi­nan­zia­rie a fa­vo­re di enti già de­fi­ni­ti­va­men­te fi­nan­zia­ti per Prof. 2007.
Nella spe­cie:
i) con D.A. n. 2907 del 21 di­cem­bre 2007, l’as­ses­so­re de­cre­ta­va l’in­te­gra­zio­ne del fi­nan­zia­men­to in fa­vo­re degli enti:
- C& B S.r.l., nella mi­su­ra di € 45.022,36, per la voce “ Costo per­so­na­le”, ine­ren­te il pro­get­to prot. 0190 in­ti­to­la­to “ Lo svi­lup­po di pro­fes­sio­na­li­tà nel set­to­re in­for­ma­ti­co”;
- IS­STREF nella mi­su­ra di € 52.000,00, per la voce “ Costo per­so­na­le”, ine­ren­te il corso prot. 0369 in­ti­to­la­to “ For­ma­zio­ne per l’in­te­gra­zio­ne so­cia­le”.
Le due in­te­gra­zio­ni de­ter­mi­na­va­no un mag­gio­re onere per l’im­por­to di € 97.022,36 sul ca­pi­to­lo n. 717910 del Bi­lan­cio della re­gio­ne per l’e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio 2007.
ii) con D.A n. 2908 del 21 di­cem­bre 2007, l’as­ses­so­re, nel ri­chia­ma­re le pro­prie de­ter­mi­na­zio­ni espres­se in calce al pro me­mo­ria sopra evo­ca­to (n. 3246 del 9 no­vem­bre 2007), di­spo­ne­va l’in­te­gra­zio­ne del fi­nan­zia­men­to in fa­vo­re degli enti:
- Con­sor­zio E-la­bor @ndo nella mi­su­ra di € 55.370,00, per la voce Costo del per­so­na­le, ine­ren­te il pro­get­to 0647 in­ti­to­la­to “Esper­to nella va­lo­riz­za­zio­ne e pro­mo­zio­ne tu­ri­sti­co lo­ca­le”, non­ché nella mi­su­ra di € 26.488,00, per la voce “ Costo per­so­na­le”, ine­ren­te il pro­get­to prot. 0649 in­ti­to­la­to “ Re­spon­sa­bi­le azien­de agro­bio­lo­gi­che”:
- MA­THE­SIS Ita­lia S.​rl., nella mi­su­ra di € 5.562,00 per la voce “ Costo ge­stio­ne” ine­ren­te il pro­get­to n. 0805 in­ti­to­la­to “ Dios Kuroi”;
- M.A.C. Mo­vi­men­to Apo­sto­li­co Cie­chi, nella mi­su­ra di € 45.074,00 per la voce “ Costo per­so­na­le” ine­ren­te il pro­get­to prot. 0816 in­ti­to­la­to “ MAC SR Pro­get­to Fas”;
- EN­FA­GA Pa­ler­mo, nella mi­su­ra di € 59.128,92 per la voce “ Costo ge­stio­ne” ine­ren­te il pro­get­to prot.0866 in­ti­to­la­to “ Peter Pan”.
Le su cen­na­te in­te­gra­zio­ni com­por­ta­va­no un mag­gior onere, sul ca­pi­to­lo n. 717910 del Bi­lan­cio della Re­gio­ne per l’e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio 2007, per un com­ples­si­vo im­por­to di € 191.622,92;
iii) con D.A. n. 2909 del 21 di­cem­bre 2007, l’As­ses­so­re, nel ri­chia­ma­re le pro­prie de­ter­mi­na­zio­ni stese in calce al pre­ci­ta­to pro me­mo­ria n. 3657 del 19 di­cem­bre 2007, di­spo­ne­va l’in­te­gra­zio­ne al fi­nan­zia­men­to, per l’im­por­to cor­ri­spon­den­te al to­ta­le delle somme di­spo­ni­bi­li al 31/12/2007 sul ca­pi­to­lo 717910 (€ 1.050.242,20), in fa­vo­re degli enti:
- IN­TE­RE­FOP, nella mi­su­ra di € 63.285,00, per i pro­get­ti nn. IF2007A0081, IF2007­B0124 e IF2007­C0177;
- As­so­cia­zio­ne Nuovo Cam­mi­no, nella mi­su­ra di € 33.183,10, per il pro­get­to n. IF2007­C0141;
- Fon­da­zio­ne C.A.S., nella mi­su­ra di € 37.289,74 per i pro­get­ti nn. IF2007A0071, IF2007­B0120 e IF 2007­C0173;
- Cor­mo­ra­no Felix Soc. Coop, nella mi­su­ra di € 5.472,94, per il pro­get­to n. IF2007A0041;
- Geoin­for­ma­ti­ca So. Coop. A.r.l. nella mi­su­ra di € 9.166,60 per i pro­get­ti nn. IF2007A00223 e IF 2007­B0274;
- ASAIN­FORM (già En. A.I.P. Tra­pa­ni), nella mi­su­ra di € 6.111,07, per i pro­get­ti nn. IF2007A0067, IF2007­B0270 e IF2007­C0169;
- ECAP Agri­gen­to, nella mi­su­ra di € 129.163,24, per i pro­get­ti nn. IF2007A0050, IF2007­B0100 e IF2007­C0154;
As­so­cia­zio­ne Po­li­teia, nella mi­su­ra di € 19.689,86, per il pro­get­to n. IF2007A0016;
- C.I.R.S. Onlus Mes­si­na, nella mi­su­ra di € 6.825,70, per i pro­get­ti nn. IF2007A0038 e IF2007­C0149;
- Ecap Pa­ler­mo, nella mi­su­ra di € 28.481,30, per i pro­get­ti nn. IF2007A0054, IF2007­C0156 e IF2007­B0104;
- En­do­fap, nella mi­su­ra di € 12.986,77, per i pro­get­ti nn. IF2007A0068 e IF2007­C0170;
- En.A.I.P. Pa­ler­mo, nella mi­su­ra di € 16.523,65, per il pro­get­to n. IF2007A0064;
- I.R.A.P.S., nella mi­su­ra di € 75.157,12, per i pro­get­ti nn. IF2007­B0275, IF2007­C0316 e IF2007A0073;
- ANFE Ca­ta­nia, nella mi­su­ra di € 111.262,29, per i pro­get­ti nn. IF2007­C0133, IF2007A0006 e IF2007­B0093;
- As­so­cia­zio­ne ERIS, nella mi­su­ra di € 7.530,34, per il pro­get­to n. IF2007A0015;
- A.R.A.M., nella mi­su­ra di € 294.264,38, per i pro­get­ti nn. IF2007A0008, IF2007­B0257 e IF2007­C0136;
- E.​CO.​FORM. - CISAL, nella mi­su­ra di € 58.687,95, per i pro­get­ti nn.​IF2007A0044 e IF2007­C0151;
- A.N.F.E. Si­ra­cu­sa, nella mi­su­ra di € 11.806,88, per i pro­get­ti nn. IF2007­B0255 e IF2007­C0135;
- CE.​SI.​FO.P., nella mi­su­ra di € 81.059,20, per i pro­get­ti nn. IF2007A0031, IF2007­B0266 e IF2007­C0146;
- IRIPA SI­CI­LIA, nella mi­su­ra di € 21.197,01, per i pro­get­ti nn. IF2007A0082 e IF2007­B0125;
- Con­sor­zio NOE’, nella mi­su­ra di € 2.433,73, per i pro­get­ti nn. IF2007A0205 e IF2007­C0305;
- En.A.I.P. Agri­gen­to, nella mi­su­ra di € 4.889,87, per i pro­get­ti nn. IF2007A0061 e IF2007­C0163;
- C.F.P. “SAN PAN­CRA­ZIO” ONLUS, nella mi­su­ra di € 6.448,92, per il pro­get­to: n. IF2007A0032;
- ECAP Cal­ta­nis­set­ta, nella mi­su­ra di € 5.045,03, per i pro­get­ti nn. IF2007A0051 e IF2007­B0101;
- A.E.G.E.E. - PA­LER­MO, nella mi­su­ra di € 1.739,91, per il pro­get­to n. IF2007­C0130.
Il 24 di­cem­bre 2007 con il D.D.G. n. 1911, il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le D.​ssa A. Russo adot­ta­va l’at­to di ge­stio­ne at­tua­ti­vo dei ci­ta­ti de­cre­ti as­ses­so­ria­li di in­te­gra­zio­ne, as­su­men­do l’im­pe­gno di spesa per € 1.388.887,48, sul cap. 717910.
L’im­por­to ri­sul­ta, so­stan­zial­men­te, pari alle somme delle in­te­gra­zio­ni di­spo­ste con i ci­ta­ti de­cre­ti as­ses­so­ria­li:
D.A. n. 2907 del 21 di­cem­bre 2007, con cui si è di­spo­sta l’in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria di € 97.022,36;
D.A. n. 2908 del 21 di­cem­bre 2007, con cui si è di­spo­sta l’in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria di € 191.622,92;
D.A. n. 2909 del 21 di­cem­bre 2007, con cui si è di­spo­sta l’in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria di € 1.050.242,20.
2. Con ri­fe­ri­men­to alle in­te­gra­zio­ni suc­ces­si­ve alla de­fi­ni­zio­ne del Prof. 2007, ri­cor­da il PM che, nel corso degli anni 2008 e so­prat­tut­to 2009, fa­ce­va­no se­gui­to nu­me­ro­se note del Di­par­ti­men­to della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le, re­la­ti­ve ad ul­te­rio­ri ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria del Prof. 2007 da parte di nu­me­ro­si enti di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le.
Si ve­ri­fi­ca un se­con­do ed un terzo pro­ce­di­men­to di in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria, ri­spet­to ai pre­ce­den­ti ca­rat­te­riz­za­ti dal­l’es­se­re in­ter­ve­nu­ti suc­ces­si­va­men­te al­l’at­ti­vi­tà di ren­di­con­ta­zio­ne dei pro­get­ti fi­nan­zia­ti con il Prof. 2007, ma so­vrap­po­ni­bi­li alle pre­ce­den­ti in­te­gra­zio­ni es­sen­do con­no­ta­ti dalla me­de­si­ma se­quen­za svin­co­la­ta da mo­ti­va­zio­ni giu­ri­di­ca­men­te ri­le­van­ti, ov­ve­ro ri­chie­sta sine ti­tu­lo da parte degli enti di for­ma­zio­ne di in­te­gra­zio­ne al fi­nan­zia­men­to in loro fa­vo­re di­spo­sto per il Prof. 2007 e aval­lo sine ti­tu­lo della ri­chie­sta da parte del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le.
Il se­con­do pro­ce­di­men­to di in­te­gra­zio­ne ha com­por­ta­to un in­gen­te esbor­so fi­nan­zia­rio, come fa­cil­men­te evin­ci­bi­le dalla do­cu­men­ta­zio­ne ac­qui­si­ta e così sus­sun­ta.
Con nota prot. n. 1464 del 20 mag­gio 2008 del Ser­vi­zio Ren­di­con­ta­zio­ne, il Di­ri­gen­te U.O. 2 Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le, co­mu­ni­ca­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne che, a se­gui­to di re­vi­sio­ne (ren­di­con­ta­zio­ne) delle at­ti­vi­tà svol­te nel pro­get­to n. 1999.​IT.​16.​PO.01/3.02/7.24/867 ( ex IF2007A0041) per le quali l’En­te Cor­mo­ra­no Felix aveva chie­sto una mag­gio­re somma di € 33.122,39 per ri­sor­se umane, si ri­tie­ne con­grua un’in­te­gra­zio­ne di € 33.122,39 per la voce per­so­na­le.
Con nota prot. n. 293/U.O.2 del 10 feb­bra­io 2009, il Di­ri­gen­te del Ser­vi­zio Ge­stio­ne, Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le, co­mu­ni­ca­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne ed al Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le, che, a se­gui­to di re­vi­sio­ne delle at­ti­vi­tà del­l’en­te E.N.F.A.G.A. Pa­ler­mo, ap­pa­ri­va plau­si­bi­le e giu­sti­fi­ca­to un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne di spesa da ri­co­no­sce­re al­l’en­te in mi­su­ra ec­ce­den­te il fi­nan­zia­men­to ac­cor­da­to con il P.R.O.F. 2007 ed in par­ti­co­la­re:
- € 17.647,82 per il pro­get­to 1999/IT/16.1PO.011/5.03/7.2.4/030 (ex IF2007­C0152);
- € 69.108,67 per il pro­get­to IF2007A0048.
L’in­te­gra­zio­ne com­ples­si­va pro­po­sta era così di € 86.756,49.
Con nota prot. n. 295/U.O.2 del 10 feb­bra­io 2009 , il Di­ri­gen­te del Ser­vi­zio Ge­stio­ne, Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le, co­mu­ni­ca­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne ed al Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le che, dopo una re­vi­sio­ne delle at­ti­vi­tà del­l’en­te A.R.A.M, ap­pa­ri­va per­ti­nen­te, con­gruo e giu­sti­fi­ca­to un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne di spesa da ri­co­no­sce­re al­l’en­te in mi­su­ra ec­ce­den­te il fi­nan­zia­men­to ac­cor­da­to con il P.R.O.F. 2007.
In par­ti­co­la­re:
- € 166.607,75 per il pro­get­to IF2007A0008;
- € 52.508,49 per il pro­get­to IF2007­B0257;
- € 487.856,12 per il prog. 1999/IT/16.​1.​PO.011/5.3/7.2.4/021 (ex IF2007­C0136);
- € 53.764,44 per il prog. 1999/IT/16.​1.​PO.011/3.02/7.2.4/944 (ex IF2007­D0002).
L’in­te­gra­zio­ne com­ples­si­va pro­po­sta era così di € 760.736,80.
Con nota prot. n. 383/U.O.2 del 16 feb­bra­io 2009, il Di­ri­gen­te del Ser­vi­zio Ge­stio­ne, Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le in­for­ma­va il Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne ed il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le che, a se­gui­to di re­vi­sio­ne delle at­ti­vi­tà del­l’en­te CEFOP, ap­pa­ri­va per­ti­nent, con­gruo, plau­si­bi­le e giu­sti­fi­ca­to un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne di spesa da ri­co­no­sce­re al­l’en­te nella mi­su­ra com­ples­si­va di € 2.120.000,00, così ri­par­ti­ta:
- € 60.000,00 per il pro­get­to IF2007­B0096;
-€1.460.000,00 per il pro­get­to 1999.​IT.​16.​1.​PO.011/3.04/7.2.4/7.2.4/440 (ex IF2007­C0145);
-€260.000,00 per il pro­get­to 1999.​IT.​16.​1.​PO.011/3.02/7.2.4/7.2.4/859 (ex IF2007A0030);
- €340.000,00 per il pro­get­to 1999.​IT.​16.​1.​PO.011/3.04/7.2.4/7.2.4/954.
Con nota pro-me­mo­ria n. 325 del 18 feb­bra­io 2009 del Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne, il Di­ri­gen­te, Maria Car­me­la Di Bar­to­lo, nel ri­chia­ma­re le note del Ser­vi­zio Ren­di­con­ta­zio­ne (prot. n. 1664 del 20 mag­gio 2008) e del Ser­vi­zio Ge­stio­ne (prot. n. 293/UO2; prot.n. 295/UO2; prot. n. 383/UO2) pre­ce­den­te­men­te in­di­ca­te, e re­la­ti­ve alle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne degli enti Cor­mo­ra­no Felix, E.N.F.A.G.A. Pa­ler­mo, A.R.A.M. e CEFOP, ri­fe­ri­va al­l’As­ses­so­re Car­me­lo In­car­do­na che il fab­bi­so­gno com­ples­si­vo ne­ces­sa­rio era di € 2.336.051,61 (“al netto delle eco­no­mie rea­liz­za­te nella voce “ge­stio­ne” dei pro­get­ti del CEFOP, pari a € 324.564,07”) e che il ri­co­no­sci­men­to delle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne era da fi­nan­zia­re con l’u­ti­liz­zo delle eco­no­mie rea­liz­za­te nel­l’am­bi­to del P.R.O.F. 2007 sul ca­pi­to­lo 717910 del Bi­lan­cio re­gio­na­le se­con­do le mo­da­li­tà pre­vi­ste al­l’ar­ti­co­lo 9 della L.R. n. 21/2007.
Sulla pre­ci­ta­ta nota erano, in calce, ri­por­ta­ti il pa­re­re della Dott.​ssa G. Pa­tri­zia Mon­te­ros­so ed il “si con­cor­da” del­l’As­ses­so­re On.​le Avv. Car­me­lo In­car­do­na. Que­st’ul­ti­mo, in sede di au­di­zio­ne, pur di­sco­no­scen­do la gra­fia del “si con­cor­da”, ha con­fer­ma­to che, alla sot­to­scri­zio­ne del pro­me­mo­ria, era da ri­con­dur­re una sua vo­lon­tà di con­di­vi­sio­ne del con­te­nu­to.
Ve­ni­va, dun­que, emes­so dal­l’As­ses­so­re In­car­do­na il D.A. n. 1062 del 7 apri­le 2009 , che in­te­gra­va il fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­rio per l’ul­te­rio­re im­por­to com­ples­si­vo di € 2.282.287,17.
Il D.A. n. 1062 ve­ni­va re­gi­stra­to dalla Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le La­vo­ro il 15/06/2009, pur se , con­te­stual­men­te, con nota prot. n. 33511 del 15/06/2009, a firma del Di­ret­to­re Capo, Lo­re­da­na Espo­si­to, la stes­sa Ra­gio­ne­ria aveva in­via­to al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne l’av­ver­ten­za n. 406, nella quale, dopo aver ef­fet­tua­to pic­co­le cor­re­zio­ni alle in­te­gra­zio­ni ero­ga­te al­l’en­te EN­FA­GA (€ 2.060,86 in meno per il corso IF2007A0048 ed € 272,61 in meno per il corso IF2007­C0152), di­chia­ra­va di non ri­te­ne­re rien­tran­te, tra le spese am­mis­si­bi­li per il PROF 2007, l’in­te­gra­zio­ne di € 262.236,67 in fa­vo­re del­l’en­te ARAM, poi­ché re­la­ti­va al pa­ga­men­to di ar­re­tra­ti con­trat­tua­li, così come evi­den­te nel pro­spet­to ana­li­ti­co al­le­ga­to alla nota 295 del 10/02/2009.
Se­gui­va il D.D.G n. 1116 del 18 giu­gno 2009, re­gi­stra­to dalla Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le in data 19 giu­gno 2009 al n. 984, con cui il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le, D.​ssa Mon­te­ros­so, mo­di­fi­can­do il D.D.G. n. 824 del 21 mag­gio 2007, cor­reg­ge­va e dava at­tua­zio­ne al D.A. n. 1062 del 7 apri­le 2009, im­pe­gnan­do sul ca­pi­to­lo 717910 del­l’e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio 2009 la somma di € 2.373.253,13 su­pe­rio­re, quin­di, di € 90.965,96 ri­spet­to a quel­lo del D.A. n. 1062 del 7 apri­le 2009.
Gli im­por­ti delle in­te­gra­zio­ni con­ces­se con il D.D.G. n. 1116 sono pari ad € 2.373.253,13.
3. In­fi­ne, se­gui­va il terzo pro­ce­di­men­to di in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria del P.R.O.F. 2007, così ca­len­da­to nei suoi pas­sag­gi es­sen­zia­li .
Con nota prot. n. 694/U.O.2 del 12 marzo 2009, il Di­ri­gen­te del Ser­vi­zio Ge­stio­ne, Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le, co­mu­ni­ca­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne ed al Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le, che, a se­gui­to di re­vi­sio­ne delle at­ti­vi­tà del­l’en­te A.N.F.E. Pa­ler­mo, si ri­co­no­sce­va con­grua una in­te­gra­zio­ne di fi­nan­zia­men­to nella mi­su­ra di :
- € 499.904,52 per il pro­get­to mis. 3.02/842;
- € 165.637,23 per il pro­get­to mis. 3.04/434;
- € 37.977,76 per il pro­get­to IF2007­B0254;
Il Di­ri­gen­te pre­ci­sa­va, nelle sue con­clu­sio­ni, che sem­bra­va plau­si­bi­le e giu­sti­fi­ca­to un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne di spesa da ri­co­no­sce­re ado­pe­ran­do le eco­no­mie rea­liz­za­te nel PROF 2007.
L’in­te­gra­zio­ne com­ples­si­va pro­po­sta era così di € 703.519,51.
Con nota prot. n. 695/U.O.2 del 12 marzo 2009 del Ser­vi­zio Ge­stio­ne, il Di­ri­gen­te, Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le co­mu­ni­ca­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne ed al Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le, che, a se­gui­to di re­vi­sio­ne delle at­ti­vi­tà del­l’en­te CIOFS-FP di Ca­ta­nia, si va­lu­ta­va per­ti­nen­te e con­gruo un ri­co­no­sci­men­to pari ad € 205.525,79 ec­ce­den­ti il fi­nan­zia­men­to con­ces­so.
Ri­le­va­va, da ul­ti­mo, il Di­ri­gen­te che il ri­co­no­sci­men­to sem­bra­va plau­si­bi­le, giu­sti­fi­can­do­si un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne di spesa cui far fron­te con le eco­no­mie rea­liz­za­te nel PROF 2007.
An­co­ra, con nota prot. n. 696/U.O.2 del 12 marzo 2009 del Ser­vi­zio Ge­stio­ne, il Di­ri­gen­te, Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le, co­mu­ni­ca­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne ed al Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le che, a se­gui­to di re­vi­sio­ne (ren­di­con­ta­zio­ne) delle at­ti­vi­tà del­l’en­te IAL-CI­SL di Pa­ler­mo, si ri­co­no­sce­va con­grua un’in­te­gra­zio­ne di fi­nan­zia­men­to” nella mi­su­ra di :
- € 196.547,25 per il pro­get­to mis. 3.02/895;
- € 31.224,93 per il pro­get­to mis. 3.02/977;
- € 135.769,82 per il pro­get­to mis. 3.04/444;
- € 39.692,89 per il pro­get­to IF2007­B0123.
Con­clu­de­va il Di­ri­gen­te del Ser­vi­zio Ge­stio­ne re­pu­tan­do plau­si­bi­le e giu­sti­fi­ca­to un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne di spesa da ri­co­no­sce­re uti­liz­zan­do le eco­no­mie rea­liz­za­te nel PROF 2007.
L’in­te­gra­zio­ne com­ples­si­va pro­po­sta era di € 403.234,89.
Con nota “pro-me­mo­ria” prot. n. 1242 del 4 giu­gno 2009 del Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne, il Di­ri­gen­te, Maria Car­me­la Di Bar­to­lo, nel ri­chia­ma­re, sia il pre­ce­den­te pro-me­mo­ria prot. 325 del 18.2.2009 nel quale l’as­ses­so­re pro tem­po­re si era di­chia­ra­to fa­vo­re­vo­le alle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ni fi­nan­zia­rie di al­cu­ni enti (Cor­mo­ra­no Felix, EN­FA­GA Pa­ler­mo, ARAM e CEFOP sui pro­get­ti del PROF 2007), sia le note del Ser­vi­zio Ge­stio­ne (prot. n. 694/UO2; prot.n. 695/UO2; prot. n. 696/UO2) ap­pe­na in­di­ca­te af­fe­ren­ti le ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne degli enti A.N.F.E. – De­le­ga­zio­ne Re­gio­na­le Si­ci­lia, CIOFS-FP ed IAL-CI­SL, co­mu­ni­ca­va al­l’As­ses­so­re ad in­te­rim, On. Raf­fae­le Lom­bar­do, che:
- il fab­bi­so­gno com­ples­si­vo ne­ces­sa­rio era di € 1.281.055,26 e che il ri­co­no­sci­men­to delle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne era da fi­nan­zia­re “me­dian­te l’u­ti­liz­zo delle eco­no­mie rea­liz­za­te nel­l’am­bi­to del P.R.O.F. 2007 sul ca­pi­to­lo 717910 del Bi­lan­cio re­gio­na­le con le mo­da­li­tà pre­vi­ste al­l’ar­ti­co­lo 9 della L.R. n. 21/2007”.
Su tale nota si leg­go­no, in calce, il pa­re­re della Dott.​ssa G. Pa­tri­zia Mon­te­ros­so e la firma del Pre­si­den­te della Re­gio­ne, On. Raf­fae­le Lom­bar­do, As­ses­so­re ad in­te­rim.
Ve­ni­va, al­lo­ra, emes­so il D.A. n. 1804 del 28 lu­glio 2009, re­gi­stra­to dalla Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le La­vo­ro, in data 31 di­cem­bre 2009, al n. 645 (sche­da n. 2240), a firma del­l’As­ses­so­re Dott. Luigi Gen­ti­le, che in­te­gra­va il fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­rio per l’ul­te­rio­re im­por­to com­ples­si­vo di € 1.281.055,26.
Se­gui­va, quin­di, il D.D.G. n. 3427 del 30 di­cem­bre 2009 , a firma del Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le Pa­tri­zia Mon­te­ros­so, re­gi­stra­to dalla Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le in data 31 di­cem­bre 2009 al n. 224 con im­pe­gno de­fi­ni­ti­vo as­sun­to n. 76 sul ca­pi­to­lo 717910 del­l’e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio 2009 di € 1.281.055,26.
La Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le La­vo­ro, con nota prot. n. 29 del 4 gen­na­io 2010, in­via­va al Ser­vi­zio Pro­gram­ma­zio­ne Av­ver­ten­za n. 1046/09 nella quale met­te­va in ri­sal­to che, pur aven­do re­gi­stra­to il D.A. n. 1804 del 28 lu­glio 2009 al n. 215 del 30/12/2009 e, pur aven­do as­sun­to l’im­pe­gno re­la­ti­vo al D.D.G. n. 3427 del 30/12/2009, ri­scon­tra­va una serie di cri­ti­ci­tà.
La let­tu­ra degli atti pro­ce­di­men­ta­li e de­cre­ti sopra de­scrit­ti per­met­te di ri­le­va­re la rea­liz­za­zio­ne di in­te­gra­zio­ni eco­no­mi­che a vari enti di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le ri­guar­do ai fi­nan­zia­men­ti già as­se­gna­ti con il P.R.O.F. 2007.
In breve, le in­te­gra­zio­ni eco­no­mi­che con­ces­se nel­l’am­bi­to del P.R.O.F. 2007 sono quan­ti­fi­ca­bi­li in € 4.992.195,87, come di se­gui­to elen­ca­te:
D.A. n. 2907 del 21/12/2007 - D.A. 2908 del 21/12/2007 - D.A. 2909 del 21/12/2007
D.D.G. 1911 del 24 di­cem­bre 2007
N. ENTE N. PRO­GET­TO IN­TE­GRA­ZIO­NE
1 IS­STREF 369 € 52.000,00
2 C&B S.r.l 190 € 45.022,36
3 Con­sor­zio e-​labor@​ndo 647 € 55.370,00
4 649 € 26.488,00
5 Ma­the­sis Ita­lia S.r.l. 805 € 5.562,00
6 M.A.C. Mov. Apo­sto­li­co Cie­chi 816 € 45.074,00
7 E.N.F.A.G.A. Pa­ler­mo 866 € 59.128,92
8 A.N.F.E. Ca­ta­nia IF2007­C0133 € 111.262,29
9 IF2007A0006
10 IF2007­B0093
11 Ass. ERIS IF2007A0015 € 7.530,34
12 ARAM IF2007A0008 € 294.264,38
13 IF2007­B0257
14 IF2007­C0136
15 E.​CO.​FORM. Cisal IF2007A0044 € 58.687,95
16 IF2007­C0151
17 A.N.F.E. Si­ra­cu­sa IF2007­B0255 € 11.806,88
18 IF2007­C0135
19 CE.​SI.​FO.P. IF2007A0031 € 81.059,20
20 IF2007­B0266
21 IF2007­C0146
22 IRIPA Si­ci­lia IF2007A0082 € 21.197,01
23 IF2007­B0125
24 Con­sor­zio NOE' IF2007A0205 € 2.433,73
25 IF2007­C0305
26 EN.A.I.P. Agri­gen­to IF2007A0061 € 4.889,87
27 IF2007­C0163
28 C.F.P. San Pan­cra­zio ONLUS IF2007A0032 € 6.448,92
29 E.C.A.P. Cal­ta­nis­set­ta IF2007A0051 € 5.045,03
30 IF2007­B0101
31 A.E.G.E.E. Pa­ler­mo IF2007­C0130 € 1.739,91
32 IN­TE­RE­FOP IF2007A0081 € 63.825,60
33 IF2007­B0124
34 IF2007­C0177
35 As­so­cia­zio­ne Nuovo Cam­mi­no IF2007­C0141 € 33.183,10
36
37 Fon­da­zio­ne CAS IF2007A0071 € 37.289,74
38 IF2007­B0120
39 IF2007­C0173
40 Cor­mo­ra­no FELIX Soc. Coop. IF2007A0041 € 5.472,94
41 Geoin­for­ma­ti­ca Soc. Coop. A r.l. IF2007A0223 € 9.166,60
42 IF2007­B0274
43 ASA­FORM En.a.i.p. Si­ci­lia IF2007A0067 € 6.111,07
44 IF2007­B0270
45 IF2007­C0169
46 E.C.A.P. Agri­gen­to IF2007A0050 € 129.163,24
47 IF2007­B0100
48 IF2007­C0154
49 As­so­cia­zio­ne Po­li­tea IF2007A0016 € 19.689,86
50 C.I.R.S. Onlus Mes­si­na IF2007A0038 € 6.825,70
51 IF2007­C0149
52 E.C.A.P. Pa­ler­mo IF2007A0054 € 28.481,30
53 IF2007­C0156
54 IF2007­B0104
56 En­do-fap IF2007A0068 € 12.986,77
57 IF2007­C0170
58 En.a.i.p. Pa­ler­mo IF2007A0064 € 16.523,65
59 I.R.A.P.S. IF2007­B0275 € 75.157,12
60 IF2007­C0316
61 IF2007A0073
To­ta­le € 1.338.887,48
D.A. 1062 del 7/04/2009
D.D.G. 1116 del 18/06/2009
N. ENTE N. PRO­GET­TO IN­TE­GRA­ZIO­NE
1 Cor­mo­ra­no FELIX Soc. Coop. IF2007A0041 € 33.122,39
2 E.N.F.A.G.A. Pa­ler­mo IF2007A0048 € 67.047,81
3 IF2007­C0152 € 17.351,41
4 A.R.A.M. IF2007A0008 € 166.607,75
5 IF2007­B0257 € 52.508,49
6 IF2007­C0136 € 487.856,12
7 CEFOP IF2007A0030 € 260.000,00
8 IF2007­B0096 € 44.940,12
9 IF2007­C0145 € 1.243.819,04
To­ta­le
€ 2.373.253,13
D.A. 1804 del 28 lu­glio 2009
D.D.G. 3427 del 30 di­cem­bre 2009
N. ENTE PRO­GET­TO IN­TE­GRA­ZIO­NE
1 A.N.F.E. De­le­ga­zio­ne Reg. Si­ci­lia IF2007A0005 € 499.904,52
2 IF2007­B0254 € 37.977,76
3 IF2007­C0132 € 165.637,23
4 CIOFS-FP Si­ci­lia IF2007A0036 € 205.525,79
5 IAL-CI­SL IF2007A0079 € 196.547,25
6 IF2007­B0123 € 39.692,89
7 IF2007­C0175 € 135.769,82
To­ta­le
€ 1.281.055,26
E’ stato, in­fi­ne, ac­cer­ta­to che le somme im­pe­gna­te con i D.D.G. 1116 del 18/06/2009 e D.D.G. 3427 del 30 di­cem­bre 2009, sono state in­te­ra­men­te cor­ri­spo­ste agli enti be­ne­fi­cia­ri.
Per quan­to con­cer­ne, in­ve­ce, il DDG 1911 del 24 di­cem­bre 2007, a fron­te di un im­pe­gno di € 1.338.887,48, sono stati cor­ri­spo­sti agli enti be­ne­fi­cia­ri € 1.103.682,81.
Se­con­do la pro­spet­ta­zio­ne at­to­rea, con la pre­de­ter­mi­na­zio­ne del fi­nan­zia­men­to, la Re­gio­ne in­di­vi­dua il li­mi­te mas­si­mo del­l’o­ne­re era­ria­le so­ste­ni­bi­le per la re­mu­ne­ra­zio­ne dello spe­ci­fi­co ser­vi­zio di for­ma­zio­ne reso dal­l’en­te pri­va­to am­mes­so a quel­lo spe­ci­fi­co fi­nan­zia­men­to, che lo stes­so ente pri­va­to si era ob­bli­ga­to a svol­ge­re, a quel­le con­di­zio­ni, con «atto di ac­cet­ta­zio­ne».
Nes­su­na norma pri­ma­ria o se­con­da­ria le­git­ti­ma l’en­te pri­va­to a ri­chie­de­re (e la Re­gio­ne ad ero­ga­re) somme ul­te­rio­ri ri­spet­to a quel­le og­get­to della ri­chie­sta di fi­nan­zia­men­to e pre­de­ter­mi­na­te nel de­cre­to di fi­nan­zia­men­to.
La stes­sa Corte co­sti­tu­zio­na­le ha af­fer­ma­to il di­vie­to di qual­sia­si in­ter­ven­to nor­ma­ti­vo a so­ste­gno dei li­vel­li oc­cu­pa­zio­na­li degli enti di for­ma­zio­ne.
Ha poi ag­giun­to la Pro­cu­ra che l’av­vi­so pub­bli­co n. 2/06/FP del 9 giu­gno 2006, con il quale l’am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha ban­di­to la pro­ce­du­ra ad evi­den­za pub­bli­ca re­la­ti­va al PROF 2007, che co­sti­tui­sce lex spe­cia­lis, sta­bi­li­va che “ Gli im­por­ti fi­nan­zia­ti ai pro­get­ti in­se­ri­ti nel Piano re­gio­na­le del­l’of­fer­ta for­ma­ti­va co­sti­tui­ran­no il tetto mas­si­mo delle ri­sor­se ri­fe­ri­bi­li a cia­scun pro­get­to am­mes­so a fi­nan­zia­men­to …”.
Su tale pre­sup­po­sto, la Pro­cu­ra ri­te­ne­va che l’in­te­gra­zio­ne del fi­nan­zia­men­to in­te­gras­se una tra­sgres­sio­ne dei ca­no­ni com­por­ta­men­ta­li ri­ve­nien­ti, oltre che dal buon senso co­mu­ne, se­con­do cui un ente pri­va­to non può ge­sti­re ar­bi­tra­ria­men­te ri­sor­se pub­bli­che so­ste­nen­do, senza pre­ven­ti­va au­to­riz­za­zio­ne, costi si­gni­fi­ca­ti­va­men­te mag­gio­ri di quel­li ori­gi­na­ria­men­te in­di­ca­ti nel bud­get ap­pro­va­to dal­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne, anche dal buon senso ge­stio­na­le e dalle re­go­le di sana ge­stio­ne fi­nan­zia­ria, espres­si dai prin­ci­pi di ef­fi­ca­cia, tra­spa­ren­za ed eco­no­mi­ci­tà, di cui all’art. 1 della L. 241/1990, co­rol­la­ri del ca­no­ne co­sti­tu­zio­na­le di buona am­mi­ni­stra­zio­ne, di cui al­l’art. 97 Cost.
Se­con­do la Pro­cu­ra, il di­sin­vol­to aval­lo delle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne sprov­vi­ste di un ti­to­lo giu­ri­di­co a loro so­ste­gno e di qual­sia­si uti­li­tà co­sti­tui­sce espres­sio­ne di in­tol­le­ra­bi­le leg­ge­rez­za e ne­gli­gen­za .
Nes­su­na esi­gen­za oc­cu­pa­zio­na­le può giu­sti­fi­ca­re un’al­lo­ca­zio­ne di ri­sor­se ar­bi­tra­rie e per fi­na­li­tà ex­tra­fun­zio­na­li.
Per­tan­to, rav­vi­sa­va ine­scu­sa­bi­le su­per­fi­cia­li­tà e ne­gli­gen­za fun­zio­na­le nelle con­dot­te che ave­va­no con­cor­so a de­ter­mi­na­re ezio­lo­gi­ca­men­te la con­ces­sio­ne e l’e­ro­ga­zio­ne del­l’in­te­gra­zio­ne di fi­nan­zia­men­ti as­se­ri­ta­men­te in­de­bi­ti.
Il se­gna­la­to danno ve­ni­va ri­te­nu­to cau­sal­men­te ri­con­du­ci­bi­le alla vio­la­zio­ne degli ob­bli­ghi di ser­vi­zio di vari sog­get­ti.
La ca­te­na cau­sa­le del danno era­ria­le ri­sul­ta con­se­guen­te­men­te co­sti­tui­ta dalle con­dot­te fun­zio­na­li di im­pul­so e/o di aval­lo alla ri­chie­sta di in­te­gra­zio­ne sine ti­tu­lo e, quin­di, da tutte quel­le vio­la­zio­ni degli ob­bli­ghi di ser­vi­zio che si sono con­cre­tiz­za­te in atti for­ma­li di im­pul­so e/o di aval­lo alla ri­chie­sta di in­te­gra­zio­ne, no­no­stan­te l’in­sus­si­sten­za di alcun ti­to­lo le­ga­le per po­ter­si ri­co­no­sce­re la ri­chie­sta in­te­gra­zio­ne e la inu­ti­li­tà del­l’e­sbor­so in­te­gra­ti­vo.
Nella pro­spet­ta­zio­ne at­to­rea, tali atti for­ma­li di im­pul­so e/o aval­lo da parte del­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne at­ti­va, per le ra­gio­ni in­di­ca­te, espres­sio­ne di mas­si­ma leg­ge­rez­za e ne­gli­gen­za fun­zio­na­le, ri­sul­ta­no in se­quen­za lo­gi­ca adot­ta­ti:
- dai di­ri­gen­ti pro tem­po­re del ser­vi­zio ge­stio­ne, del ser­vi­zio pro­gram­ma­zio­ne , i quali con le loro note e pro me­mo­ria hanno sem­pre dato im­pul­so e/o aval­lo alle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ni sine ti­tu­lo; im­pul­so e/o aval­lo in al­cu­ni casi reso anche dal di­ri­gen­te del ser­vi­zio ren­di­con­ta­zio­ne;
- dal di­ri­gen­te ge­ne­ra­le che ha aval­la­to gli atti pro­dro­mi­ci pro­po­sti dai di­ri­gen­ti dei ser­vi­zi, i quali, come pre­sup­po­st, ave­va­no le ri­chie­ste sine ti­tu­lo degli enti di for­ma­zio­ne e ha im­pe­gna­to le ri­sor­se per le in­te­gra­zio­ni sine ti­tu­lo de­cre­ta­te dal­l’As­ses­so­re pro tem­po­re;
- dagli as­ses­so­ri pro tem­po­re che hanno con­di­vi­so i pro me­mo­ria con­te­nen­ti le ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne sine ti­tu­lo e adot­ta­to i de­cre­ti di in­te­gra­zio­ne fi­nan­zia­ria in ca­ren­za di qual­sia­si ti­to­lo giu­ri­di­ca­men­te le­git­ti­man­te.
Ri­le­van­za ezio­lo­gi­ca sul danno ac­cer­ta­to viene ad as­su­me­re, se­con­do il PM, la con­dot­ta del­l’or­ga­no di con­trol­lo, in par­ti­co­la­re del di­ri­gen­te della ra­gio­ne­ria pro tem­po­re, che, seb­be­ne de­pu­ta­to, ex art. 9 comma 1 DPR 20.2.1998 n. 38 e 62 l.r. 10/09, al con­trol­lo anche di le­ga­li­tà sui de­cre­ti as­ses­so­ria­li e sui de­cre­ti del di­ri­gen­te ge­ne­ra­le , li ha re­gi­stra­ti.
In al­cu­ni casi, ad­di­rit­tu­ra, pur aven­do ef­fet­tua­to dei ri­lie­vi no­no­stan­te l’e­vi­den­te ca­ren­za di un ti­to­lo le­ga­le le­git­ti­man­te l’in­te­gra­zio­ne del fi­nan­zia­men­to, in ca­ren­za di ti­to­lo le­ga­le che le­git­ti­mas­se dette in­te­gra­zio­ni e, per di più, sulla base di un’at­ti­vi­tà istrut­to­ria fon­da­ta sui pre­sup­po­sti giu­ri­di­ca­men­te ir­ri­le­van­ti e lo­gi­ca­men­te in­con­si­sten­ti
Per il ruolo api­ca­le e la piena di­spo­ni­bi­li­tà sul­l’an della con­ces­sio­ne del­l’in­te­gra­zio­ne, mag­gio­re ef­fi­cien­za cau­sa­le va rav­vi­sa­ta nella con­dot­ta degli as­ses­so­ri pro tem­po­re, che hanno sta­tui­to l’in­te­gra­zio­ne del­l’o­ri­gi­na­rio fi­nan­zia­men­to, in ca­ren­za di qual­sia­si ti­to­lo le­ga­le che le­git­ti­mas­se dette in­te­gra­zio­ni e, per di più, sulla base di un’at­ti­vi­tà istrut­to­ria fon­da­ta sui pre­sup­po­sti giu­ri­di­ca­men­te ir­ri­le­van­ti e lo­gi­ca­men­te in­con­si­sten­ti.
Equi­va­len­te alla con­dot­ta con­te­sta­ta al­l’as­ses­so­re pro tem­po­re ap­pa­re, se­con­do la Pro­cu­ra, la con­dot­ta dei di­ri­gen­ti ge­ne­ra­li pro tem­po­re, i quali hanno aval­la­to le ri­chie­ste di fi­nan­zia­men­to pro­po­ste dai di­ri­gen­ti di ser­vi­zi, e quin­di hanno data ese­cu­zio­ne tem­pe­sti­va­men­te ai ci­ta­ti de­cre­ti as­ses­so­ria­li, im­pe­gnan­do le re­la­ti­ve somme sul bi­lan­cio re­gio­na­le, ge­sten­do di tal guisa ri­sor­se fi­nan­zia­rie in ca­ren­za di una le­git­ti­ma­zio­ne le­ga­le al­l’in­te­gra­zio­ne di fi­nan­zia­men­to de­cre­ta­ta dal­l’as­ses­so­re.
Mi­no­re ef­fi­cien­za cau­sa­le va ri­le­va­ta nelle con­dot­te dei di­ri­gen­ti di ser­vi­zio e ra­gio­ne­ria.
La Pro­cu­ra ha, quin­di, con­te­sta­to un danno era­ria­le coin­ci­den­te alle in­te­gra­zio­ni ef­fet­ti­va­men­te ero­ga­te pari ad € 4.757.001,20 (€ 4.992.195,87 -235.194,67) ,la quota del 70% va ri­par­ti­ta in parti egua­li tra l’As­ses­so­re pro tem­po­re e il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le; il re­stan­te 30%, in con­si­de­ra­zio­ne del­l’e­qui­va­len­za cau­sa­le delle loro con­dot­te, va ri­par­ti­ta in parti egua­li tra i di­ri­gen­ti che hanno av­via­to e dato im­pul­so alle pro­ce­du­re di fi­nan­zia­men­to e i di­ri­gen­ti della Ra­gio­ne­ria che hanno re­gi­stra­to il ti­to­lo di spesa.
Con­clu­si­va­men­te, se­con­do la Pro­cu­ra, non es­sen­do­vi al­cu­na norma che con­sen­te le in­te­gra­zio­ni ad un de­cre­to ori­gi­na­rio di fi­nan­zia­men­to, non po­ten­do­si ipo­tiz­za­re alcun so­prav­ve­nu­ta uti­li­tà e non am­met­ten­do la Corte co­sti­tu­zio­na­le alcun in­ter­ven­to di na­tu­ra as­si­sten­zia­le da parte della Re­gio­ne Si­ci­lia­na in fa­vo­re degli enti di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, co­sti­tui­sce danno era­ria­le, quale esbor­so in­giu­sti­fi­ca­to privo di al­cu­na uti­li­tà, l’in­te­ro am­mon­ta­re delle in­te­gra­zio­ni del fi­nan­zia­men­to che, nella fat­ti­spe­cie con­cre­ta in esame, è ri­sul­ta­to com­ples­si­va­men­te pari a € 4.757.001,20, somma cor­ri­spon­den­te alle in­te­gra­zio­ni ef­fet­ti­va­men­te ero­ga­te.
Sul com­ples­si­vo danno era­ria­le og­get­to di con­te­sta­zio­ne, pari a € 4.757.001,20, la quota del 70 % va ri­par­ti­ta in parti ugua­li tra l’As­ses­so­re pro tem­po­re e il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le, men­tre il ri­ma­nen­te 30%, in virtù del­l’e­qui­va­len­za cau­sa­le delle loro con­dot­te, va ri­par­ti­ta in parti egua­li tra i di­ri­gen­ti e/o fun­zio­na­ri di ser­vi­zio che hanno av­via­to e dato im­pul­so alla pro­ce­du­ta di fi­nan­zia­men­to e i di­ri­gen­ti della Ra­gio­ne­ria che hanno re­gi­stra­to il ti­to­lo di spesa.
Per ren­de­re più age­vo­le l’in­di­vi­dua­zio­ne della re­spon­sa­bi­li­tà par­zia­ria, la Pro­cu­ra ha ram­men­ta­to gli atti del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne at­ti­va che, aven­do dato im­pul­so e/o aval­lo alle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne sine ti­tu­lo, hanno, uni­ta­men­te al­l’a­val­lo della Ra­gio­ne­ria nella fase di con­trol­lo, ca­gio­na­to il danno con­te­sta­to, pari alle somme im­pe­gna­te ed ef­fet­ti­va­men­te ero­ga­te.
1. D.D.G. n. 1911 del 24/12/2007 di € 1.338.887,48 a firma di RUSSO Ales­san­dra:
- D.A. n. 2907 del 21 di­cem­bre 2007, D.A. n. 2908 del 21 di­cem­bre 2007, D.A. n. 2909 del 21 di­cem­bre 2007, a firma FOR­MI­CA Santi;
- Pro-me­mo­ria prot. 0924 del 06 giu­gno 2007 a firma DI BAR­TO­LO Maria Car­me­la, RUSSO Ales­san­dra e FOR­MI­CA Santi;
- Pro-me­mo­ria prot. 3246 del 09 no­vem­bre 2007 a firma DI BAR­TO­LO Maria Car­me­la, RUSSO Ales­san­dra e FOR­MI­CA Santi;
- Pro-me­mo­ria prot. 3657 del 19 di­cem­bre 2007 a firma DI FRAN­CE­SCA Sal­va­to­re, FOR­MI­CA Santi e RUSSO Ales­san­dra;
- nota prot. n. 4756 del 20 di­cem­bre 2007 a firma EMA­NUE­LE Nino.
A fron­te del­l’im­pe­gno di euro 1.338.887,48 ope­ra­to con il DDG 1911/2007, in fa­vo­re degli enti di for­ma­zio­ne be­ne­fi­cia­ri delle in­te­gra­zio­ni, ri­sul­ta ero­ga­ta la minor somma di euro 1.103.682,81
2. D.D.G. n. 1116 del 18/06/2009 di euro 2.373.253,13, a firma di MON­TE­ROS­SO Pa­tri­zia:
- D.A. 1062 del 07/04/2009 a firma IN­CAR­DO­NA Car­me­lo;
- nota prot. n. 1664 del 20 mag­gio 2008 a firma EMA­NUE­LE Nino;
- nota prot. n. 293/U.O.2 del 10 feb­bra­io 2009 a firma EMA­NUE­LE Nino;
- nota prot. n. 295/U.O.2 del 10 feb­bra­io 2009 a firma EMA­NUE­LE Nino;
- nota prot. n. 383/U.O.2 del 16 feb­bra­io 2009 a firma EMA­NUE­LE Nino;
-nota pro-me­mo­ria n. 325 del 18 feb­bra­io 2009 a firma DI BAR­TO­LO Maria Car­me­la, MON­TE­ROS­SO Pa­tri­zia e IN­CAR­DO­NA Car­me­lo.
3. D.D.G. n. 3427 del 30/12/2009 di euro 1.281.055,26 a firma MON­TE­ROS­SO Pa­tri­zia:
- D.A. n. 1804 del 28/07/2009 a firma GEN­TI­LE Luigi;
- nota prot. n. 694/U.O.2 del 12/03/2009 a firma EMA­NUE­LE Nino;
- nota prot. n. 695/U.O.2 del 12/03/2009 a firma EMA­NUE­LE Nino;
- nota prot. n. 696/U.O.2 del 12/03/2009 a firma EMA­NUE­LE Nino;
- nota pro-me­mo­ria prot. n. 1242 del 04/06/2009 a firma DI BAR­TO­LO Maria Car­me­la, MON­TE­ROS­SO G. Pa­tri­zia e LOM­BAR­DO Raf­fae­le.
I D.D.G. n. 1911 del 24/12/2007 di euro 1.338.887,48, n. 1116 del 18/06/2009 di euro 2.373.253,13 e n. 3427 del 30/12/2009 di euro 1.281.055,26, sono stati tutti re­gi­stra­ti pres­so la Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le dal di­ret­to­re pro-tem­po­re ESPO­SI­TO Lo­re­da­na.
Con­se­guen­te­men­te il danno era­ria­le com­ples­si­vo di € 4.757.991,20, se­con­do la Pro­cu­ra, va ar­ti­co­la­to e ri­par­ti­to come segue:
-As­ses­so­re For­mi­ca Santi, euro 386.288,98 (= ½ del 70% Sub 1);
-As­ses­so­re In­car­do­na Car­me­lo, euro 830.638,60 (= ½ del 70% Sub2);
-Pre­si­den­te-As­ses­so­re Lom­bar­do Raf­fae­le, euro 224.184,67 (= ¼ del 70% Sub 3);
-As­ses­so­re Gen­ti­le Luigi, euro 224.184,67 (= ¼ del 70% Sub 3);
-Di­ri­gen­te Gen.​le Russo Ales­san­dra, euro 386.288,98 (= ½ del 70% Sub 1);
-Di­ri­gen­te Gen.​le Mon­te­ros­so Pa­tri­zia, euro 1.279.007,94 (= ½ del 70% Sub 2 + ½ del 70% Sub 3);
-Di­ri­gen­te di Ser­vi­zio Di Bar­to­lo Maria Car­me­la, euro 475.799,12 (= ⅓ del 30% Sub 1 + ⅓ del 30% Sub 2 + ⅓ del 30% Sub 3);
-Fun­zio­na­rio Di­ret­ti­vo Di Fran­ce­sca Sal­va­to­re, euro 110.368,28 (= ⅓ del 30% Sub 1);
-Di­ri­gen­te di Ser­vi­zio Espo­si­to Lo­re­da­na, euro 475.799,12 (= ⅓ del 30% Sub 1 + ⅓ del 30% Sub 2 + ⅓ del 30% Sub 3);
-Di­ri­gen­te di Ser­vi­zio Ema­nue­le An­to­ni­no, euro 365.430,84 (= ⅓ del 30% Sub 3);
In data 22 apri­le 2013, si co­sti­tui­va il Dott. EMA­NUE­LE An­to­ni­no il quale, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio dell’ Avv.​to Anna Man­no­ne, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà de­du­cen­do, in primo luogo, che nel caso in spe­cie, l’in­te­gra­zio­ne con­ces­sa nel­l’am­bi­to del Prof. 2007, trova il suo fon­da­men­to e la sua le­git­ti­mi­tà nella legge re­gio­na­le 24/76 (e suc­ces­si­ve mo­di­fi­che), che re­go­la il rap­por­to di sov­ven­zio­ne tra Re­gio­ne Si­ci­lia­na e gli Enti ge­sto­ri.
Ha poi ag­giun­to che, al mag­gior onere fi­nan­zia­rio, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha ot­tem­pe­ra­to at­tra­ver­so le eco­no­mie di ge­stio­ne, in at­tua­zio­ne di quan­to di­spo­sto dalla legge re­gio­na­le n. 21 del­l’8/11/2007, quin­di, senza im­pie­ga­re mag­gio­ri ri­sor­se di bi­lan­cio.
Nel­l’ar­ti­co­la­ta me­mo­ria si dà con­tez­za del fatto che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne Re­gio­na­le sop­pe­ri­sce al mag­gio­re onere fi­nan­zia­rio at­tra­ver­so le eco­no­mie di ge­stio­ne, in at­tua­zio­ne di quan­to di­spo­sto dalla legge re­gio­na­le n. 21 del­l’8/11/2007.
La di­fe­sa si è poi sof­fer­ma­ta sulla cir­co­stan­za che le de­ne­ga­te in­te­gra­zio­ni al fi­nan­zia­men­to sono state re­gi­stra­te e la loro ef­fet­ti­va ero­ga­zio­ne è av­ve­nu­ta sol­tan­to dopo il con­trol­lo pre­ven­ti­vo della Corte dei Conti Se­zio­ne con­trol­lo.
In par­ti­co­la­re i de­cre­ti di in­te­gra­zio­ne, dopo es­se­re stati emes­si, ve­ni­va­no tra­smes­si alla Corte dei conti per la re­gi­stra­zio­ne, nel caso di co­fi­nan­zia­men­to del piano for­ma­ti­vo con ri­sor­se del Fondo So­cia­le Eu­ro­peo, men­tre altri de­cre­ti di im­pu­gna­zio­ne non sono stati in­via­ti alla Se­zio­ne di Con­trol­lo della Corte dei Conti per­ché be­ne­fi­cia­va­no sol­tan­to di fi­nan­zia­men­ti re­gio­na­li e, per­tan­to, non sog­get­ti ad un con­trol­lo pre­ven­ti­vo.
Con­clu­si­va­men­te non può es­ser­vi al­cu­na re­spon­sa­bi­li­tà da parte del Dott. An­to­ni­no Ema­nue­le.
In data 24 apri­le 2013, si co­sti­tui­va il Dott. FOR­MI­CA Santi che, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio del­l’Avv.to Ven­ti­mi­glia Ro­sa­rio, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà de­du­cen­do che, nel caso in spe­cie, per l’an­no 2007, l’as­se­gna­zio­ne di ul­te­rio­ri ri­sor­se non è av­ve­nu­ta in pri­va­to, bensì dopo l’at­ti­va­zio­ne di un sub pro­ce­di­men­to ad evi­den­za pub­bli­ca, im­po­sto nel pa­re­re della CRI ed at­ti­va­to at­tra­ver­so la pub­bli­ca­zio­ne del D.A. 852 del 3 apri­le 2007.
In via istrut­to­ria è stata chie­sta l’in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio nei con­fron­ti di tutti i com­po­nen­ti della CRI che hanno espres­so il pa­re­re al Prof. 2007, nella se­du­ta del 29 marzo 2007; non­ché di or­di­na­re alla Re­gio­ne Si­ci­lia di pro­dur­re la sen­ten­za di con­dan­na re­la­ti­va al pa­ga­men­to in fa­vo­re degli Enti ge­sto­ri degli ar­re­tra­ti con­trat­tua­li ; in­fi­ne, di ac­cer­ta­re, ri­spet­to allo stan­zia­men­to in­te­gra­ti­vo per l’an­no 2007, quan­te somme sono state ef­fet­ti­va­men­te pa­ga­te e se si sono ve­ri­fi­ca­ti re­cu­pe­ri o re­sti­tu­zio­ni.
Sem­pre in data 24 apri­le 2013, si co­sti­tui­va la Dott.​ssa Ales­san­dra Russo che, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio degli Avv.​ti Giu­sep­pe Maz­za­rel­la e Ales­san­dro Mag­gio, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà.
Ha de­dot­to, in via pre­li­mi­na­re, che pro­prio la cir­co­la­re del 2004, ri­chia­ma­ta dalla Pro­cu­ra fa ri­fe­ri­men­to alla legge re­gio­na­le n. 24/1976, al­l’art. 2 della legge re­gio­na­le n. 25/1993 e all’art. 39 della legge n. 23/2002.
Con­tra­ria­men­te a quan­to con­te­sta­to dalla Pro­cu­ra, il prov­ve­di­men­to con­te­sta­to, vale a dire il De­cre­to di­ri­gen­zia­le n. 1911 del 24 di­cem­bre 2007 (ed ana­lo­ghe con­si­de­ra­zio­ni pos­so­no es­se­re svol­te per i de­cre­ti as­ses­so­ria­li nn. 2907,2908 e 2909), con­tie­ne un espli­ci­to ri­fe­ri­men­to alle fonti nor­ma­ti­ve ri­chia­ma­te, che, dun­que, sono state poste a fon­da­men­to delle de­ter­mi­na­zio­ni adot­ta­te.
Sul­l’as­se­ri­ta vio­la­zio­ne degli ob­bli­ghi di ser­vi­zio, il com­por­ta­men­to della dott.​ssa Ales­san­dra Russo, oltre che frut­to di un’i­strut­to­ria det­ta­glia­ta e par­ti­co­lar­men­te ap­pro­fon­di­ta, è stato sem­pre im­pron­ta­to al ri­spet­to delle norme che re­go­la­no il set­to­re.
Sul­l’i­ne­si­sten­za di ogni e qual­sia­si ipo­te­si di colpa grave, ha pre­ci­sa­to la di­fe­sa che la se­quen­za pro­ce­di­men­ta­le con­te­sta­ta, oltre ad es­se­re fon­da­ta su pre­ci­si ri­fe­ri­men­ti nor­ma­ti­vi, ha ri­ce­vu­to l’a­val­lo della Se­zio­ne Con­trol­lo della Corte dei Conti.
La Corte, lungi dal con­te­sta­re l’am­mis­si­bi­li­tà e/o li­cei­tà del ri­cor­so allo stru­men­to del­l’in­te­gra­zio­ne, ha re­go­lar­men­te pro­ce­du­to alla re­gi­stra­zio­ne dei de­cre­ti di­ri­gen­zia­li (en­tram­bi a firma della dott.​ssa Ales­san­dra Russo) n. 533 del 29.11.2006 e n. 552 del 12.12.2006, e ciò dopo aver chie­sto ed ot­te­nu­to chia­ri­men­ti sul punto.
Si im­po­ne, al­lo­ra, l’ap­pli­ca­zio­ne dell’art. 1 della legge n. 20/94, a mente del quale è esclu­sa la gra­vi­tà della colpa quan­do il fatto dan­no­so trag­ga ori­gi­ne dal­l’e­ma­na­zio­ne di un atto vi­sta­to e re­gi­stra­to in sede di con­trol­lo di le­git­ti­mi­tà, li­mi­ta­ta­men­te ai pro­fi­li presi in con­si­de­ra­zio­ne nel­l’e­ser­ci­zio del con­trol­lo.
Nella me­mo­ria, inol­tre, si ec­ce­pi­sce la vio­la­zio­ne ex art. 17, comma 30 ter de­cre­to legge 1 lu­glio 2009 n. 78, con­ver­ti­to in legge 102 /2009, ossia la nul­li­tà del­l’at­to di ci­ta­zio­ne .
La di­fe­sa ha, anche, ec­ce­pi­to la pre­scri­zio­ne, nel ri­fles­so che il prov­ve­di­men­to con­te­sta­to alla Dott.​ssa Russo (De­cre­to di­ri­gen­zia­le n. 1911 del 24.12.2007) af­fe­ri­sce somme ormai pre­scrit­te.
Sem­pre in data 24 apri­le 2013, si co­sti­tui­va la Dott.​ssa Giu­sep­pa Pa­tri­zia Mon­te­ros­so che, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio del­l’Avv. Clau­dio Alon­gi, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà.
Ha de­dot­to, in via pre­li­mi­na­re, l’im­pro­ce­di­bi­li­tà ed inam­mis­si­bi­li­tà per ca­ren­za di in­te­res­se.
L’Am­mi­ni­stra­zio­ne, in­fat­ti, si è cau­te­la­ta mu­nen­do­si di un ti­to­lo ese­cu­ti­vo, ex RD 639/1910, nei con­fron­ti degli Enti ge­sto­ri de­sti­na­ta­ri dei prov­ve­di­men­ti di in­te­gra­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti ot­te­nu­ti con l’af­fi­da­men­to dei pro­get­ti for­ma­ti­vi nel­l’am­bi­to del Prof. 2007,per i me­de­si­mi im­por­ti ri­chie­sti alla dr.​ssa Mon­te­ros­so con l’o­dier­no giu­di­zio.
Va, per­tan­to, di­chia­ra­ta l’i­nam­mis­si­bi­li­tà del­l’at­to di ci­ta­zio­ne, per so­prav­ve­nu­ta ca­ren­za di in­te­res­se. In­fat­ti, a se­gui­to della sen­ten­za n. 2947/2012 del 29/10/2012, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le si è de­ter­mi­na­ta ad at­ti­va­re le pro­ce­du­re per il re­cu­pe­ro di tutte le somme ero­ga­te a ti­to­lo di in­te­gra­zio­ne al fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­rio, an­nul­lan­do i pre­ce­den­ti de­cre­ti di­ri­gen­zia­li ed emet­ten­do con­te­stual­men­te la pre­scrit­ta in­giun­zio­ne di pa­ga­men­to.
Ha poi fatto ri­chie­sta di in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio nei con­fron­ti degli Enti ge­sto­ri be­ne­fi­cia­ri dei prov­ve­di­men­ti di in­te­gra­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti.
Se­con­do la di­fe­sa ap­pa­re in­giu­sto che la pro­po­si­zio­ne del­l’a­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va, ob­bli­ga­to­ria ed ir­ri­nun­cia­bi­le, possa col­pi­re il di­pen­den­te e l’am­mi­ni­stra­zio­ne pub­bli­ca che ab­bia­no vio­la­to col­po­sa­men­te i do­ve­ri di uf­fi­cio e non il sog­get­to che, in vio­la­zio­ne delle stes­se o di altre re­go­le giu­ri­di­che, abbia agito do­lo­sa­men­te e/o, come nel caso in esame, si sia il­le­ci­ta­men­te ap­pro­pria­to (se­con­do la ri­co­stru­zio­ne fatta dal PM), ar­ric­chen­do­si di de­na­ro pub­bli­co.
Sulla scor­ta dei prin­ci­pi di di­rit­to sopra evi­den­zia­ti, ha chie­sto che venga di­spo­sta l’in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio nei con­fron­ti del Ra­gio­nie­re Ge­ne­ra­le della Re­gio­ne Si­ci­lia­na pro tem­po­re che ha prov­ve­du­to di se­gui­to al­l’e­ma­na­zio­ne del De­cre­to As­ses­so­ria­le con­ces­si­vo delle in­te­gra­zio­ni dei ci­ta­ti fi­nan­zia­men­ti, nei con­fron­ti del­l’ex As­ses­so­re re­gio­na­le alla For­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, dr. Mario Cen­tor­ri­no e del­l’ex di­ri­gen­te ge­ne­ra­le della For­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, dr. Lu­do­vi­co Al­bert.
In ogni caso l’a­zio­ne è in­fon­da­ta per man­can­za di colpa grave e per ine­si­sten­za del danno.
Con me­mo­ria in­te­gra­ti­va di co­sti­tu­zio­ne (de­po­si­ta­ta il 29 apri­le 2013), la dott.​ssa Mon­te­ros­so ha svi­lup­pa­to le di­fe­se già for­mu­la­te con la me­mo­ria di co­sti­tu­zio­ne già ver­sa­ta.
In data 24 apri­le 2013, si co­sti­tui­va la Dott.​ssa Maria Car­me­la Di Bar­to­lo che, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio del­l’Avv. Mau­ri­zio Lino, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà.
La di­fe­sa ha al­tre­sì ec­ce­pi­to la pre­scri­zio­ne quin­quen­na­le, l’er­ro­nea ri­par­ti­zio­ne del danno; in via su­bor­di­na­ta, co­mun­que, ha po­stu­la­to l’ap­pli­ca­zio­ne del po­te­re ri­dut­ti­vo.
Sem­pre in data 24 apri­le 2013, si co­sti­tui­va in giu­di­zio il Sig. Sal­va­to­re Di Fran­ce­sca che, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio del­l’av­vo­ca­to Ales­san­dra Gazzè, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà.
Il con­ve­nu­to ha, poi, de­dot­to la man­can­za di qual­si­vo­glia re­spon­sa­bi­li­tà, de­du­cen­do che nes­sun atto di im­pul­so o aval­lo avreb­be po­tu­to dare, dal mo­men­to che nes­sun atto di im­pul­so o aval­lo può es­se­re mai stato posto in es­se­re in ra­gio­ne della qua­li­fi­ca ri­ve­sti­ta, non sot­ta­cen­do che il pro me­mo­ria è stato re­dat­to, pur non rien­tran­do tra le sue com­pe­ten­ze, su espres­sa ri­chie­sta ver­ba­le del Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le, stan­te la pre­ca­ria as­sen­za del Di­ri­gen­te al­l’uo­po pre­po­sto, non­ché dal­l’as­so­lu­ta ur­gen­za, rap­pre­sen­ta­ta dal sud­det­to Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le, con­nes­sa al­l’ap­pros­si­mar­si della chiu­su­ra del­l’e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio del 2007.
Tra l’al­tro il con­ve­nu­to si è li­mi­ta­to a tra­smet­te­re il qua­dro rias­sun­ti­vo delle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne, ri­met­ten­do al­l’On.le As­ses­so­re per le de­ter­mi­na­zio­ni che ri­te­ne­va op­por­tu­no adot­ta­re in me­ri­to.
In re­la­zio­ne a detto pro me­mo­ria, dun­que, nes­su­na forma di im­pul­so o aval­lo è, in alcun modo, con­fi­gu­ra­bi­le.
Del resto, dal com­bi­na­to di­spo­sto di cui al­l’art. 6 della legge re­gio­na­le 24 del 1976 e del­l’art. 2 della Legge re­gio­na­le n. 10 del 2009 , è dato evin­ce­re che l’u­ni­co or­ga­no con po­te­re di ap­por­ta­re mo­di­fi­che ed in­te­gra­zio­ni al piano for­ma­ti­vo, in quan­to di sua esclu­si­va com­pe­ten­za, è l’As­ses­so­re.
Il Di Fran­ce­sca ha, poi, de­dot­to la nul­li­tà o co­mun­que im­pro­ce­di­bi­li­tà o inam­mis­si­bi­li­tà della ci­ta­zio­ne per vio­la­zio­ne del­l’art. 163 cpc. e art. 3 r.d. 13 ago­sto 1933 n. 1038.
In ogni caso, giam­mai col­po­so (gra­ve­men­te) può de­fi­nir­si il com­por­ta­men­to del­l’o­dier­no con­ve­nu­to, in con­si­de­ra­zio­ne del fatto che, nel porre in es­se­re l’at­to con­te­sta­to , lo stes­so si è ispi­ra­to e con­for­ma­to al­l’i­ter pro­ce­di­men­ta­le se­gui­to dal­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le re­la­ti­vo al Prof. 2005 , ove le in­te­gra­zio­ni ave­va­no ri­ce­vu­to gli au­to­re­vo­li visti di rito della Corte, ap­po­sti in esito alle pun­tua­li ri­spo­ste for­ni­te dal ser­vi­zio pro­gram­ma­zio­ne e sot­to­scrit­te anche dal con­ve­nu­to.
Ha, poi, ec­ce­pi­to la pre­scri­zio­ne e de­dot­to l’er­ro­nea ri­par­ti­zio­ne del danno; ha, al­tre­sì in­vo­ca­to l’e­ser­ci­zio del po­te­re ri­dut­ti­vo sino alla con­cor­ren­za del­l’in­te­ro danno con­te­sta­to.
In data 26 apri­le 2013 , si co­sti­tui­va l’On.​le Dott. Raf­fae­le Lom­bar­do, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio degli Avv.​ti Gae­ta­no Armao e Ti­zia­na Mi­la­na, che ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà de­du­cen­do, in primo luogo, che il pro me­mo­ria, a firma del di­ri­gen­te ge­ne­ra­le, tra­smes­so al con­ve­nu­to, mi­ra­va ad ac­qui­si­re una mera presa d’at­to.
Ha poi ri­cor­da­to che il Pre­si­den­te Lom­bar­do, con 11 de­cre­ti pre­si­den­zia­li del 25 mag­gio 2009, aveva re­vo­ca­to i com­po­nen­ti del­l’in­te­ra Giun­ta Re­gio­na­le (con la sola ec­ce­zio­ne del­l’As­ses­so­re alla Sa­ni­tà) e il pro me­mo­ria reca la data del 4 giu­gno 2009.
In­fat­ti, solo con il D.P. 17 giu­gno 2009, al­l’As­ses­so­re re­gio­na­le, On. Luigi Gen­ti­le, pre­po­sto, ai sensi del su­pe­rio­re art. 1, al­l’As­ses­so­ra­to re­gio­na­le dei la­vo­ri pub­bli­ci, sono state con­fe­ri­te tem­po­ra­nea­men­te le fun­zio­ni ad in­te­rim di As­ses­so­re re­gio­na­le per il la­vo­ro, la pre­vi­den­za so­cia­le , la for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, e l’e­mi­gra­zio­ne, per il com­pi­men­to degli atti di or­di­na­ria am­mi­ni­stra­zio­ne .
Se­con­do la pun­tua­le di­fe­sa, al­lor­chè è stato sot­to­scrit­to “quel­l’i­nin­fluen­te pro me­mo­ria”, il Pre­si­den­te della Re­gio­ne, già gra­va­to da ope­ro­sis­si­mi im­pe­gni isti­tu­zio­na­li e po­li­ti­ci, do­ve­va far fron­te, da solo, a quasi l’in­te­ra Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le.
Con suc­ces­si­vo D.D. G. n. 3427 del 30 di­cem­bre 2009, il Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le Dott.​ssa Mon­te­ros­so as­su­me­va l’im­pe­gno di spesa nella mi­su­ra com­ples­si­va di € 1.281.055,26, senza fare alcun ri­lie­vo sulla pro­ce­du­ra della cui va­li­di­tà la stes­sa aveva as­sun­to l’in­te­ra guida am­mi­ni­stra­ti­va.
In punto di di­rit­to, ha de­dot­to l’in­sus­si­sten­za della re­spon­sa­bi­li­tà, ai sensi e per gli ef­fet­ti del­l’art. 1, comma 1 ter della legge 20/94 (cd. scri­mi­nan­te po­li­ti­ca).
Ha, poi, ag­giun­to che gli aspet­ti giu­ri­di­ci e fi­nan­zia­ri non po­te­va­no che sfug­gi­re del tutto ad un Pre­si­den­te della Re­gio­ne, As­ses­so­re ad in­te­rim di ben dieci as­ses­so­ra­ti, di fron­te ad un atto che rias­su­me­va quan­to de­ter­mi­na­to dagli or­ga­ni bu­ro­cra­ti­ci.
In con­clu­sio­ne, il pro me­mo­ria de quo è un mero atto en­do­pro­ce­di­men­ta­le, privo di qual­sia­si ri­le­van­za ester­na. L’ar­ti­co­la­ta me­mo­ria de­fen­sio­na­le ha, poi, de­dot­to che la se­quen­za pro­ce­di­men­ta­le, nella quale si è estrin­se­ca­ta la con­dot­ta del­l’As­ses­so­re pro tem­po­re On.​le Lom­bar­do, esclu­de la sus­si­sten­za di colpa grave, in pre­sen­za di un pa­le­se con­tra­sto nor­ma­ti­vo e di una pras­si con­so­li­da­ta nel tempo ( e mai con­te­sta­ta dagli or­ga­ni di con­trol­lo).
In­fi­ne, ha ec­ce­pi­to la com­pen­sa­tio lucri cum damno e, in su­bor­di­ne, l’ap­pli­ca­zio­ne del po­te­re ri­dut­ti­vo per le con­si­de­ra­zio­ni svol­te.
In data 26 apri­le 2013 , si co­sti­tui­va in giu­di­zio la Sig.​ra Espo­si­to Lo­re­da­na che, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio del­l’av­vo­ca­to Mas­si­mi­lia­no Man­ga­no, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà, chie­den­do l’as­so­lu­zio­ne da ogni ad­de­bi­to.
In data 26 apri­le 2013 , si co­sti­tui­va l’On.​le Gen­ti­le Luigi il quale, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio del­l’avv. Gi­ro­la­mo Ru­bi­no, ha de­dot­to che l’in­te­ro pro­ce­di­men­to è stato posto in es­se­re dai com­pe­ten­ti uf­fi­ci del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le , esu­lan­do dalle fun­zio­ni degli or­ga­ni di go­ver­no.
Ha poi ag­giun­to che, nel gen­na­io 2013, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha av­via­to il pro­ce­di­men­to di re­cu­pe­ro delle somme ero­ga­te a fa­vo­re degli enti di for­ma­zio­ne in con­se­guen­za dei con­te­sta­ti il­le­ci­ti e dun­que manca l’at­tua­li­tà del danno.
In­fi­ne, ha chie­sto che si tenga conto, nella de­ter­mi­na­zio­ne del danno, se qual­che be­ne­fi­cio l’am­mi­ni­stra­zio­ne abbia ri­ce­vu­to e venga, in ogni caso, fatta ap­pli­ca­zio­ne del po­te­re ri­dut­ti­vo del­l’ad­de­bi­to.
In data 26 apri­le 2013 , si è co­sti­tui­to il dott. In­car­do­na Car­me­lo, il quale, av­va­len­do­si del pa­tro­ci­nio degli av­vo­ca­ti Pie­tro Luigi Matta e Vin­cen­zo Bul­la­ra, ha con­te­sta­to l’i­po­tiz­za­ta re­spon­sa­bi­li­tà de­du­cen­do l’in­sus­si­sten­za della re­spon­sa­bi­li­tà, ai sensi del­l’art. 1, comma 1, ter della legge 20/94, cd. scri­mi­nan­te po­li­ti­ca.
A con­fer­ma del­l’og­get­ti­va ri­le­van­za di tale cir­co­stan­za nel giu­di­zio di va­lu­ta­zio­ne della con­dot­ta del con­ve­nu­to, la di­fe­sa ha chie­sto che venga am­mes­sa prova te­sti­mo­nia­le su pre­ci­si ar­ti­co­la­ti svi­lup­pa­ti in me­mo­ria, con il teste Gae­ta­no Di Blasi, bri­ga­die­re capo a ri­po­so della guar­dia di fi­nan­za, che ri­co­pri­va il ruolo di se­gre­ta­rio par­ti­co­la­re del­l’as­ses­so­re.
Nella de­ne­ga­ta ipo­te­si di man­ca­to ac­co­gli­men­to del­l’in­vo­ca­ta scri­mi­nan­te po­li­ti­ca , l’ad­de­bi­to mosso non può che es­se­re im­pu­ta­to al’or­ga­no di ge­stio­ne e di di­re­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va, posto che il pro­ce­di­men­to posto in es­se­re dagli uf­fi­ci del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le esula dalle fun­zio­ni degli or­ga­ni di go­ver­no del­l’En­te le quali con­si­sto­no in fun­zio­ni di in­di­riz­zo e con­trol­lo po­li­ti­co am­mi­ni­stra­ti­vo.
Nes­su­na vio­la­zio­ne di norme giu­ri­di­che che re­go­la­no l’e­ser­ci­zio delle fun­zio­ni am­mi­ni­stra­ti­ve e alle sue pre­sun­te con­se­guen­ze dan­no­se per l’e­ra­rio, può im­pu­tar­si al dott. In­car­do­na, non sus­si­sten­do alcun ca­rat­te­re do­lo­so e, tan­to­me­no, gra­ve­men­te col­po­so nel com­por­ta­men­to posto in es­se­re dallo stes­so.
Da ul­ti­mo, pur ri­chie­den­do la com­ple­ta as­so­lu­zio­ne, da qual­si­vo­glia ad­de­bi­to, in via su­bor­di­na­ta, ha chie­sto che sia fatta ap­pli­ca­zio­ne del po­te­re ri­dut­ti­vo.
La Pro­cu­ra ha de­po­si­ta­to, in data 3 mag­gio 2013, me­mo­ria per re­pli­ca­re alle os­ser­va­zio­ni stese nelle me­mo­rie di­fen­si­ve, os­ser­van­do quan­to segue.
La pro­ce­du­ra pre­vi­sta negli ar­ti­co­li 2 e ss. del RD 639/1010 è par­ti­co­lar­men­te com­ples­sa e de­li­ca­ta e nulla ha al­le­ga­to la di­fe­sa per di­mo­stra­re la cor­ret­tez­za for­ma­le e so­stan­zia­le .
Dal­l’au­di­zio­ne del­l’Ar­ch. La­ca­gni­na si evin­ce che, alla data del 2 mag­gio 2013, il pro­ce­di­men­to di in­ca­me­ra­men­to di­spo­sto dalla D.​ssa Cor­sel­lo era in iti­ne­re e nes­su­na prova con­tra­ria è stata for­ni­ta.
Nes­su­na in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio è plau­si­bi­le nei con­fron­ti degli enti be­ne­fi­cia­ri, at­te­so che la vio­la­zio­ne degli ob­bli­ghi di ser­vi­zio è im­pu­ta­bi­le solo in capo ai fun­zio­na­ri che hanno dato im­pul­so ad una mera ri­chie­sta, priva di ri­le­van­za giu­ri­di­ca.
Con ul­te­rio­re me­mo­ria, de­po­si­ta­ta in data 10 mag­gio 2013, il con­ve­nu­to Di Fran­ce­sca Sal­va­to­re ha ec­ce­pi­to la vio­la­zio­ne ex art. 17, comma 30 te, de­cre­to legge 1 lu­glio 2009 n. 78, con­ver­ti­to in legge 102 /2009, ossia la nul­li­tà del­l’at­to di ci­ta­zio­ne.
Con ul­te­rio­re me­mo­ria ver­sa­ta in atti, in data 10 mag­gio 2013, la dott.​ssa Di Bar­to­lo ha in­si­sti­to nelle ec­ce­zio­ni e de­du­zio­ni am­pia­men­te ar­ti­co­la­te nella me­mo­ria de­po­si­ta­ta il 24 apri­le u.s; ha, poi, ec­ce­pi­to la nul­li­tà per vio­la­zio­ne del­l’art. 17 comma 30 ter de­cre­to legge 1 lu­glio 2009 n. 78, con­ver­ti­to in legge 3 ago­sto 2009 n. 102,
Ha ri­ba­di­to che, non aven­do mosso la Se­zio­ne di con­trol­lo della Corte dei conti mosso al­cu­na cen­su­ra ri­spet­to al­l’at­ti­vi­tà di in­te­gra­zio­ne a suo tempo per­fe­zio­na­ta, ciò, di fatto, ha fi­ni­to per con­for­ta­re l’o­pe­ra­to, anche, per le suc­ces­si­ve an­nua­li­tà.
Con ul­te­rio­re me­mo­ria ver­sa­ta in atti in data 10 mag­gio 2013, la dott.​ssa Russo ha in­si­sti­to nelle ec­ce­zio­ni e de­du­zio­ni già for­mu­la­te.
In data 13 mag­gio 2013 la Pro­cu­ra de­po­si­ta­va la nota del­l’avv. Anna Rosa Cor­sel­lo, di­ri­gen­te ge­ne­ra­le del­l’As­ses­so­ra­to re­gio­na­le dell’ Istru­zio­ne e For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le, priva, però, degli al­le­ga­ti ri­chia­ma­ti.
Al­l’u­dien­za del 13 mag­gio 2013, in via pre­li­mi­na­re, ve­ni­va ri­le­va­to il de­po­si­to della pre­ci­ta­ta nota del­l’avv. Cor­sel­lo.
Dopo aver sen­ti­to i di­fen­so­ri in­ter­ve­nu­ti sugli aspet­ti pre­li­mi­na­ri, ve­ni­va di­spo­sto il rin­vio del giu­di­zio, al fine di ac­qui­si­re la do­cu­men­ta­zio­ne ri­chia­ma­ta e, quin­di, per ga­ran­ti­re il con­trad­dit­to­rio.
Al ter­mi­ne della let­tu­ra del­l’or­di­nan­za, la Pro­cu­ra de­po­si­ta­va e met­te­va a di­spo­si­zio­ne la do­cu­men­ta­zio­ne ri­chia­ma­ta.
In data 26 no­vem­bre 2013, la di­fe­sa del­l’On.le dr. Raf­fae­le Lom­bar­do de­po­si­ta­va la nota prot. 67531 del 22/10/2013, a firma del di­ri­gen­te del ser­vi­zio ge­stio­ne in­ter­ven­ti in ma­te­ria di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, ar­chi­tet­to La­ca­gni­na.
Sem­pre il 26 no­vem­bre 2013 la dott.​ssa Russo ha de­po­si­ta­to me­mo­ria con la quale ha pre­ci­sa­to che è im­ma­nen­te nel si­ste­ma giu­ri­di­co non già” il prin­ci­pio di im­mo­di­fi­ca­bi­li­tà”, bensì quel­lo di au­to­tu­te­la, in pieno ri­spet­to del­l’art. 97 della Co­sti­tu­zio­ne, dal mo­men­to che la sua ap­pli­ca­zio­ne co­sti­tui­sce di­ret­ta at­tua­zio­ne dei ca­no­ni di im­par­zia­li­tà e buon an­da­men­to.
La di­fe­sa ha, poi, pre­ci­sa­to che, nel corso del­l’an­no, sono in­ter­ve­nu­ti i man­da­ti verdi, at­tra­ver­so i quali l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le, me­dian­te lo stru­men­to della com­pen­sa­zio­ne con i cre­di­ti (per i nuovi pro­get­ti for­ma­ti­vi) van­ta­ti dagli Enti, ha pro­ce­du­to a re­cu­pe­ra­re l’in­te­ro im­por­to ri­te­nu­to danno era­ria­le dalla Pro­cu­ra.
In data 27 no­vem­bre 2013, i con­ve­nu­ti Di Bar­to­lo e Di Fran­ce­sca hanno de­po­si­ta­to ul­te­rio­re me­mo­ria per av­ver­sa­re le con­te­sta­zio­ni fatte dal PM.
Sem­pre in data 27 no­vem­bre 2013 la Pro­cu­ra ha de­po­si­ta­to me­mo­ria con la quale è stato ri­ba­di­to l’im­pian­to ac­cu­sa­to­rio, pe­ral­tro, con­for­ta­to dal­l’in­ter­ve­nu­ta sen­ten­za, n. 259/2013, della lo­ca­le Se­zio­ne di Ap­pel­lo della Corte dei Conti.
La dott.​ssa Mon­te­ros­so, in data 13 di­cem­bre 2013, ha de­po­si­ta­to me­mo­ria di­fen­si­va, de­du­cen­do l’im­pro­ce­di­bi­li­tà del­l’a­zio­ne di re­spon­sa­bi­li­tà per so­prav­ve­nu­ta ca­ren­za di in­te­res­se ad agire, posto che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha prov­ve­du­to al re­cu­pe­ro delle somme ero­ga­te a ti­to­lo di in­te­gra­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti a va­le­re sul Prof. 2007.
In par­ti­co­la­re, dai c.d. man­da­ti verdi de­po­si­ta­ti in atti, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le, a de­fi­ni­zio­ne delle pro­ce­du­re am­mi­ni­stra­ti­ve in au­to­tu­te­la per il re­cu­pe­ro del­l’in­de­bi­to og­get­ti­vo, ha in­ca­me­ra­to tutte le somme in pre­ce­den­za cor­ri­spo­ste (per un to­ta­le re­cu­pe­ra­to, pari a € 4.041.106,39).
Ne con­se­gue che, in re­la­zio­ne alle con­te­sta­zio­ni mosse alla dr.​ssa Mon­te­ros­so, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha prov­ve­du­to a re­cu­pe­ra­re, in­te­gral­men­te, tutte le somme ero­ga­te nei con­fron­ti dei so­prae­len­ca­ti enti di for­ma­zio­ne con il DDG n. 1116 del 18 giu­gno 2009 ( € 2.373.253,13) e DDG n. 3427 del 30/12/2009 ( € 1.281.055,26) per com­ples­si­vi € 3.654.308,39.
Es­sen­do ve­nu­to mento il con­te­sta­to danno, la pre­det­ta dovrà es­se­re as­sol­ta da ogni ad­de­bi­to.
Ad oggi, nes­sun danno pa­tri­mo­nia­le ri­sar­ci­bi­le, ai sensi degli ar­ti­co­li 2043, 2056 e 1123 cod. civ., sus­si­ste in fa­vo­re del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le.
Ha con­clu­so chie­den­do che sia espe­ri­ta istrut­to­ria, al fine di ac­qui­si­re ap­po­sta cer­ti­fi­ca­zio­ne at­te­stan­te l’e­sat­to am­mon­ta­re delle somme ef­fet­ti­va­men­te re­cu­pe­ra­te ed in­ca­me­ra­te nei con­fron­ti degli enti di for­ma­zio­ne ri­chia­ma­ti e che sia am­mes­sa prova te­sti­mo­nia­le nella per­so­na del­l’Ass. Stan­ca­nel­li su pre­ci­si ca­pi­to­li di do­man­da con­te­nu­ti nella me­mo­ria ri­chia­ma­ta.
In data 10 di­cem­bre 2013 la con­ve­nu­ta Espo­si­to Lo­re­da­na ha ec­ce­pi­to la man­can­za del nesso cau­sa­le, de­du­cen­do che l’o­mo­lo­ga di­ri­gen­te della ra­gio­ne­ria del­l’As­ses­so­ra­to Re­gio­na­le al la­vo­ro è stata pro­sciol­ta da ogni ad­de­bi­to dalla lo­ca­le Sez. di Ap­pel­lo con la ci­ta­ta sen­ten­za n. 259/2013.
In ogni caso nes­su­na con­dot­ta ri­pro­ve­vo­le è pos­si­bi­le scor­ge­re nella con­dot­ta della dott.​ssa Espo­si­to.
In più di un’oc­ca­sio­ne la Corte dei conti ha re­gi­stra­to i DDG che di­spo­ne­va­no l’in­te­gra­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti.
Ul­te­rio­ri me­mo­rie sono state ver­sa­te dai con­ve­nu­ti On.​li, In­car­do­na Car­me­lo e Gen­ti­le Luigi.
Con la prima, la di­fe­sa (avv.​ti Matta e Bul­la­ra) ha pre­ci­sa­to che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha, dap­pri­ma, prov­ve­du­to ad an­nul­la­re in au­to­tu­te­la i de­cre­ti di­ri­gen­zia­li con cui erano state di­spo­ste le in­te­gra­zio­ni dei fi­nan­zia­men­ti a va­le­re sui Prof. 2007 e, suc­ces­si­va­men­te, ha prov­ve­du­to al re­cu­pe­ro, in via de­fi­ni­ti­va, delle somme nei con­fron­ti dei quali non erano state an­co­ra ero­ga­te le con­te­sta­te in­te­gra­zio­ni.
A ciò si ag­giun­ga la cir­co­stan­za che gli Or­ga­ni giu­ri­sdi­zio­na­li in­ve­sti­ti della le­git­ti­mi­tà del­l’at­to hanno ne­ga­to la so­spen­sio­ne del­l’ef­fi­ca­cia degli atti im­pu­gna­ti, ri­te­nen­do, sotto il pro­fi­lo del fumus, do­ve­ro­sa la con­dot­ta del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le.
Es­sen­do state re­cu­pe­ra­te tutte le somme og­get­to del pre­sun­to danno era­ria­le, è ca­ren­te l’in­te­res­se (art.100 c.p.c).
Manca del tutto la colpa grave, at­te­so che l’Or­ga­no di con­trol­lo (Corte dei Conti) ha eser­ci­ta­to la re­gi­stra­zio­ne dei prov­ve­di­men­ti che, negli anni, si sono suc­ce­du­ti; poi, qua­lun­que de­ci­sio­ne av­ve­ni­va pre­via con­sul­ta­zio­ne del suo Capo di Ga­bi­net­to, dott.​ssa Maria Rosa Cor­sel­lo e del suo capo del­l’uf­fi­cio tec­ni­co, dott. Ales­san­dro Spal­let­ta.
La di­fe­sa (avv. Ru­bi­no) del­l’on. Gen­ti­le, nel de­po­si­ta­re me­mo­ria in data 16/12/2013, ha chie­sto che l’at­to di ci­ta­zio­ne sia di­chia­ra­to inam­mis­si­bi­le per so­prav­ve­nu­ta ca­ren­za di in­te­res­se alla pro­nun­cia.
Al­l’u­dien­za del 18 di­cem­bre 2013, il Pub­bli­co Mi­ni­ste­ro ri­quan­ti­fi­ca­va gli ad­de­bi­ti, te­nu­to conto di quan­to, ef­fet­ti­va­men­te re­cu­pe­ra­to, solo per i se­guen­ti sog­get­ti For­mi­ca Santi (€ 378.783,96), Russo Ales­san­dra (€ 378.783,96) , Di Bar­to­lo Maria Car­me­la ( € 473.654,83), Espo­si­to Lo­re­da­na ( € 473.654,83), Di Fran­ce­sca Sal­va­to­re (€ 108.223,99). Chie­de­va la con­dan­na, per gli altri con­ve­nu­ti, per gli im­por­ti ad­de­bi­ta­ti nel­l’at­to di ci­ta­zio­ne.
Gli av­vo­ca­ti in­ter­ve­nu­ti hanno ri­spet­ti­va­men­te rei­te­ra­to le con­clu­sio­ni for­mu­la­te in atti. La di­fe­sa del­l’On. Gen­ti­le, tra, l’al­tro, ha chie­sto la ri­mes­sio­ne alle Se­zio­ni riu­ni­te della Corte in or­di­ne ad un la­men­ta­to con­tra­sto tra la giu­ri­spru­den­za della lo­ca­le Se­zio­ne di Ap­pel­lo e la III Se­zio­ne Cen­tra­le in or­di­ne al­l’at­tua­li­tà del danno in pre­sen­za di “re­cu­pe­ri”.
DI­RIT­TO
1. La fat­ti­spe­cie sot­to­po­sta al­l’e­sa­me del Col­le­gio at­tie­ne al­l’ac­cer­ta­men­to di re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va in capo agli odier­ni con­ve­nu­ti af­fe­ren­te ad un’i­po­te­si di danno era­ria­le de­ri­van­te dal­l’e­ro­ga­zio­ne di in­te­gra­zio­ni con­co­mi­tan­ti e suc­ces­si­ve alla de­fi­ni­zio­ne dei pro­get­ti am­mes­si al fi­nan­zia­men­to dei Prof. 2007, ac­cor­da­te a di­ver­si pro­get­ti di for­ma­zio­ne, alla cui pro­du­zio­ne avreb­be­ro con­cor­so, sep­pur con ap­por­ti cau­sa­li di­so­mo­ge­nei, i pro­ta­go­ni­sti, oggi qui con­ve­nu­ti, della se­quen­za pro­ce­di­men­ta­le esi­ta­ta con l’e­ro­ga­zio­ne dei pre­det­ti fi­nan­zia­men­ti ag­giun­ti­vi.
2. In via pre­li­mi­na­re va esa­mi­na­ta l’ec­ce­zio­ne di nul­li­tà del­l’at­to di ci­ta­zio­ne, ai sensi del­l’art. 17, comma 30 ter, del de­cre­to legge n. 78/2009 con­ver­ti­to in legge n. 102/2009, non­ché l’art. 1, comma 1, lett. c) n. 1, del de­cre­to legge n. 103/2009 con­ver­ti­to in legge n. 78/2009 (cd. lodo Ber­nar­do).
La let­tu­ra della norma con­sen­te di ri­le­va­re che le “Le Pro­cu­re della Corte dei conti pos­so­no ini­zia­re l’at­ti­vi­tà istrut­to­ria ai fini del­l’e­ser­ci­zio del­l’a­zio­ne di danno era­ria­le a fron­te di spe­ci­fi­ca e con­cre­ta no­ti­zia di danno, fatte salve le fat­ti­spe­cie di­ret­ta­men­te san­zio­na­te dalla legge. …”.
La lu­cu­zio­ne “spe­ci­fi­ca e con­cre­ta no­ti­zia di danno”, re­ca­ta dal­l’art. 17, comma 30-ter), è stata chia­ri­ta dalle Se­zio­ni riu­ni­te con sen­ten­za QM/12/2001, nei se­guen­ti ter­mi­ni: “Il ter­mi­ne no­ti­zia, co­mun­que non equi­pa­ra­bi­le a quel­lo di de­nun­zia, è da in­ten­der­si, se­con­do la co­mu­ne ac­ce­zio­ne, come dato co­gni­ti­vo de­ri­van­te da ap­po­si­ta co­mu­ni­ca­zio­ne, op­pu­re per­ce­pi­bi­le da stru­men­ti di in­for­ma­zio­ne di pub­bli­co do­mi­nio; l’ag­get­ti­vo spe­ci­fi­ca è da in­ten­der­si come in­for­ma­zio­ne che abbia una sua pe­cu­lia­ri­tà e in­di­vi­dua­li­tà e che non sia ri­fe­ri­bi­le ad una plu­ra­li­tà in­dif­fe­ren­zia­ta di fatti, tale da non ap­pa­ri­re ge­ne­ri­ca, bensì ra­gio­ne­vol­men­te cir­co­stan­zia­ta; l’ag­get­ti­vo con­cre­ta è da in­ten­der­si come obiet­ti­va­men­te at­ti­nen­te alla real­tà e non a mere ipo­te­si o sup­po­si­zio­ni. L’e­spres­sio­ne nel suo com­ples­so deve, per­tan­to, in­ten­der­si ri­fe­ri­ta non già ad una plu­ra­li­tà in­dif­fe­ren­zia­ta di fatti, ma ad uno o più fatti, ra­gio­ne­vol­men­te in­di­vi­dua­ti nei loro trat­ti es­sen­zia­li e non me­ra­men­te ipo­te­ti­ci, con ve­ro­si­mi­le pre­giu­di­zio per gli in­te­res­si fi­nan­zia­ri pub­bli­ci, onde evi­ta­re che l’in­da­gi­ne del PM con­ta­bi­le sia as­so­lu­ta­men­te li­be­ra nel suo og­get­to, as­sur­gen­do ad un non con­sen­ti­to con­trol­lo ge­ne­ra­liz­za­to”.
In tale con­te­sto, la no­ti­zia di danno per fun­ge­re da pre­sup­po­sto del­l’at­ti­vi­tà di in­da­gi­ne del pub­bli­co mi­ni­ste­ro è suf­fi­cien­te che rap­pre­sen­ti, nei suoi trat­ti sa­lien­ti, un fatto co­sti­tuen­te ( al­me­no astrat­ta­men­te) un il­le­ci­to con­ta­bi­le, dal mo­men­to che ogni ul­te­rio­re va­lu­ta­zio­ne è ri­mes­sa dal­l’or­di­na­men­to, dap­pri­ma, al­l’or­ga­no re­qui­ren­te al­l’e­si­to della mi­ra­ta at­ti­vi­tà istrut­to­ria, e suc­ces­si­va­men­te al giu­di­ce, a con­clu­sio­ne del giu­di­zio di me­ri­to.
I re­qui­si­ti di cui sopra sus­si­sto­no ogni­qual­vol­ta la no­ti­zia sia in grado di in­di­riz­za­re l’at­ti­vi­tà di in­da­gi­ne del pub­bli­co mi­ni­ste­ro in una di­re­zio­ne ben de­ter­mi­na­ta, con esclu­sio­ne di in­da­gi­ni a tap­pe­to su un in­te­ro am­bi­to ope­ra­ti­vo del­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne “pre­sun­ta” dan­neg­gia­ta.
Nella spe­cie un espo­sto in­di­ca­va, chia­ra­men­te, che la pra­ti­ca delle in­te­gra­zio­ni era esplo­sa negli anni 2007-2008-2009, e con mo­da­li­tà meno tra­spa­ren­ti... e sol­le­ci­ta­va at­ti­vi­tà istrut­to­ria.
Per le ra­gio­ni sopra espo­ste, l’ec­ce­zio­ne (for­mu­la­ta in­zi­la­men­te dalla dott.​ssa Russo e , poi, da altri con­ve­nu­ti) , va ri­get­ta­ta.
3.​Eccezione di ces­sa­zio­ne della ma­te­ria del con­ten­de­re non­ché im­pro­ce­di­bil­tà e ca­ren­za di in­te­res­se.
Il Col­le­gio non re­pu­ta ac­co­gli­bi­le la ri­chie­sta for­mu­la­ta dai con­ve­nu­ti, tutti, di de­cla­ra­to­ria di ces­sa­zio­ne della ma­te­ria del con­ten­de­re.
Le di­fe­se si sono pro­di­ga­te a ver­sa­re i DDG di re­vo­ca in au­to­tu­te­la delle in­te­gra­zio­ni e con­te­stua­le in­giun­zio­ne a re­sti­tuir­le, sia i suc­ces­si­vi DDG di ac­cer­ta­men­to in en­tra­ta e di con­te­stua­le or­di­ne di ver­sa­men­to me­dian­te man­da­ti verdi sulle quote del­l’av­vi­so 20 spet­tan­ti agli enti.
Sul punto, in pre­mes­sa, deve pre­ci­sar­si che, in ef­fet­ti, il DDG n. 498 del 20/2/2013 di an­nul­la­men­to in au­to­tu­te­la dei ddg. di in­te­gra­zio­ne e con­te­stua­le in­giun­zio­ne agli enti di re­sti­tu­zio­ne delle somme ri­te­nu­te non do­vu­te, com­pren­de sia le in­te­gra­zio­ni al Prof 2009, già con­te­sta­ta in altro giu­di­zio ad altri con­ve­nu­ti, sia le in­te­gra­zio­ni al Prof. 2007 oggi con­te­sta­te; inol­tre anche il DDG 1522 del 12/4/2013 di in­ca­me­ra­men­to e ac­cer­ta­men­to in en­tra­ta è unico, con evi­den­te im­pos­si­bi­li­tà di im­pu­ta­re i re­cu­pe­ri alle spe­ci­fi­che in­te­gra­zio­ni.
Si ag­giun­ga che, av­ver­so gli atti di in­giun­zio­ne, sono stati no­ti­fi­ca­ti ri­cor­si in op­po­si­zio­ne di­nan­zi al giu­di­ce or­di­na­rio .
Il danno, al­lo­ra , va con­si­de­ra­to, certo, at­tua­le e con­cre­to, non po­ten­do­si de­su­me­re al­cu­na ef­fi­ca­cia estin­ti­va da un ti­to­lo ese­cu­ti­vo non con­so­li­da­to.
In­fat­ti, se il cre­di­to del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne è con­di­zio­na­to da un con­ten­zio­so pen­den­te (in virtù del­l’op­po­si­zio­ne al­l’in­giun­zio­ne), mai può ri­te­ner­si un cre­di­to, certo, at­tua­le e con­cre­to.
Cer­ta­men­te, ferme re­stan­do le pe­cu­lia­ri­tà del giu­di­zio di re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va e la sua piena espe­ri­bi­li­tà, pur nel caso in cui l’am­mi­ni­stra­zio­ne dan­neg­gia­ta possa av­va­ler­si di stru­men­ti al­ter­na­ti­vi per ot­te­ne­re il ri­sto­ro del pre­giu­di­zio pa­tri­mo­nia­le su­bi­to, l’op­po­si­zio­ne agli atti di in­giun­zio­ne non può de­ter­mi­na­re al­cu­na ef­fi­ca­cia estin­ti­va del danno con­te­sta­to.
In tal senso co­stan­te è l’o­rien­ta­men­to della giu­ri­spru­den­za della lo­ca­le Corte dei Cont, Se­zio­ne di Ap­pel­lo (cfr. nn. 131/2013 e, ap­pun­to, la evo­ca­ta n. 259/A/2013).
Il re­cu­pe­ro, di cui si ha cer­tez­za, è stato in­di­ca­to dal Pro­cu­ra­to­re che, in li­mi­ne litis, ha ri­di­men­sio­na­to l’ad­de­bi­to nei con­fron­ti di al­cu­ni degli odier­ni con­ve­nu­ti.
Evi­den­te­men­te, delle somme ul­te­rio­ri che, nelle more del­l’e­ven­tua­le gra­va­me, po­tran­no es­se­re real­men­te re­cu­pe­ra­te, dovrà te­ner­si conto in sede di ese­cu­zio­ne della pre­sen­te sen­ten­za.
Del resto ci tro­via­mo di­nan­zi ad azio­ni di­ver­se.
L’a­zio­ne della Re­gio­ne è nei con­fron­ti degli enti che hanno fruit, in­de­bi­ta­men­te, delle in­di­ca­te in­te­gra­zio­ni dei fi­nan­zia­men­ti. Quel­la della Pro­cu­ra è di­ret­ta nei con­fron­ti di sog­get­ti di­ver­si. Di­ver­sa è, al­l’e­vi­den­za, la causa pe­ten­di.
Nel caso in spe­cie, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha espres­sa­men­te ri­spo­sto, con nota del 22 no­vem­bre 2013, che la mag­gior parte degli enti (IS­STREF, Cefop, Ce­si­fop, Ciofs-FP, Iripa Si­ci­lia, Ecap di Agri­gen­to, Ite­re­fop, Aram, Anfe, Ca­ta­nia, Anfe de­le­ga­zio­ne Si­ci­lia) ha im­pu­gna­to gli atti di in­giun­zio­ne.
Pe­ral­tro, il di­ri­gen­te del ser­vi­zio che ha cu­ra­to i man­da­ti verdi, Arch. La­ca­gni­na, ha tra­smes­so con nota del 27 no­vem­bre 2013, ver­sa­ta in atti dalla Pro­cu­ra, un pro­spet­to rie­pi­lo­ga­ti­vo che dà con­tez­za, per cia­scun ente, degli im­por­ti dei DDG di in­te­gra­zio­ne ri­por­ta­ti nella ta­bel­la in­di­ca­ti nel­l’at­to di ci­ta­zio­ne ( pagg. 18-20); degli im­por­ti ac­cer­ta­ti in en­tra­ta con DDG; degli im­por­ti re­cu­pe­ra­ti me­dian­te man­da­ti verdi ( trat­te­nen­do gli ac­con­ti del­l’Av­vi­so 20); degli im­por­ti re­cu­pe­ra­ti con ver­sa­men­to spon­ta­neo.
Sol­tan­to per gli enti che non hanno im­pu­gna­to le in­giun­zio­ni, ver­san­do spon­ta­nea­men­te quan­to do­vu­to, può pre­di­car­si, allo stato, ef­fi­ca­cia estin­ti­va del danno.
Pa­ri­men­ti non ac­co­gli­bi­le, per le ra­gio­ni sopra espo­ste, è la ri­chie­sta degli odier­ni con­ve­nu­ti di rin­vio del giu­di­zio in at­te­sa della de­fi­ni­zio­ne delle pro­ce­du­re di re­cu­pe­ro (in­tra­pre­se dal­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le) delle in­te­gra­zio­ni con­ces­se agli Enti.
Te­nu­to conto di tali no­ta­zio­ni, oc­cor­re re­spin­ge­re la ri­chie­sta (for­mu­la­ta dalla di­fe­sa del­l’On. Gen­ti­le) di ri­mes­sio­ne, alle Se­zio­ni riu­ni­te di que­sta Corte, della que­stio­ne di mas­si­ma re­la­ti­va al­l’as­se­ri­to re­cu­pe­ro per in­te­ro delle somme e, dun­que, della in­sus­si­sten­za del danno.
La po­stu­la­ta ri­mes­sio­ne è stata avan­za­ta per con­tra­sto (as­se­ri­to) della giu­ri­spru­den­za della lo­ca­le Se­zio­ne di Ap­pel­lo della Corte con quel­la della III Se­zio­ne cen­tra­le ( sen­ten­za 187/2007).
In real­tà, in di­spar­te quan­to sopra evi­den­zia­to, sol pre­stan­do at­ten­zio­ne alla sen­ten­za evo­ca­ta (sen­ten­za della III Se­zio­ne cen­tra­le, n. 187/2007), si legge te­stual­men­te che “ anche se è in­du­bi­ta­bi­le che il re­cu­pe­ro di cui al­l'art. 3 r.d.l. n. 295/1939 non esclu­de il giu­di­zio di re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va a ca­ri­co di co­lo­ro che ab­bia­no di­spo­sto o con­sen­ti­to gli in­de­bi­ti pa­ga­men­ti di re­tri­bu­zio­ni o pen­sio­ni, tale giu­di­zio non può pre­scin­de­re dall’ at­tua­li­tà del danno, re­qui­si­to che, come esat­ta­men­te af­fer­ma­to dalla Se­zio­ne ter­ri­to­ria­le, non può coe­si­ste­re con un pro­ce­di­men­to di re­cu­pe­ro in atto il cui prov­ve­di­men­to di­spo­si­ti­vo non sia stato im­pu­gna­to dalla parte de­bi­tri­ce”.
La man­can­za, già nella de­li­nea­ta pro­spet­ta­zio­ne, di alcun con­tra­st, rende age­vo­le la reie­zio­ne della ri­chie­sta in esame.
4. Il Di Fran­ce­sca ha, poi, de­dot­to la nul­li­tà o co­mun­que im­pro­ce­di­bi­li­tà o inam­mis­si­bi­li­tà della ci­ta­zio­ne per vio­la­zio­ne del­l’art. 163 cpc. e art. 3 r.d. 13/8/1933 n. 1038.
L'ec­ce­zio­ne è priva di pre­gio.
Que­st’ul­ti­ma (di­fe­sa) ha con­tro­de­dot­to non ge­ne­ri­ca­men­te, ma pun­tual­men­te in or­di­ne ai fatti im­pu­ta­ti a cia­scun sin­go­lo con­ve­nu­to (C. Conti Lazio, Sez. giu­ri­sdiz., 03/12/2010, n. 2350): ciò di­mo­stra, sem­mai, la com­ple­tez­za e con­tez­za degli ele­men­ti of­fer­ti dal PM.
In di­spar­te tali con­si­de­ra­zio­ni, l’at­to in­tro­dut­ti­vo ap­pa­re tutto fuor­chè ge­ne­ri­co e in­de­ter­mi­na­to.
Certo, la pro­spet­ta­zio­ne può es­se­re con­di­vi­si­bi­le o meno, ma non può pre­di­car­si, af­fat­to, un’as­se­ri­ta in­de­ter­mi­na­tez­za o ge­ne­ri­ci­tà.
5. Va, del pari, ri­get­ta­ta l’ec­ce­zio­ne di com­pen­sa­zio­ne sol­le­va­ta dalla di­fe­sa della dott.​ssa Mon­te­ros­so, nel ri­fles­so che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le avreb­be com­pen­sa­to i pro­pri cre­di­ti verso gli enti di for­ma­zio­ne, de­ri­van­ti dal­l’an­nul­la­men­to in au­to­tu­te­la delle in­te­gra­zio­ni, con i pro­pri de­bi­ti verso i me­de­si­mi enti, emer­gen­ti dai pro­get­ti for­ma­ti­vi fi­nan­zia­ti negli anni suc­ces­si­vi.
Rebus sic stan­ti­bus, trat­ta­si, però , di un cre­di­to che non può tro­va­re com­pen­sa­zio­ne con il de­bi­to at­tua­le in quan­to, ai fini della com­pen­sa­zio­ne, oc­cor­re che i cre­di­ti siano certi , li­qui­di ed esi­gi­bi­li.
Sul punto, si os­ser­va che, nel caso in spe­cie, non vi è af­fat­to cer­tez­za del cre­di­to, per­ché i cre­di­ti sono di­so­mo­ge­nei e per­ché non ven­go­no fatte le ren­di­con­ta­zio­ni.
6. Sem­pre in via pre­li­mi­na­re, il Col­le­gio deve esa­mi­na­re la ri­chie­sta for­mu­la­ta dalle parti di in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio nei con­fron­ti degli Enti be­ne­fi­cia­ri, nei con­fron­ti di altri sog­get­ti che do­vreb­be­ro, se del caso, ri­spon­de­re a pieno ti­to­lo della re­spon­sa­bi­li­tà oggi con­te­sta­ta ( dott.​ri. Cen­tor­ri­no, Al­bert e Ra­gio­nie­re Ge­ne­ra­le pro tem­po­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na e com­po­nen­ti della CRI ).
La ri­chie­sta è in­fon­da­ta.
An­zi­tut­to, si ri­cor­da che la plu­ri­sog­get­ti­vi­tà dei rap­por­ti ob­bli­ga­to­ri, anche ri­sar­ci­to­ri, non con­fi­gu­ra una con­di­zio­ne per il li­ti­scon­sor­zio ne­ces­sa­rio.
Re­pu­ta, in­fat­ti, il Col­le­gio che non sia con­sen­ti­to alla Corte dei conti di­spor­re l'in­te­gra­zio­ne del con­trad­dit­to­rio nei con­fron­ti di sog­get­ti ini­zial­men­te non con­ve­nu­ti in giu­di­zio sulla base di mo­ti­va­te ar­go­men­ta­zio­ni con­te­nu­te nel­l'at­to in­tro­dut­ti­vo del giu­di­zio, anche per ef­fet­to del­l’in­ter­ve­nu­ta mo­di­fi­ca­zio­ne degli ele­men­ti che ca­rat­te­riz­za­no la re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va, quali la par­zia­rie­tà e la per­so­na­li­tà, che im­pon­go­no al giu­di­ce di va­lu­ta­re ed even­tual­men­te con­dan­na­re cia­scun con­cor­ren­te esclu­si­va­men­te per l'ef­fi­cien­za cau­sa­le che il suo com­por­ta­men­to ha as­sun­to nella pro­du­zio­ne del danno, a pre­scin­de­re da quel­lo di ipo­te­ti­ci cor­re­spon­sa­bi­li ( C. Conti Si­ci­lia, Sez. giu­ri­sdiz., 26/02/2001, n.22).
Del resto, la pro­spet­ta­zio­ne del danno (fatta dal re­qui­ren­te)
è cor­re­la­ta al com­por­ta­men­to dei vari sog­get­ti, che, agen­do in con­tra­sto con i do­ve­ri di uf­fi­cio in vio­la­zio­ne della nor­ma­ti­va di ri­fe­ri­men­to, avreb­be­ro ri­te­nu­to am­mis­si­bi­le e, quin­di, con­ces­so ed ero­ga­to il fi­nan­zia­men­to in­te­gra­ti­vo in ac­co­gli­men­to delle ri­chie­ste re­la­ti­ve ad un pre­sun­to mag­gio­re costo che sa­reb­be stato so­ste­nu­to per il per­so­na­le ap­pli­ca­to nella ge­stio­ne dei pro­get­ti in que­stio­ne. Ciò viene a co­sti­tui­re spesa che non può es­se­re com­pre­sa nei pro­get­ti ap­pro­va­ti, in quan­to ec­ce­den­te i fi­nan­zia­men­ti as­se­gna­ti per l’an­no 2007; il danno è , dun­que, pre­di­ca­bi­le sol­tan­to come con­se­guen­za della con­dot­ta im­pu­ta­bi­le agli odier­ni con­ve­nu­ti, ri­te­nu­ti re­spon­sa­bi­li nella pro­spet­ta­zio­ne at­to­rea.
7. Di­sat­te­se le ec­ce­zio­ni pre­li­mi­na­ri, re­pu­ta il Col­le­gio di dover esa­mi­na­re l’ec­ce­zio­ne di pre­scri­zio­ne del di­rit­to al ri­sar­ci­men­to del danno sol­le­va­ta dai con­ve­nu­ti Russo, Di Fran­ce­sca e Di Bar­to­lo.
L’ec­ce­zio­ne è in­fon­da­ta.
Com'è noto, ai sensi del­l'art. 1 comma 2, della legge n. 20 del 14 gen­na­io 1994, come so­sti­tui­to dal­l'art. 3, comma 1, lett. B) l. 20.12.1996, n. 639, il di­rit­to al ri­sar­ci­men­to del danno era­ria­le si pre­scri­ve in cin­que anni, de­cor­ren­ti dalla data in cui si è ve­ri­fi­ca­to il fatto dan­no­so, ov­ve­ro, in caso di oc­cul­ta­men­to do­lo­so del danno, dalla data della sua sco­per­ta.
Per fatto dan­no­so deve in­ten­der­si, in ge­ne­ra­le, non il mo­men­to del com­por­ta­men­to dif­for­me dalle re­go­le, ma quel­lo del ve­ri­fi­car­si del­l'e­ven­tus damni: è da tale mo­men­to che l'or­ga­no in­qui­ren­te con­ta­bi­le può le­git­ti­ma­men­te eser­ci­ta­re l'ac­tio damni (ex plu­ri­mis, C.​conti Sez. I n. 130 del 12.05.1998; id. n. 441 del 16.12.2002;id Sez. II n. 339 del 11.11.2002).
In par­ti­co­la­re, la giu­ri­spru­den­za con­so­li­da­ta di que­sta Corte af­fer­ma che, in tema di re­spon­sa­bi­li­tà per ero­ga­zio­ne di somme non do­vu­te, la pre­scri­zio­ne de­cor­re dal mo­men­to in cui av­vie­ne il pa­ga­men­to, senza che si debba tener conto della data del fatto che ha reso do­vu­ta l'e­ro­ga­zio­ne (ex mul­tis, C.​conti, Sez. Giur.​le I n. 272 del 01.08.2002; id. Sez. I n. 304 del 18.09.2003; id. Sez. II n. 97 del 26.03.2002; id. Sez. III n. 343 del 23.07.2003).
Non v’è dub­bio che nes­su­na pre­scri­zio­ne può dirsi de­cor­sa, con­si­de­ra­te le date di ero­ga­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti, tanto più che l’at­to di ci­ta­zio­ne ri­sul­ta pre­ce­du­to da in­vi­ti a de­dur­re con va­len­za in­ter­rut­ti­va della pre­scri­zio­ne (C. Conti, Sez. riu­ni­te, 20/12/2000, n.14).
8. Si passa ora ad esa­mi­na­re la ri­chie­sta for­mu­la­ta, in via istrut­to­ria, di pro­ce­de­re all’ am­mis­sio­ne della prova per testi non­ché di ac­qui­si­zio­ne di do­cu­men­ta­zio­ne.
Or­be­ne, la pre­vi­sio­ne di cui al­l'art. 15 r.d. 13 ago­sto 1933 n. 1038, se­con­do cui la Corte dei conti può "di­spor­re l'as­sun­zio­ne di te­sti­mo­ni ed am­met­te­re gli altri mezzi istrut­to­ri che cre­de­rà del caso...", trova ap­pli­ca­zio­ne ove si trat­ti di ac­qui­si­re prove o mezzi di prova da for­ma­re in giu­di­zio e in oc­ca­sio­ne di esso (prove co­sti­tuen­de), me­dian­te ope­ra­zio­ni che ven­go­no com­piu­te dal giu­di­ce per la co­gni­zio­ne dei fatti ri­le­van­ti per la de­ci­sio­ne.
Si ri­le­va, però, che le de­dot­te prove non ap­pa­io­no ri­le­van­ti ai fini del de­ci­de­re, te­nu­to conto del ma­te­ria­le pro­ba­to­rio con­te­nu­to nel fa­sci­co­lo pro­ces­sua­le.
9. Quan­to ai pro­fi­li del me­ri­to si os­ser­va quan­to segue.
9.1. Le norme che in­te­gra­no la di­sci­pli­na qua­dro di ri­fe­ri­men­to nel­l’am­bi­to della Re­gio­ne Si­ci­lia sono con­te­nu­te nella LR 6 marzo 1976, n. 24, ru­bri­ca­ta «Ad­de­stra­men­to pro­fes­sio­na­le dei la­vo­ra­to­ri».
In virtù di tale legge, l’a­zio­ne for­ma­ti­va è tesa ad of­fri­re un ser­vi­zio pub­bli­co volto a fa­vo­ri­re lo svi­lup­po della per­so­na­li­tà, della cul­tu­ra e delle ca­pa­ci­tà tec­ni­che dei la­vo­ra­to­ri, e po­ten­zia­re le oc­ca­sio­ni di più ele­va­ta ca­pa­ci­tà pro­fes­sio­na­le, onde age­vo­la­re l'al­lar­ga­men­to delle pos­si­bi­li­tà di oc­cu­pa­zio­ne (art. 1, comma 2).
Ruolo fon­da­men­ta­le per la con­cre­ta at­tua­zio­ne di tale azio­ne as­su­me l’As­ses­so­ra­to Re­gio­na­le del La­vo­ro e della Coo­pe­ra­zio­ne (ora del­l’I­stru­zio­ne e della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le), one­ra­to di pro­muo­ve­re, pro­gram­ma­re, di­ri­ge­re e coor­di­na­re le ini­zia­ti­ve di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le (art. 1, comma 1).
L'As­ses­so­ra­to, in base alla pre­vi­sio­ne con­te­nu­ta nel­l’art. 4, rea­liz­za i corsi e le altre ini­zia­ti­ve for­ma­ti­ve av­va­len­do­si, fra l’al­tro, per quan­to di ri­lie­vo in que­sta sede, «degli enti giu­ri­di­ca­men­te ri­co­no­sciu­ti o di fatto e delle loro re­la­ti­ve forme as­so­cia­ti­ve, che ab­bia­no per fine, senza scopo di lucro, la for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le».
L’art. 5 pre­ve­de che l’As­ses­so­ra­to re­gio­na­le «pro­ce­de ogni anno alla ela­bo­ra­zio­ne del piano re­gio­na­le per la for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le», volto, fra l’al­tro, a «c) ope­ra­re una ri­go­ro­sa se­le­zio­ne delle ini­zia­ti­ve da am­met­te­re a con­tri­bu­to, sotto il pro­fi­lo del­l'ef­fi­cien­za e del­l'i­do­nei­tà tec­ni­ca dei cen­tri e del­l'a­de­ren­za delle pro­po­ste ai pro­gram­mi re­gio­na­li».
Per il fi­nan­zia­men­to del­l’at­ti­vi­tà di for­ma­zio­ne ester­na­liz­za­ta, l’art. 9 della legge re­gio­na­le di­spo­ne che, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le, oltre a farsi ca­ri­co del­l’o­ne­re re­la­ti­vo al­l’as­se­gno gior­na­lie­ro di fre­quen­za da cor­ri­spon­de­re a cia­scun al­lie­vo e degli oneri per la si­ste­ma­zio­ne con­vit­tua­le o se­mi-con­vit­tua­le per gli al­lie­vi me­de­si­mi, ero­ghi un con­tri­bu­to che «potrà, inol­tre, co­pri­re le spese re­la­ti­ve:
a) al­l'as­si­sten­za fi­sio­psi­chi­ca ai fini del­l'o­rien­ta­men­to pro­fes­sio­na­le ed alle vi­si­te me­di­che pe­rio­di­che (…);
b) al­l'ac­qui­sto del ma­te­ria­le di­dat­ti­co e di ra­pi­do con­su­mo nella mi­su­ra mi­ni­ma di una quota al­lie­vo (…);
c) al tra­spor­to degli al­lie­vi che non usu­frui­sco­no di si­ste­ma­zio­ne con­vit­tua­le;
d) agli oneri re­la­ti­vi al­l'as­si­cu­ra­zio­ne con­tro gli in­for­tu­ni per gli al­lie­vi e per il per­so­na­le ad­det­to ai corsi;
e) alla re­tri­bu­zio­ne ed agli oneri so­cia­li di legge e con­trat­tua­li per il per­so­na­le degli enti;
f) al­l'ac­qui­sto di mac­chi­na­ri ed at­trez­za­tu­re, agli am­mor­ta­men­ti, alla ma­nu­ten­zio­ne degli im­mo­bi­li, al­l'am­plia­men­to e riam­mo­der­na­men­to dei cen­tri, al­l'e­li­mi­na­zio­ne delle bar­rie­re ar­chi­tet­to­ni­che;
g) al­l'or­ga­niz­za­zio­ne e ge­stio­ne dei cen­tri e dei corsi di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le;
h) al fun­zio­na­men­to delle com­mis­sio­ni di cui al­l'art. 12 ed al­l'art. 15.
i) alla re­tri­bu­zio­ne ed ai re­la­ti­vi oneri so­cia­li per gli ope­ra­to­ri do­cen­ti e non do­cen­ti degli enti di for­ma­zio­ne, nel pe­rio­do che in­ter­cor­re tra la chiu­su­ra di un anno for­ma­ti­vo e l'i­ni­zio del suc­ces­si­vo e per un mas­si­mo di due mesi ogni anno o fra­zio­ne di anno non in­fe­rio­re a sette mesi di ser­vi­zio (…)».
9.2. Nel­l’am­bi­to di tali pre­vi­sio­ni nor­ma­ti­ve, ar­ric­chi­te dalle pre­scri­zio­ni di prin­ci­pio con­te­nu­te nella “Legge qua­dro in ma­te­ria di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le” 21/12/1978, n. 845 e da altre pre­scri­zio­ni di det­ta­glio di fonte re­gio­na­le, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le ha ema­na­to la Cir­co­la­re 11 giu­gno 2004, n. 6, con­te­nen­te le “Di­ret­ti­ve per la pre­sen­ta­zio­ne delle istan­ze, lo svol­gi­men­to e la ren­di­con­ta­zio­ne dei pro­get­ti for­ma­ti­vi”.
In tale atto l’am­mi­ni­stra­zio­ne for­ni­va in­di­ca­zio­ni in via ge­ne­ra­le e astrat­ta in or­di­ne alle mo­da­li­tà cui do­ve­va­no com­por­tar­si in fu­tu­ro i pro­pri di­pen­den­ti e i pro­pri uf­fi­ci. In par­ti­co­la­re ve­ni­va spe­ci­fi­ca­to che, ai fini della par­te­ci­pa­zio­ne alla se­le­zio­ne an­nual­men­te ban­di­ta, gli enti in­te­res­sa­ti do­ve­va­no pre­sen­ta­re istan­za di fi­nan­zia­men­to per i pro­get­ti for­ma­ti­vi.
L’im­por­to del­l’au­spi­ca­to fi­nan­zia­men­to è pre­ven­ti­va­to dal ri­chie­den­te con­si­de­ran­do le ca­te­go­rie di spese am­mis­si­bi­li, espres­sa­men­te pre­vi­ste.
Una volta ope­ra­ta la se­le­zio­ne, viene re­dat­to il Piano re­gio­na­le del­l’Of­fer­ta For­ma­ti­va re­la­ti­vo al­l’an­no di ri­fe­ri­men­to, nel quale, per cia­scun pro­get­to for­ma­ti­vo, è de­ter­mi­na­to l’am­mon­ta­re del fi­nan­zia­men­to.
A ter­mi­ni del cap. II, par. 6, 3° cpv, «Per i pro­get­ti in­se­ri­ti nel Piano re­gio­na­le del­l’Of­fer­ta For­ma­ti­va - P.R.O.F – il tetto mas­si­mo delle ri­sor­se ri­co­no­sci­bi­li è rap­pre­sen­ta­to dagli im­por­ti as­se­gna­ti con i prov­ve­di­men­ti di fi­nan­zia­men­to».
La Cir­co­la­re (Cap. V, par. 9) pre­ve­de, poi, che, nel­l’i­po­te­si in cui l’in­ter­ven­to ri­sul­ti am­mes­so a fi­nan­zia­men­to, il rap­por­to del sog­get­to se­le­zio­na­to con il Di­par­ti­men­to re­gio­na­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le sia re­go­la­to da ap­po­si­to atto di ade­sio­ne, se­con­do un mo­del­lo pre­de­ter­mi­na­to, al­le­ga­to alla cir­co­la­re, che dovrà es­se­re sot­to­scrit­to prima del­l’av­vio, pena l’i­nam­mis­si­bi­li­tà delle spese so­ste­nu­te an­te­ce­den­te­men­te. In tale mo­del­lo è pre­vi­sto che il sog­get­to se­le­zio­na­to per svol­ge­re l’at­ti­vi­tà for­ma­ti­va espres­sa­men­te ac­cet­ti «che il fi­nan­zia­men­to as­se­gna­to con il prov­ve­di­men­to am­mi­ni­stra­ti­vo di am­mis­sio­ne ci­ta­to nel pre­sen­te atto di ade­sio­ne è solo prov­vi­so­ria­men­te ri­co­no­sciu­to e co­sti­tui­sce li­mi­te mas­si­mo di spesa».
L’ in­su­pe­ra­bi­li­tà del fi­nan­zia­men­to è ri­ba­di­ta anche nel Cap. III, par. 1.1. 6° cpv, ove, nel di­sci­pli­na­re gli “obiet­ti­vi, mo­da­li­tà e ter­mi­ni di pre­sen­ta­zio­ne delle istan­ze”, si af­fer­ma che «Il fi­nan­zia­men­to con­ces­so rap­pre­sen­ta la mi­su­ra mas­si­ma del con­tri­bu­to ero­ga­bi­le, anche nel­l’i­po­te­si in cui le spese am­mis­si­bi­li e do­cu­men­ta­te su­pe­ri­no quel­le pre­ven­ti­va­te» non­ché nel Cap. VIII, par. 1.1, ri­guar­dan­te la re­go­la­men­ta­zio­ne del­l’at­ti­vi­tà di ve­ri­fi­ca degli uf­fi­ci sui ren­di­con­ti dei be­ne­fi­cia­ri del fi­nan­zia­men­to, dove è pre­vi­sto che «Il fi­nan­zia­men­to con­ces­so rap­pre­sen­ta la mi­su­ra mas­si­ma del con­tri­bu­to ero­ga­bi­le, anche nel­l’i­po­te­si in cui le spese am­mis­si­bi­li e do­cu­men­ta­te su­pe­ri­no quel­le pre­ven­ti­va­te».
Tale cir­co­la­re, dun­que, ri­ba­di­sce, più volte e a chia­re let­te­re, il prin­ci­pio se­con­do cui la con­si­sten­za del fi­nan­zia­men­to de­ter­mi­na­ta nel PROF co­sti­tui­sce una so­glia non su­pe­ra­bi­le.
9.3. Ne­ces­si­ta ac­cla­ra­re se tale li­mi­te si im­po­ne­va anche in re­la­zio­ne al PROF 2007, cui af­fe­ri­sco­no i pro­get­ti ri­fi­nan­zia­ti sopra spe­ci­fi­ca­ti.
Tale ve­ri­fi­ca è det­ta­ta dal ri­lie­vo, messo in luce dai con­ve­nu­ti, che la pre­ci­ta­ta cir­co­la­re aveva una «va­li­di­tà ge­ne­ra­le sino al 31 di­cem­bre 2006». Dun­que, se­con­do, la de­du­zio­ne sol­le­va­ta, ri­sul­te­reb­be ca­ren­te di forza pre­cet­ti­va nel pe­rio­do cui si ri­fe­ri­sco­no i fatti di causa.
Come già ri­te­nu­to da que­sta Se­zio­ne, in altra com­po­si­zio­ne (sen­ten­za n. 2947/2012), la do­glian­za non è con­di­vi­si­bi­le.
Sem­bra ba­ste­vo­le, per con­fu­tar­la, ri­le­va­re che il con­te­nu­to com­ples­si­vo della pre­vi­sio­ne ri­guar­dan­te il li­mi­te tem­po­ra­le fi­na­le del­l’ef­fi­ca­cia della cir­co­la­re non in­du­ce, in alcun modo, a ri­te­ne­re che, alla data in­di­ca­ta, avreb­be avuto luogo il com­ple­to ed ir­re­ver­si­bi­le de­po­ten­zia­men­to della forza pre­cet­ti­va del­l’at­to.
L’in­di­ca­zio­ne della data è ac­com­pa­gna­ta, in­fat­ti, dalla pun­tua­liz­za­zio­ne che «ed è sog­get­ta ad in­te­gra­zio­ni e ag­gior­na­men­ti pe­rio­di­ci, qua­lo­ra ne­ces­sa­ri».
Que­sta for­mu­la sa­reb­be su­per­flua se, con essa, l’Am­mi­ni­stra­zio­ne aves­se vo­lu­to af­fer­ma­re il man­te­ni­men­to del po­te­re di emen­da­re il con­te­nu­to della cir­co­la­re: con o senza quel­la pre­ci­sa­zio­ne, co­mun­que, sa­reb­be stato pos­si­bi­le ap­por­ta­re, per mo­ti­va­te esi­gen­ze, mo­di­fi­che ed in­te­gra­zio­ni al testo.
A ben ve­de­re, quel­la pre­ci­sa­zio­ne im­pli­ci­ta­men­te, ma in modo per­spi­cuo, è da in­ten­de­re come pro­te­sa a sta­bi­li­re la per­du­ran­te ef­fi­ca­cia delle pre­scri­zio­ni con­te­nu­te nella cir­co­la­re anche oltre la so­glia tem­po­ra­le in­di­ca­ta, salvo even­tua­li in­ter­ven­ti di ma­nu­ten­zio­ne im­po­sti da cir­co­stan­ze con­tin­gen­ti.
In ogni caso, di­ri­men­te è la con­sta­ta­zio­ne se­con­do cui la cir­co­la­re è stata espres­sa­men­te evo­ca­ta nei prov­ve­di­men­ti che hanno ri­guar­da­to i pro­get­ti am­mes­si al fi­nan­zia­men­to per l’an­no for­ma­ti­vo 2007.
Tale ri­chia­mo non può che avere na­tu­ra re­cet­ti­zia e rende ap­pli­ca­bi­li le pre­scri­zio­ni con­te­nu­te nella cir­co­la­re, in­di­pen­den­te­men­te dai con­fi­ni tem­po­ra­li di ef­fi­ca­cia che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne aveva avuto in animo di li­mi­ta­re.
Il ter­mi­ne con­clu­si­vo di ef­fi­ca­cia della ci­ta­ta cir­co­la­re, dun­que, non è di­ve­nu­to ope­ra­ti­vo, da un lato, per­ché, non si sono ma­ni­fe­sta­te esi­gen­ze di in­te­gra­zio­ni ed ag­gior­na­men­ti, e quin­di non si è fatto luogo ad in­ter­ven­ti emen­da­ti­vi del testo ori­gi­na­ria­men­te ela­bo­ra­to, e, dal­l’al­tro, per­ché, at­tra­ver­so il di­ret­to ri­chia­mo della cir­co­la­re, nei prov­ve­di­men­ti re­la­ti­vi alla for­ma­zio­ne per l’an­no 2007, sono stati im­por­ta­ti i con­te­nu­ti pre­cet­ti­vi della stes­sa, fra i quali anche quel­li ri­guar­dan­ti la non in­cre­men­ta­bi­li­tà della mi­su­ra del fi­nan­zia­men­to ini­zial­men­te ac­cor­da­to.
A suf­fra­ga­re il con­vin­ci­men­to della piena ope­ra­ti­vi­tà di tale in­su­pe­ra­bi­le li­mi­te, vanno svol­te due no­ta­zio­ni.
La prima ri­po­sa nel fatto che l’o­sta­co­lo al­l’in­te­gra­zio­ne del fi­nan­zia­men­to as­se­gna­to in sede di ela­bo­ra­zio­ne del PROF 2007 era tal­men­te chia­ro ed ine­lu­di­bi­le che, per su­pe­rar­lo, è stato ne­ces­sa­rio far ri­cor­so ad una ap­po­si­ta norma di legge, che au­to­riz­zas­se l’Am­mi­ni­stra­zio­ne ad agire in de­ro­ga.
Ciò è ac­ca­du­to con l’art. 39 della LR 23/12/2002, n. 23, con il quale è stata pre­vi­sta l’as­se­gna­zio­ne di ri­sor­se ag­giun­ti­ve agli enti ge­sto­ri di at­ti­vi­tà for­ma­ti­ve già am­mes­se a fi­nan­zia­men­to, de­sti­na­te al­l’im­pie­go per le spese del per­so­na­le.
D’al­tro canto, non può es­se­re igno­ra­to che il fi­nan­zia­men­to è stato con­ces­so al­l’e­si­to di una pro­ce­du­ra se­let­ti­va pub­bli­ca per la par­te­ci­pa­zio­ne alla quale era in­di­spen­sa­bi­le la for­mu­la­zio­ne di un pre­ven­ti­vo di spesa, ar­ti­co­la­to per ma­cro­ca­te­go­rie, te­nen­do conto dei pa­ra­me­tri di ri­fe­ri­men­to pre­via­men­te de­ter­mi­na­ti.
La mi­su­ra mas­si­ma del con­tri­bu­to ero­ga­bi­le co­sti­tui­sce, cer­ta­men­te, una va­ria­bi­le non se­con­da­ria, in grado di in­ci­de­re sulle di­na­mi­che con­cor­ren­zia­li, al­te­ran­do­le in modo assai si­gni­fi­ca­ti­vo.
La pos­si­bi­li­tà per l’e­ro­ga­to­re del fi­nan­zia­men­to di in­cre­men­tar­ne la con­si­sten­za a ri­chie­sta del be­ne­fi­cia­rio, so­prat­tut­to per ra­gio­ni non pre­ven­ti­va­men­te e pub­bli­ca­men­te osten­ta­te, in­fat­ti, fi­ni­reb­be per al­te­ra­re il fi­sio­lo­gi­co svol­gi­men­to delle pro­ce­du­re per l’e­ster­na­liz­za­zio­ne di un pub­bli­co ser­vi­zio, fi­na­liz­za­te a ga­ran­ti­re una cor­ret­ta al­lo­ca­zio­ne delle in­gen­ti ri­sor­se pub­bli­che de­sti­na­ta alla for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le.
Quel­la pos­si­bi­li­tà, in de­fi­ni­ti­va, col­lo­che­reb­be i sog­get­ti se­le­zio­na­ti, già de­sti­na­ta­ri di un fi­nan­zia­men­to dagli stes­si sti­ma­to con­grua­men­te re­mu­ne­ra­ti­vo del­l’at­ti­vi­tà di for­ma­zio­ne, in una po­si­zio­ne di in­giu­sti­fi­ca­to pri­vi­le­gio, po­ten­do be­ne­fi­cia­re di fi­nan­zia­men­ti ag­giun­ti­vi per eve­nien­ze che or­di­na­ria­men­te si ve­ri­fi­ca­no nei rap­por­ti di du­ra­ta (nella spe­cie, pe­ral­tro, assai breve, es­sen­do an­nua­le).
La sus­si­sten­za di og­get­ti­ve pre­clu­sio­ni alla pos­si­bi­li­tà di in­te­gra­re la con­si­sten­za del fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­ria­men­te de­ter­mi­na­ta, in­fi­ne, è tal­men­te, chia­ra che - come ri­sul­ta dal ver­ba­le del­l’au­di­zio­ne, svol­ta­si in data 8/5/2012 su vi­cen­de ana­lo­ghe a quel­le qui esa­mi­na­te, ver­sa­to in atti in data 11/6/2012 – l’al­lo­ra Di­ri­gen­te Ge­ne­ra­le del Di­par­ti­men­to re­gio­na­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le ha di­chia­ra­to che «non esi­ste la pos­si­bi­li­tà giu­ri­di­ca di in­te­gra­re in esu­be­ro il tetto del fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­rio».
Del resto, come esat­ta­men­te (e in modo con­di­vi­si­bi­le) ha pre­ci­sa­to la Se­zio­ne di Ap­pel­lo ( sen­ten­za n. 259/A/2013)
“ espres­sio­ne car­di­ne del prin­ci­pio di non in­cre­men­ta­bi­li­tà siano da con­si­de­ra­re le li­mi­ta­zio­ni con­te­nu­te nella legge re­gio­na­le n. 24 del 1976 e suc­ces­si­ve mo­di­fi­che ed in­te­gra­zio­ni, che ha det­ta­to la nor­ma­ti­va fon­da­men­ta­le della Re­gio­ne Si­ci­lia­na sulle ini­zia­ti­ve di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le e sulla pro­mo­zio­ne, isti­tu­zio­ne, e fi­nan­zia­men­to da parte della am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le dei corsi di for­ma­zio­ne; tali li­mi­ta­zio­ni sono espli­ci­ta­te nella cir­co­la­re ap­pli­ca­ti­va n. 6 del 2004, a cui viene fatto ampio ri­fe­ri­men­to nei prov­ve­di­men­ti emes­si per l’e­ro­ga­zio­ne delle in­te­gra­zio­ni…”.
Tale pre­clu­sio­ne non viene meno nep­pu­re lad­do­ve si vo­glia va­lo­riz­za­re la causa che ha dato ori­gi­ne alla ri­chie­sta di in­te­gra­zio­ne del fi­nan­zia­men­to, ossia la ne­ces­si­tà di con­sen­ti­re al­l’en­te at­tua­to­re dei pro­gram­mi for­ma­ti­vi, di ga­ran­ti­re ai pro­pri ope­ra­to­ri il trat­ta­men­to eco­no­mi­co sta­bi­li­to dal con­trat­to col­let­ti­vo na­zio­na­le di ca­te­go­ria.
9. 4. In di­spar­te la con­si­de­ra­zio­ne che, in ge­ne­ra­le, per la chia­ra di­sci­pli­na di set­to­re (espres­sa­men­te ac­cet­ta­ta dal­l’en­te con l’at­to di ade­sio­ne), non pos­so­no ri­per­cuo­ter­si sul­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne le vi­cen­de, suc­ces­si­ve alla ela­bo­ra­zio­ne del PROF, che in­flui­sco­no sui costi azien­da­li e che al­te­ra­no l’e­qui­li­brio di con­ve­nien­za ri­te­nu­to ac­cet­ta­bi­le dal­l’en­te, al­lor­quan­do ha chie­sto di par­te­ci­pa­re alla se­le­zio­ne pub­bli­ca, con­fer­ma­no la in­sen­si­bi­li­tà del pa­tri­mo­nio re­gio­na­le alle pre­vi­sio­ni della con­trat­ta­zio­ne col­let­ti­va le con­si­de­ra­zio­ni ope­ra­te dalla Corte Co­sti­tu­zio­na­le nelle sen­ten­ze nn. 437/1994, 407/1995 e 127/1996.
In tali ar­re­sti, nello scru­ti­na­re la le­git­ti­mi­tà co­sti­tu­zio­na­le di norme re­gio­na­li con­cer­nen­ti i rap­por­ti tra Re­gio­ne Si­ci­lia­na ed enti di for­ma­zio­ne, il Giu­di­ce delle leggi ha esclu­so la pos­si­bi­li­tà di un ri­bal­ta­men­to sul­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne del ca­ri­co re­tri­bu­ti­vo gra­van­te sugli enti che si av­val­go­no del per­so­na­le cui deve ap­pli­car­si il con­trat­to col­let­ti­vo, non es­sen­do la me­de­si­ma Am­mi­ni­stra­zio­ne gra­va­ta di ob­bli­ghi as­si­sten­zia­li nei con­fron­ti degli ope­ra­to­ri della for­ma­zio­ne.
Quin­di, l’E­ra­rio re­gio­na­le non “è strut­tu­ral­men­te per­mea­bi­le alle vi­cen­de con­trat­tua­li ri­guar­dan­ti gli ope­ra­to­ri della for­ma­zio­ne e gli enti a be­ne­fi­cio dei quali tali sog­get­ti pre­sta­no la­vo­ro, né tale può di­ven­ta­re at­tra­ver­so il ri­co­no­sci­men­to di fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi”.
In pre­sen­za di tali ele­men­ti, sem­bra plau­si­bi­le ri­te­ne­re che l’e­si­gen­za di ri­spet­ta­te il prin­ci­pio di non in­cre­men­ta­bi­li­tà del fi­nan­zia­men­to gravi sugli or­ga­ni com­pe­ten­ti della Re­gio­ne, che avreb­be­ro do­vu­to vi­gi­la­re in modo da evi­ta­re che tale prin­ci­pio fosse di­sat­te­so dagli enti di for­ma­zio­ne. Non è af­fat­to con­sen­ti­ta , in base alla nor­ma­ti­va sulla for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le vi­gen­te nella Re­gio­ne Si­ci­lia­na, l’am­mis­sio­ne al fi­nan­zia­men­to in­te­gra­ti­vo di mag­gio­ri costi nel­l’am­bi­to di un’at­ti­vi­tà au­to­riz­za­ta e dallo stes­so ente di for­ma­zio­ne ri­chie­sta ed ac­cet­ta­ta .
In tale con­te­sto, del pari con­di­vi­si­bi­li ap­pa­io­no le con­si­de­ra­zio­ni svol­te dalla Se­zio­ne di Ap­pel­lo per la Re­gio­ne Si­ci­lia­na in or­di­ne alla cor­ret­ta ese­ge­si del­l’art. 9 della legge re­gio­na­le 21/2007, se­con­do cui le eco­no­mie rea­liz­za­te sugli stan­zia­men­ti fi­na­liz­za­ti alla legge re­gio­na­le n. 24 del 1976 (at­ti­vi­tà di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le) pos­so­no es­se­re re­iscrit­te in bi­lan­cio, per es­se­re de­sti­na­te a in­ter­ven­ti fi­na­liz­za­ti alla me­de­si­ma legge.
L’in­ter­pre­ta­zio­ne più cor­ret­ta non è quel­la che con­sen­ta di vei­co­la­re le eco­no­mie per qual­si­vo­glia in­te­gra­zio­ne di spese, già au­to­no­ma­men­te ef­fet­tua­te dagli enti di for­ma­zio­ne, al di fuori delle pre­vi­sio­ni del Prof e, in ogni caso, non pro­gram­ma­te al­l’in­ter­no del pro­ce­di­men­to in cui av­vie­ne la se­le­zio­ne dei pro­get­ti da am­met­te­re al fi­nan­zia­men­to.
Ra­gio­ni di co­mu­ne buon senso (e di lo­gi­ca giu­ri­di­ca) fanno ri­te­ne­re che ciò esuli dalla ratio della legge. In­fat­ti, l’art. 6 della ci­ta­ta legge n. 24 del 1976, al­l’art. 2, sta­tui­sce che il piano re­gio­na­le an­nua­le è pre­di­spo­sto dal com­pe­ten­te As­ses­so­ra­to re­gio­na­le del­l’i­stru­zio­ne e della for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, sen­ti­to il pa­re­re ob­bli­ga­to­rio della Com­mis­sio­ne re­gio­na­le per la for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, anche sulla scor­ta delle pro­po­ste avan­za­te dagli enti di for­ma­zio­ne; al comma 4 sta­tui­sce che qua­lo­ra, suc­ces­si­va­men­te al­l’ap­pro­va­zio­ne del piano an­nua­le, do­ves­se­ro de­ter­mi­nar­si con­di­zio­ni par­ti­co­la­ri, l’As­ses­so­re re­gio­na­le (oggi dell’ istru­zio­ne e della for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le) è au­to­riz­za­to, sen­ti­to il pa­re­re ob­bli­ga­to­rio della pre­det­ta Com­mis­sio­ne re­gio­na­le, ad ap­por­ta­re mo­di­fi­che ed in­te­gra­zio­ni al piano stes­so.
Va esclu­so che le eco­no­mie rea­liz­za­te pos­sa­no es­se­re de­sti­na­te per at­ti­vi­tà che l’en­te ha già por­ta­to a ter­mi­ne sfo­ran­do i fi­nan­zia­men­ti as­se­gna­ti.
E’ age­vo­le pen­sa­re, al­lo­ra, che le eco­no­mie rea­liz­za­te non pos­sa­no che es­se­re de­sti­na­te, nel­l’ot­ti­ca dei prin­ci­pi di pro­gram­ma­zio­ne, eco­no­mi­ci­tà e tra­spa­ren­za, a nuovi in­ter­ven­ti che si ri­fe­ri­sco­no al­l’of­fer­ta for­ma­ti­va an­nua­le com­ples­si­va da met­te­re in campo se­con­do le ga­ran­zie e nel ri­spet­to delle pro­ce­du­re vo­lu­te sia per l’ap­pro­va­zio­ne del piano an­nua­le che per gli in­ter­ven­ti da ese­gui­re a mo­di­fi­ca ed in­te­gra­zio­ne del piano stes­so, come pre­vi­sto dal ci­ta­to art. 6, commi 2 e 4, della legge n. 24 del 1976 e suc­ces­si­ve mo­di­fi­che e in­te­gra­zio­ni.
Tali con­si­de­ra­zio­ni val­go­no anche nel caso in cui, me­dian­te l’e­ro­ga­zio­ne di in­te­gra­zio­ni di fondi, siano fi­nan­zia­ti mag­gio­ri costi del per­so­na­le che sa­reb­be stato im­pie­ga­to dal­l’en­te di for­ma­zio­ne nella ge­stio­ne dei corsi for­ma­ti­vi.
Il costo del per­so­na­le, in ogni caso, co­sti­tui­sce una com­po­nen­te della spesa , uni­ta­men­te alle altre pre­vi­ste per lo svol­gi­men­to dei corsi di for­ma­zio­ne, per cui non può es­se­re ri­ser­va­ta al costo del per­so­na­le un bi­na­rio di­ver­so per at­trar­re sup­ple­ti­vi fi­nan­zia­men­ti al di fuori di qual­sia­si con­trol­lo del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne pub­bli­ca ero­gan­te.
Le in­te­gra­zio­ni di fi­nan­zia­men­to as­sen­ti­te al di fuori delle nor­ma­li pro­ce­du­re pre­vi­ste dalla nor­ma­ti­va di legge, non si ap­pa­le­sa­no le­git­ti­me sol per­ché con esse siano fi­nan­zia­te mag­gio­ri spese per i costi re­tri­bu­ti­vi del per­so­na­le as­se­ri­ta­men­te so­ste­nu­te dagli enti di for­ma­zio­ne.
Non vale ad ac­cre­di­ta­re la le­git­ti­mi­tà del­l’e­ro­ga­zio­ne del­l’in­te­gra­zio­ne di­spo­sta in fa­vo­re degli Enti sopra cen­na­ti, la vi­gen­za ( as­se­ri­ta) di te­ne­re l’en­te di for­ma­zio­ne in­den­ne, sem­pre e co­mun­que, dai costi del per­so­na­le im­pie­ga­to nel­l’at­ti­vi­tà cor­sua­le e, quin­di, anche dagli even­tua­li mag­gio­ri costi de­ri­van­ti da au­men­ti re­tri­bu­ti­vi sta­bi­li­ti dal CCNL di ca­te­go­ria in­ter­ve­nu­ti du­ran­te la ge­stio­ne non co­per­ti dal de­cre­ta­to fi­nan­zia­men­to.
Si os­ser­va, in­fat­ti, che il comma 1 del­l’art. 2 della l.r. n. 25 del 1993 sta­bi­li­sce, in via di prin­ci­pio, che al per­so­na­le iscrit­to al­l’al­bo, pre­vi­sto dall’art. 14 della legge n. 24 del 1976, con rap­por­to di la­vo­ro in­de­ter­mi­na­to, è ga­ran­ti­ta la con­ti­nui­tà la­vo­ra­ti­va e ri­co­no­sciu­to il trat­ta­men­to eco­no­mi­co e nor­ma­ti­vo pre­vi­sto dal con­trat­to col­let­ti­vo na­zio­na­le di la­vo­ro di ca­te­go­ria. La qual­co­sa sta a si­gni­fi­ca­re che a detto per­so­na­le è ri­co­no­sciu­to lo sta­tus di ap­par­te­nen­te alla ca­te­go­ria del per­so­na­le della for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le a li­vel­lo na­zio­na­le.
Non ri­tie­ne il Col­le­gio che da tali pre­mes­se possa trar­si il con­vin­ci­men­to che gli oneri fi­nan­zia­ri ri­ca­da­no sem­pre e co­mun­que sul­l’am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­na­le.
La cir­co­stan­za, poi, che l’art. 39,comma 3, della legge re­gio­na­le n. 23 del 2002 im­pon­ga agli enti di for­ma­zio­ne l’ob­bli­go di ac­cen­de­re un ap­po­si­to conto da uti­liz­za­re esclu­si­va­men­te per le spese del per­so­na­le nella mi­su­ra ne­ces­sa­ria alla co­per­tu­ra in­te­gra­le della spesa, non sta certo a si­gni­fi­ca­re che il prin­ci­pio di non in­cre­men­ta­bi­li­tà del fi­nan­zia­men­to per ogni sin­go­la spesa di­ven­ti re­ces­si­vo, al­lor­chè siano pre­sen­ti costi che, co­mun­que, ri­guar­di­no la spesa per il per­so­na­le im­pie­ga­to nella ge­stio­ne dei pro­get­ti for­ma­ti­vi.
Il Le­gi­sla­to­re, con tale norma, ha vo­lu­to di­sci­pli­na­re l’at­ti­vi­tà di ge­stio­ne degli enti di for­ma­zio­ne per ren­der­la tra­spa­ren­te, pre­stan­do at­ten­zio­ne alle fi­na­li­tà del cor­ret­to uti­liz­zo dei fondi as­se­gna­ti.
In­fat­ti, per le fi­na­li­tà di cui al ci­ta­to 3° comma, il suc­ces­si­vo 4° comma sta­tui­sce , solo per l’e­ser­ci­zio fi­nan­zia­rio 2002, che il di­par­ti­men­to della for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le avreb­be po­tu­to au­to­riz­za­re gli enti ge­sto­ri di cui alla legge n. 24 del 1976 ad uti­liz­za­re gli avan­zi di ge­stio­ne ma­tu­ra­ti esclu­den­do qual­sia­si in­te­gra­zio­ne di fi­nan­zia­men­to da parte della Re­gio­ne oltre quel­lo de­cre­ta­to.
Non si rin­vie­ne altra norma di legge re­gio­na­le che abbia au­to­riz­za­to per gli eser­ci­zi suc­ces­si­vi il fi­nan­zia­men­to per le fi­na­li­tà suin­di­ca­te.
9.5. Nel solco dei prin­ci­pi af­fer­ma­ti da que­sta Se­zio­ne (sen­ten­za n. 2947/2012), poi con­fer­ma­ta dalla lo­ca­le Se­zio­ne di Ap­pel­lo (sen­ten­za n. 259/A/2013), ri­le­va que­st’Or­ga­no adito che la cor­ret­ta im­po­sta­zio­ne di fondo delle ero­ga­zio­ni dei fi­nan­zia­men­ti de­sti­na­ti alla for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le sia sol­tan­to quel­la della pro­gram­ma­zio­ne che, na­tu­ral­men­te, non in­ve­ste uni­ca­men­te la ti­po­lo­gia e le mo­da­li­tà di svol­gi­men­to delle at­ti­vi­tà for­ma­ti­va, ma anche i costi (in­di­ca­ti nei pro­get­ti da ese­gui­re) delle at­ti­vi­tà che sa­ran­no svol­te.
Ne con­se­gue che la quan­ti­fi­ca­zio­ne dei costi deve es­se­re svol­ta in via pre­ven­ti­va. Tale si­gni­fi­ca­to di pro­gram­ma­zio­ne trova fon­da­men­to, in via pri­ma­ria, nella legge n. 24 del 1976 e, in sede espli­ca­ti­va , nella cir­co­la­re as­ses­so­ria­le del 17 feb­bra­io 2003 n. 1/03, dove, per quan­to ri­guar­da il pos­si­bi­le in­cre­men­to dei costi, in par­ti­co­la­re di quel­li re­la­ti­vi al per­so­na­le im­pie­ga­to dagli enti ge­sto­ri per l’at­ti­vi­tà di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, è chia­ra­men­te in­di­ca­to che l’in­cre­men­to dei costi per il per­so­na­le non possa che av­ve­ni­re a saldo in­va­ria­to ri­mo­du­lan­do in di­mi­nu­zio­ne, se ne­ces­sa­rio, la di­stin­ta voce “ ge­stio­ne”.
10. Ac­cer­ta­ta, quin­di, la sus­si­sten­za del danno era­ria­le, co­sti­tui­to dal­l’e­sbor­so in­giu­sti­fi­ca­to, so­ste­nu­to per le in­te­gra­zio­ni di fi­nan­zia­men­to , come sopra de­scrit­te, e come tale non utile per le fi­na­li­tà che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne re­gio­nal, è chia­ma­ta a per­se­gui­re, in con­for­mi­tà della le­gi­sla­zio­ne del set­to­re della for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, ri­tie­ne il Col­le­gio che il danno era­ria­le su­bi­to dal­l’E­ra­rio re­gio­na­le sia pari al­l’im­por­to glo­ba­le dei fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi ero­ga­ti, de­trat­to l’im­por­to di cui l’Am­mi­ni­stra­zio­ne, nelle more della ce­le­bra­zio­ne del­l’o­dier­no pro­ces­so, è riu­sci­ta, ef­fet­ti­va­men­te, a re­cu­pe­ra­re, come espres­sa­men­te in­di­ca­to dal PM in udien­za, di guisa che gli im­por­ti di danno, per al­cu­ni con­ve­nu­ti, sono stati op­por­tu­na­men­te ri­de­ter­mi­na­ti.
In­di­pen­den­te­men­te dalle cau­sa­li che hanno de­ter­mi­na­to la lie­vi­ta­zio­ne delle spese so­ste­nu­te dal­l’en­te di for­ma­zio­ne, per quan­to sopra evi­den­zia­to, i fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi co­sti­tui­sco­no un esbor­so in­giu­sti­fi­ca­to e, come tale, dan­no­so per l’Am­mi­ni­stra­zio­ne che ne ha sop­por­ta­to l’o­ne­re.
L’e­ro­ga­zio­ne dei tre fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi ha avuto luogo al­l’e­si­to di una se­quen­za pro­ce­du­ra­le, nella quale hanno as­sun­to la veste di pro­ta­go­ni­sti, po­nen­do in es­se­re con­dot­te cau­sal­men­te de­ter­mi­nan­ti, gli odier­ni con­ve­nu­ti.
11. Sotto il pro­fi­lo del nesso cau­sa­le e della colpa grave, esa­mi­nan­do la pro­gres­sio­ne istrut­to­ria, ri­spet­to al­l’e­ro­ga­zio­ne in­te­gra­ti­va, si pon­go­no quali an­te­ce­den­ti cau­sa­li:
- le con­dot­te del di­ri­gen­te e fun­zio­na­rio del ser­vi­zio pro­gram­ma­zio­ne, i quali con le loro note e pro me­mo­ria hanno sem­pre dato im­pul­so e/o aval­lo alle ri­chie­ste di in­te­gra­zio­ne sine ti­tu­lo ( di­ri­gen­te Di Bar­to­lo Maria Car­me­la fun­zio­na­rio Di Fran­ce­sca Sal­va­to­re ); la con­dot­ta del Ser­vi­zio Ren­di­con­ta­zio­ne (Dr. Ema­nue­le An­to­ni­no ); le con­dot­te dei di­ri­gen­ti ge­ne­ra­li Dr.​ssa Russo e Dr.​ssa Mon­te­ros­so, i quali, con le loro note, hanno sem­pre ri­te­nu­to di «poter ri­co­no­sce­re un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne di spesa al­l’En­te», pur in as­sen­za di una pre­vi­sio­ne abi­li­ta­ti­va che tanto con­sen­tis­se (anzi, più cor­ret­ta­men­te, in pre­sen­za di plu­ri­me pre­vi­sio­ni, nella cir­co­la­re che go­ver­na­va il per­ti­nen­te seg­men­to del­l’at­ti­vi­tà am­mi­ni­stra­ti­va, che esclu­de­va­no la pos­si­bi­li­tà di mag­gio­ra­re il fi­nan­zia­men­to);
- la con­dot­ta degli As­ses­so­ri On.​le Car­me­lo In­car­do­na, Luigi Gen­ti­le , Santi For­mi­ca e del Pre­si­den­te pro tem­po­re Raf­fae­le Lom­bar­do, i quali, igno­ran­do del tutto l’i­ne­qui­vo­ca di­sci­pli­na di ri­fe­ri­men­to, hanno adot­ta­to, i vari de­cre­ti am­mi­ni­stra­ti­vi con cui è stata di­spo­sta l’in­te­gra­zio­ne dei fi­nan­zia­men­ti con­ces­si ai di­ver­si Enti.
Tali con­dot­te, per il con­te­sto nel quale hanno avuto luogo, non­ché per i ruoli api­ca­li ri­ve­sti­ti nelle ri­spet­ti­ve por­zio­ni di at­ti­vi­tà e per l’e­le­va­ta qua­li­fi­ca­zio­ne pro­fes­sio­na­le dagli agen­ti, sono ad­de­bi­ta­bi­li a ti­to­lo di colpa grave.
Nella vi­cen­da in esame, in tutti i li­vel­li di pro­gres­sio­ne della se­quen­za pro­ce­du­ra­le, è rav­vi­sa­bi­le una ma­cro­sco­pi­ca ma­ni­fe­sta­zio­ne di di­sin­te­res­se per l’o­cu­la­ta ge­stio­ne delle ri­sor­se pub­bli­che.
Nella prima fase, è stata del tutto igno­ra­ta la sus­si­sten­za di in­va­li­ca­bi­li, evi­den­ti pre­clu­sio­ni alla pos­si­bi­li­tà di ero­ga­re ri­sor­se fi­nan­zia­rie ag­giun­ti­ve per le at­ti­vi­tà di for­ma­zio­ne svol­te.
Nelle suc­ces­si­ve ar­ti­co­la­zio­ni della pro­ce­du­ra, il man­ca­to ri­spet­to dei prin­ci­pi posti a pre­si­dio del­l’e­ster­na­liz­za­zio­ne dei ser­vi­zi pub­bli­ci e delle re­go­le di set­to­re, che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne stes­sa aveva posto per il tra­spa­ren­te ed or­di­na­to eser­ci­zio dei suoi com­pi­ti, ha tro­va­to rin­no­va­to vi­go­re in­du­cen­do i sog­get­ti coin­vol­ti nel­l’a­zio­ne a con­tri­bui­re, cia­scu­no per gli adem­pi­men­ti di com­pe­ten­za, al­l’e­ro­ga­zio­ne di un fi­nan­zia­men­to in­te­gra­ti­vo non do­vu­to.
12. Di­ver­se, a vario ti­to­lo, sono le esi­men­ti in­vo­ca­te dalle di­fe­se per eli­de­re od at­te­nua­re la colpa grave.
12.1. In primo luogo, ad esi­men­te delle con­dot­te gra­ve­men­te col­po­se ri­co­no­sciu­te esi­sten­ti, è stata in­vo­ca­ta la rei­te­ra­ta pra­ti­ca di con­ce­de­re fi­nan­zia­men­ti po­stu­mi ul­te­rio­ri alle at­ti­vi­tà for­ma­ti­ve per le quali, in sede di ren­di­con­to, erano stati do­cu­men­ta­ti costi mag­gio­ri di quel­li pre­ven­ti­va­ti e fi­nan­zia­ti.
Per ciò che at­tie­ne a tale aspet­to, pur vo­len­do qua­li­fi­ca­re come “pras­si” l’in­ter­ve­nu­ta as­sun­zio­ne, da parte della me­de­si­ma Am­mi­ni­stra­zio­ne, in pas­sa­to, di ini­zia­ti­ve iden­ti­che a quel­le ge­ne­ra­tri­ci del con­te­sta­to danno, la so­glia di gra­vi­tà della colpa di co­lo­ro che quel mo­del­lo com­por­ta­men­ta­le hanno re­pli­ca­to non po­treb­be, per ciò solo, ri­sul­ta­re ri­dot­ta.
Giam­mai, in­fat­ti, l’o­mo­lo­gar­si ad una pras­si non le­git­ti­ma può tra­sfor­ma­re la rei­te­ra­zio­ne di cen­su­ra­bi­li ini­zia­ti­ve in un agire “ ste­ri­liz­za­to “ dalla colpa grave.
Dun­que, ben dif­fi­cil­men­te una con­dot­ta im­pron­ta­ta ad un pre­gres­so mo­del­lo com­por­ta­men­ta­le to­tal­men­te e ma­ni­fe­sta­men­te er­ro­neo, poi­ché con­tra­rio alla di­sci­pli­na di set­to­re, po­treb­be es­se­re ido­nea ad esi­me­re da re­spon­sa­bi­li­tà l’a­gen­te, co­mun­que, te­nu­to al­l’e­ser­ci­zio delle fun­zio­ni pub­bli­che in modo av­ve­du­to e pru­den­te, sal­va­guar­dan­do, in via prio­ri­ta­ria, il buon an­da­men­to del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne.
Sem­mai, la per­vi­ca­ce vo­lon­tà di rei­te­ra­re una linea di con­dot­ta non con­for­me a spe­ci­fi­ci e chia­ri ca­no­ni com­por­ta­men­ta­li co­sti­tui­sce una cir­co­stan­za che, lungi da pro­dur­re ef­fet­ti esi­men­ti, può ap­pa­le­sar­si quale cir­co­stan­za ag­gra­van­te, es­sen­do piut­to­sto in­di­ca­ti­va del­l’o­mes­sa ado­zio­ne delle ap­pro­pria­te mi­su­re cor­ret­ti­ve.
Quan­to sopra vale per tutti i li­vel­li del­l’or­ga­niz­za­zio­ne: nel caso di spe­cie, dal ver­ti­ce po­li­ti­co che, senza evi­den­ti o quan­to­me­no ap­prez­za­bi­li van­tag­gi per l’Am­mi­ni­stra­zio­ne o la co­mu­ni­tà am­mi­ni­stra­ta, ha ri­te­nu­to di per­se­ve­ra­re in un’a­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va estre­ma­men­te fa­vo­re­vo­le per gli at­tua­to­ri dei pro­get­ti di for­ma­zio­ne e, cor­re­la­ti­va­men­te, assai gra­vo­sa per l’Am­mi­ni­stra­zio­ne me­de­si­ma, ai ver­ti­ci delle strut­tu­re bu­ro­cra­ti­che che hanno re­mis­si­va­men­te aval­la­to una mi­su­ra ope­ra­ti­va (ero­ga­zio­ne di fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi senza che ne ri­cor­res­se­ro i pre­sup­po­sti), il cui ef­fet­to è stato la smo­da­ta ed in­giu­sti­fi­ca­bi­le cre­sci­ta dei costi della for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le.
12.2. In se­con­do luogo, è stata pro­spet­ta­ta la sus­si­sten­za di orien­ta­men­ti giu­ri­spru­den­zia­li che in­du­ce­va­no a pro­ce­de­re in tale di­re­zio­ne.
Nean­che tale ap­proc­cio pare ac­co­gli­bi­le.
Non può, in­fat­ti, es­se­re cor­re­la­ta va­len­za esi­men­te a quel­l’o­rien­ta­men­to giu­ri­spru­den­zia­le, ela­bo­ra­to nel­l’am­bi­to di giu­di­zi pro­mos­si dal per­so­na­le di enti di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le per il ri­co­no­sci­men­to di spet­tan­ze eco­no­mi­che e nor­ma­ti­ve di cui al con­trat­to col­let­ti­vo di set­to­re, se­con­do cui la Re­gio­ne, pur non as­su­men­do una ga­ran­zia di­ret­ta per l'a­dem­pi­men­to da parte del­l'en­te, delle ob­bli­ga­zio­ni ine­ren­ti il rap­por­to di la­vo­ro, as­su­me una «ga­ran­zia im­pro­pria» nei con­fron­ti del­l’en­te me­de­si­mo (cfr. Cass., Or­di­nan­za n. 11636 del 10/07/2012).
Se­con­do le di­fe­se dei con­ve­nu­ti, tale orien­ta­men­to giu­ri­spru­den­zia­le avreb­be giu­sti­fi­ca­to il ri­co­no­sci­men­to di un’in­te­gra­zio­ne al fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­rio per­ché, con­sen­ten­do agli enti be­ne­fi­cia­ri di ri­co­no­sce­re le spet­tan­ze pre­vi­ste dalla con­trat­ta­zio­ne col­let­ti­va, avreb­be evi­ta­to il coin­vol­gi­men­to del­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne nei con­ten­zio­si giu­sla­vo­ri­sti­ci e, quin­di, evi­ta­to gli oneri con­nes­si a tale coin­vol­gi­men­to dagli esiti as­se­ri­ta­men­te scon­ta­ti.
Ora, senza vo­ler­si sof­fer­ma­re sulla cir­co­stan­za (non pe­re­gri­na) che, al­l’e­po­ca dei fatti, l’o­rien­ta­men­to giu­ri­spru­den­zia­le era tut­t’al­tro che con­so­li­da­to, de­ci­si­va è la ri­fles­sio­ne che il pre­ci­ta­to in­di­riz­zo si ri­fe­ri­va ad una si­tua­zio­ne obiet­ti­va­men­te di­ver­sa.
Nei casi esa­mi­na­ti, la Re­gio­ne non aveva ero­ga­to una por­zio­ne del fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­ria­men­te ac­cor­da­to, cioè non aveva cor­ri­spo­sto quan­to ri­co­no­sciu­to spet­tan­te in oc­ca­sio­ne della se­le­zio­ne del pro­gram­ma for­ma­ti­vo pro­po­sto. Da ciò la con­fi­gu­ra­bi­li­tà di una c.d. ga­ran­zia im­pro­pria della me­de­si­ma Re­gio­ne per il sod­di­sfa­ci­men­to delle fon­da­te pre­te­se degli ope­ra­to­ri degli enti di for­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le.
Nella vi­cen­da per la quale v’è causa, in­ve­ce, il con­tri­bu­to ori­gi­na­ria­men­te de­ter­mi­na­to è stato cor­ri­spo­sto, e la que­stio­ne ri­guar­da l’e­ro­ga­bi­li­tà di un sup­ple­men­to di fi­nan­zia­men­to per con­sen­ti­re al­l’en­te di sca­ri­ca­re sul­l’e­ra­rio re­gio­na­le pro­pri costi d’im­pre­sa, as­se­ri­ta­men­te cre­sciu­ti nel corso del­l’e­sple­ta­men­to del­l’at­ti­vi­tà di for­ma­zio­ne.
Per­tan­to, l’o­rien­ta­men­to giu­ri­spru­den­zia­le ri­chia­ma­to non ap­pa­re con­fe­ren­te e, in ogni caso, in­suf­fi­cien­te per giu­sti­fi­ca­re le ri­chie­ste di fi­nan­zia­men­to ag­giun­ti­vo.
12.3. Nes­su­na ef­fi­ca­cia esi­men­te ha poi nella vi­cen­da in esame, se­con­do il con­vin­ci­men­to ma­tu­ra­to da que­sto Col­le­gio, il pa­re­re reso della CRI (Com­mis­sio­ne Re­gio­na­le del­l’Im­pie­go) il 29 marzo 2007.
Il pa­re­re reso dalla CRI sul Prof. 2007, ai sensi del comma 2 del­l’art. 6 della legge re­gio­na­le n. 24/76, è ob­bli­ga­to­rio ma non con­for­me.
La let­tu­ra del pa­re­re con­sen­te di con­sta­ta­re la vi­sio­ne as­si­sten­zia­le della For­ma­zio­ne Pro­fes­sio­na­le, cen­su­ra­ta dalle sen­ten­ze della Corte Co­sti­tu­zio­na­le (cfr. pro­nun­zie nn. 437/1994; 407/1995; 127/1996).
Si os­ser­va al­lo­ra che l’As­ses­so­re (For­mi­ca), ai sensi del comma 6 del­l’art. 2 della legge re­gio­na­le n. 24/76, aveva l’ob­bli­go di sen­ti­re la CRI, ma di non con­for­mar­si a qual­sia­si vo­lon­tà as­si­sten­zia­le della me­de­si­ma non sor­ret­ta da ti­to­lo giu­ri­di­co. Gra­va­va sul­l’as­ses­so­re di sen­ti­re la CRI, ma non di ap­piat­tir­si a quan­to in­di­ca­to da un or­ga­no che non aveva alcun po­te­re di ge­stio­ne del Prof. 2007, già pre­di­spo­sto dal­l’As­ses­so­re re­gio­na­le al La­vo­ro.
Va da sè che l’ob­bli­ga­to­rie­tà del tetto mas­si­mo di spesa dell’ im­por­to am­mes­so a fi­nan­zia­men­to non è de­ro­ga­bi­le da un pa­re­re ob­bli­ga­to­rio di un or­ga­no con­sul­ti­vo come la CRI.
12. 4. Si os­ser­va, poi, che la cd. esi­men­te po­li­ti­ca, pre­vi­sta dal­l’ar­ti­co­lo 1, comma 1-ter, se­con­do pe­rio­do, della legge n. 20 del 1994 (se­con­do cui “Nel caso di atti che rien­tra­no nella com­pe­ten­za pro­pria degli uf­fi­ci tec­ni­ci o am­mi­ni­stra­ti­vi la re­spon­sa­bi­li­tà non si esten­de ai ti­to­la­ri degli or­ga­ni po­li­ti­ci che in buona fede li ab­bia­no ap­pro­va­ti ov­ve­ro ne ab­bia­no au­to­riz­za­to o con­sen­ti­to l'e­se­cu­zio­ne”), trova ap­pli­ca­zio­ne nel caso in cui l’in­ter­ven­to, in buona fede, del ti­to­la­re del­l’or­ga­no po­li­ti­co con­si­sta nel­l’ap­pro­va­zio­ne di un atto di ge­stio­ne adot­ta­to dal com­pe­ten­te uf­fi­cio am­mi­ni­stra­ti­vo ov­ve­ro nel­l’au­to­riz­za­zio­ne o nel con­sen­so pre­sta­to al­l’e­se­cu­zio­ne di tale atto.
Nel caso di spe­cie, in­ve­ce, non vi è un atto di ge­stio­ne adot­ta­to dal com­pe­ten­te uf­fi­cio am­mi­ni­stra­ti­vo e me­ra­men­te as­sen­ti­to dal ti­to­la­re del­l’or­ga­no po­li­ti­co, ma vi è,anche un atto di ge­stio­ne adot­ta­to di­ret­ta­men­te da que­st’ul­ti­mo, sic­ché que­sti ne ri­spon­de­rà, co­mun­que, sia nel caso in cui, aven­do la com­pe­ten­za al ri­guar­do, l’ha eser­ci­ta­ta male, sia nel caso in cui, pur non aven­do­la, si è in­ge­ri­to nella com­pe­ten­za al­trui (Corte dei conti, Sez. II App., sent. n. 291 del­l’8 mag­gio 2012),adot­tan­do un atto di ge­stio­ne che ha pro­dot­to ef­fet­ti.
Gli As­ses­so­ri, a vario ti­to­lo, hanno di­spo­sto le in­te­gra­zio­ni re­ce­pen­do mere ri­chie­ste degli enti di for­ma­zio­ne e l’a­val­lo in­con­di­zio­na­to, ma non giu­sti­fi­ca­to, delle me­de­si­me con­te­nu­te nelle note dei di­ri­gen­ti.
L’ec­ce­zio­ne sol­le­va­ta dalle di­fe­se dei con­ve­nu­ti In­car­do­na e Lom­bar­do va, dun­que, di­sat­te­sa.
12.5. Tutte le di­fe­se hanno poi in­vo­ca­to, come esi­men­te, ta­lu­ne pro­nun­ce della Se­zio­ne di con­trol­lo della Corte dei Conti.
In par­ti­co­la­re, hanno sog­giun­to le di­fe­se, i de­cre­ti d’in­te­gra­zio­ne, dopo es­se­re stati emes­si, erano tra­smes­si alla Corte dei conti per la re­gi­stra­zio­ne, nel caso di co­fi­nan­zia­men­to del piano for­ma­ti­vo con ri­sor­se del Fondo So­cia­le Eu­ro­peo, men­tre altri de­cre­ti non sono stati in­via­ti alla Se­zio­ne di Con­trol­lo della Corte dei Conti per­ché be­ne­fi­cia­va­no sol­tan­to di fi­nan­zia­men­ti re­gio­na­li e, per­tan­to, non sog­get­ti ad un con­trol­lo pre­ven­ti­vo.
Al ri­guar­do, a ti­to­lo esem­pli­fi­ca­ti­vo, sono stati ri­chia­ma­ti i D.D.G. n. 533 del 29/11/2006 e DDG n. 552/2006, en­tram­bi re­gi­stra­ti alla Corte dei Conti il 16 marzo 2007: il primo nel Reg. I Fo­glio n. 57; il se­con­do nel Reg. 1 Fo­glio n. 56.
Or­be­ne, sul punto chia­ra­men­te la Pro­cu­ra (cfr. me­mo­ria de­po­si­ta­ta in data 3/5/2013) ha sot­to­li­nea­to che tutte le in­te­gra­zio­ni sono state ef­fet­tua­le con fondi re­gio­na­li e non co­mu­ni­ta­ri e quin­di nes­su­na re­gi­stra­zio­ne della Se­zio­ne di con­trol­lo ri­le­va di­ret­ta­men­te nel pre­sen­te giu­di­zio.
Do­ve­ro­so è il rin­vio alla let­tu­ra degli atti per con­sta­ta­re che il con­te­nu­to degli ini­zia­li ri­lie­vi ef­fet­tua­ti dalla Se­zio­ne di con­trol­lo non viene con­si­de­ra­to nelle giu­sti­fi­ca­zio­ni in cui l’Am­mi­ni­stra­zio­ne non fa altro che ras­si­cu­ra­re la Se­zio­ne af­fer­man­do un’ in­ter­pre­ta­zio­ne as­si­sten­zia­li­sta delle norme, però pre­clu­sa dalla Corte co­sti­tu­zio­na­le.
Dopo i ri­lie­vi, la Se­zio­ne ( sem­pre il Pro­cu­ra­to­re lo ri­cor­da) avreb­be con il pro­prio visto con­va­li­da­to gli ar­go­men­ti con­te­nu­ti nelle giu­sti­fi­ca­zio­ni n. 00661 e 0662 del 2 marzo 2007, a firma della dr.​ssa Russo e dei fun­zio­na­ri Di Fran­ce­sca e Di Bar­to­lo.
Le di­fe­se dei con­ve­nu­ti (tutti) però, per de­su­me­re la non sus­si­sten­za della colpa grave, hanno messo in ri­sal­to che la Se­zio­ne di Con­trol­lo di que­sta Corte, aveva co­mun­que re­gi­stra­to in­te­gra­zio­ni fi­nan­zia­rie ope­ran­ti su fondi co­mu­ni­ta­ri .
La que­stio­ne così pro­spet­ta­ta in­vol­ge al­lo­ra i rap­por­ti tra azio­ne pro­mos­sa dal Pro­cu­ra­to­re e fun­zio­ne di con­trol­lo eser­ci­ta­ta dalla Corte stes­sa.
Un li­mi­te certo e in­di­scu­ti­bi­le è quel­lo della pre­e­si­sten­za, “ a monte di un fatto dan­no­so”, di un atto che abbia su­pe­ra­to il va­glio del con­trol­lo pre­ven­ti­vo di le­git­ti­mi­tà.
Il Le­gi­sla­to­re ha in­tro­dot­to, con l’art. 17 della L. 3 ago­sto 2009, n. 102 (come mo­di­fi­ca­to dal­l'art. 1 del D.L. 3 ago­sto 2009, n. 103 e con­ver­ti­to con L. 3 ot­to­bre 2009, n. 141) una pre­sun­zio­ne di as­sen­za di colpa grave al­lor­chè il fatto dan­no­so trag­ga ori­gi­ne dal­l’e­ma­na­zio­ne di un atto vi­sta­to e re­gi­stra­to in sede di con­trol­lo, li­mi­ta­ta­men­te, però (se­con­do l’ag­giun­ta ope­ra­ta con il de­cre­to legge 103, poi con­ver­ti­to in legge), ai pro­fi­li presi in con­si­de­ra­zio­ne.
Le di­fe­se hanno vo­lu­to, però, va­lo­riz­za­re l’as­sen­za di colpa grave, ri­te­nen­do che il com­por­ta­men­to dei con­ve­nu­ti è stato vir­tuo­so e, co­mun­que, non cen­su­ra­bi­le per­ché, in fat­ti­spe­cie si­mi­la­ri (in­te­gra­zio­ne per fi­nan­zia­men­ti della Co­mu­ni­tà Eu­ro­pea), la Corte aveva ap­po­sto il visto.
La Pro­cu­ra, al ri­guar­do, ha messo in luce, tra l’al­tro, l’e­pi­so­di­ci­tà di tali visti.
Ora, in di­spar­te tale con­si­de­ra­zio­ne, oc­cor­re va­lu­ta­re se anche un mero visto su un prov­ve­di­men­to di in­te­gra­zio­ne, sia pure per fi­nan­zia­men­ti co­mu­ni­ta­ri, le­git­ti­mas­se o meno gli ope­ra­to­ri, di guisa che la colpa ( grave) possa ri­te­ner­si elisa.
In un primo ap­proc­cio si ri­tie­ne che il visto della Corte dei Conti in sede di con­trol­lo sui ti­to­li di spesa ha ad og­get­to la sola le­git­ti­mi­tà degli atti e non pre­clu­de alla stes­sa Corte, in sede giu­ri­sdi­zio­na­le l’ac­cer­ta­men­to giu­di­zia­le del­l’il­li­cei­tà del­l’at­to me­de­si­mo e l’at­tri­bu­zio­ne della con­se­guen­te re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va a ca­ri­co dei fun­zio­na­ri coin­vol­ti nel pro­ce­di­men­to (Corte dei Conti Sar­de­gna, 5 lu­glio 1994 n. 285).
In se­con­do luogo il visto della Corte in sede di con­trol­lo si estrin­se­ca in un’at­ti­vi­tà di mero ac­cer­ta­men­to in po­si­zio­ne di as­so­lu­ta in­di­pen­den­za ri­spet­to al prov­ve­di­men­to og­get­to di sin­da­ca­to ed estra­neo nei con­fron­ti del suo pro­ce­di­men­to for­ma­ti­vo (Corte dei conti Sez. riun. 27 giu­gno 1969 n. 96).
Il vero è che la re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va, si pre­sen­ta come mo­del­lo do­ta­to di cen­tra­li­tà nella du­pli­ce fun­zio­ne di pro­te­zio­ne degli in­te­res­si fi­nan­zia­ri della pub­bli­ca am­mi­ni­stra­zio­ne, e di in­cen­ti­vo al­l’ef­fi­cien­za del de­ci­de­re e del­l’a­gi­re am­mi­ni­stra­ti­vo (cfr. Corte Cost. n.371/1998), in un si­ste­ma con­trad­di­stin­to dalla «co-in­te­sta­zio­ne» alla Corte dei Conti delle at­tri­bu­zio­ni di con­trol­lo se­pa­ra­te, ma pa­ral­le­le alle at­tri­bu­zio­ni giu­ri­sdi­zio­na­li.
La cen­tra­li­tà del re­gi­me di re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va nella tu­te­la degli in­te­res­si fi­nan­zia­ri della P.A. di­scen­de non solo dal re­gi­me bi­na­rio fon­da­to sulla di­stin­zio­ne tra il dolo e la colpa grave –, ma anche dalla so­prav­ve­nien­za di nor­ma­ti­ve che raf­for­za­no i col­le­ga­men­ti pro­ces­sua­li co­sti­tuen­do rap­por­ti non più di pre­giu­di­zia­li­tà ma di pre­sup­po­si­zion, in­ter­di­pen­den­za e com­ple­men­ta­ri­tà re­ci­pro­ca tra i di­ver­si pro­ces­si.
In un si­ste­ma a plu­ra­li­tà di azio­ni espe­ri­bi­li per la tu­te­la della P.A., è stato con­di­vi­si­bil­men­te af­fer­ma­to che il ri­sar­ci­men­to del danno com­pie un «salto di qua­li­tà» non solo per­ché di­vie­ne lo «stan­dard mi­ni­mo di tu­te­la» degli in­te­res­si fi­nan­zia­ri pub­bli­ci, ma so­prat­tut­to per­ché l’a­zio­ne di re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va e con­ta­bi­le con­fe­ri­ta al Pub­bli­co Mi­ni­ste­ro isti­tui­to pres­so la Corte dei Conti si pre­sen­ta quale mi­su­ra ido­nea a con­fe­ri­re con­cre­tez­za, ade­gua­tez­za e pro­por­zio­na­li­tà dis­sua­si­va di fe­no­me­ni d’i­nef­fi­cien­za nella ge­stio­ne delle ri­sor­se fi­nan­zia­rie di de­ri­va­zio­ne e/o de­sti­na­zio­ne pub­bli­ca.
Mai l’a­gi­re del PM può dirsi re­ces­si­vo di­nan­zi ad un chia­ro ed evi­den­te prin­ci­pio di non in­cre­men­ta­bi­li­tà del fi­nan­zia­men­to ori­gi­na­rio e ad un’e­vi­den­te il­li­cei­tà delle in­te­gra­zio­ni fi­nan­zia­rie sine ti­tu­lo.
Mai la con­dot­ta im­pron­ta­ta ad un pre­gres­so mo­del­lo com­por­ta­men­ta­le to­tal­men­te e ma­ni­fe­sta­men­te sba­glia­to, per­ché con­tra­rio alla di­sci­pli­na di set­to­re, po­treb­be es­se­re ido­nea ad esi­me­re da re­spon­sa­bi­li­tà l’a­gen­te, co­mun­que, te­nu­to al­l’e­ser­ci­zio delle fun­zio­ni pub­bli­che in modo av­ve­du­to e pru­den­te, sal­va­guar­dan­do prio­ri­ta­ria­men­te il buon an­da­men­to del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne (in tutte le ac­ce­zio­ni in cui esso si de­cli­na, fra cui l’o­cu­la­ta ge­stio­ne delle scar­se ri­sor­se (Nei ter­mi­ni, que­sta stes­sa Se­zio­ne, sen­ten­za n. 2947/2012, poi con­fer­ma­ta in Ap­pel­lo con sen­ten­za n. 259/2013).
Le di­fe­se, però, per de­su­me­re la non sus­si­sten­za del­l’e­le­men­to psi­co­lo­gi­co, hanno va­lo­riz­za­to, pro­prio, ta­lu­ne re­gi­stra­zio­ni della Se­zio­ne di con­trol­lo su in­te­gra­zio­ni fi­nan­zia­rie ope­ra­te su altro, ossia su fondi co­mu­ni­ta­ri.
In par­ti­co­la­re, dopo i ri­lie­vi , se­con­do le di­fe­se, la Se­zio­ne di con­trol­lo avreb­be con il visto con­va­li­da­to gli ar­go­men­ti di­fen­si­vi con­te­nu­ti nelle giu­sti­fi­ca­zio­ni rese con i prott. 0661 e 0662 del 2/3/2007 a firma del di­ri­gen­te Ales­san­dra Russo e dei fun­zio­na­ri di­ret­ti Di Fran­ce­sca e Di Bar­to­lo.
La mera let­tu­ra degli atti con­sen­te di ri­le­va­re che il con­te­nu­to degli ini­zia­li ri­lie­vi ef­fet­tua­ti dalla Se­zio­ne di Con­trol­lo non viene con­si­de­ra­to nelle giu­sti­fi­ca­zio­ni, in cui l’Am­mi­ni­stra­zio­ne altro non fa che ras­si­cu­ra­re la Se­zio­ne af­fer­man­do un’ in­ter­pre­ta­zio­ne as­si­sten­zia­li­sta delle norme, già pre­clu­sa, però dai plu­ri­mi in­ter­ven­ti della Corte co­sti­tu­zio­na­le.
13. In ade­sio­ne alla pro­spet­ta­zio­ne della Pro­cu­ra, il Col­le­gio re­pu­ta che il danno su­bi­to dal­l’e­ra­rio re­gio­na­le sia pari al­l’im­por­to glo­ba­le dei fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi ero­ga­ti per i pro­get­ti for­ma­ti­vi sopra spe­ci­fi­ca­ti, de­trat­to l’im­por­to di cui l’Am­mi­ni­stra­zio­ne, nelle more della ce­le­bra­zio­ne del pro­ces­so, è riu­sci­ta a re­cu­pe­ra­re.
In par­ti­co­la­re, le re­spon­sa­bi­li­tà dei con­ve­nu­ti sopra in­di­ca­ti ap­pa­re con­for­ta­ta dalla com­ple­tez­za del cor­re­do pro­ba­to­rio of­fer­to dalla Pro­cu­ra.
Ad essi, nelle mi­su­re de­li­nea­te dalla Pro­cu­ra, va ascrit­ta la re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va.
Sulla ri­chie­sta di ap­pli­ca­bi­li­tà del­l’i­sti­tu­to della com­pen­sa­tio lucri cum damno (cfr me­mo­ria On.​le Lom­bar­do), come os­ser­va­to più volte da que­sta Se­zio­ne in fat­ti­spe­cie come que­ste, non può tro­va­re in­gres­so il prin­ci­pio in que­stio­ne con cui è pos­si­bi­le dare ri­lie­vo ai ri­sul­ta­ti co­mun­que con­se­gui­ti dal­l’or­ga­no con­te­sta­to nel­l’in­te­res­se della co­mu­ni­tà am­mi­ni­stra­ta: il vizio che col­pi­sce la strut­tu­ra e/o i po­te­ri di un or­ga­no pub­bli­co, in­fat­ti, fa sì che gli oneri fi­nan­zia­ri da que­sto ge­ne­ra­ti siano com­ple­ta­men­te e ir­ri­me­dia­bil­men­te con­tra legem, e per­ciò co­sti­tui­sco­no in­te­gral­men­te danno era­ria­le, re­stan­do così pre­clu­sa qual­si­vo­glia ope­ra­zio­ne com­pen­sa­ti­va.
14. Con­clu­si­va­men­te, il Col­le­gio, in ac­co­gli­men­to della ri­chie­sta at­to­rea, re­pu­ta sus­si­sten­ti i pre­sup­po­sti per
la con­fi­gu­ra­bi­li­tà della re­spon­sa­bi­li­tà am­mi­ni­stra­ti­va in capo ai con­ve­nu­ti Dr.​ssa Russo Ales­san­dra, del dott. Ema­nue­le An­to­ni­no, della Dr.​ssa Mon­te­ros­so Giu­sep­pa Pa­tri­zia, dei fun­zio­na­ri Di Bar­to­lo Maria Car­me­la e Di Fran­ce­sca Sal­va­to­re e degli As­ses­so­ri pro tem­po­re On.​le In­car­do­na Car­me­lo, Gen­ti­le Luigi, For­mi­ca Santi e del Pre­si­den­te pro tem­po­re, On.​le Lom­bar­do Raf­fae­le.
Il danno, ai me­de­si­mi im­pu­ta­bi­le a ti­to­lo di colpa grave, è da ri­par­ti­re, in con­for­mi­tà alla ri­chie­sta at­to­rea.
Ne con­se­gue che i con­ve­nu­ti de­vo­no es­se­re con­dan­na­ti al pa­ga­men­to, nei con­fron­ti della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, delle somme di se­gui­to spe­ci­fi­ca­te.
• For­mi­ca Santi € 378.783,96
• In­car­do­na Car­me­lo € 830.638,60
• Lom­bar­do Raf­fae­le € 224.184,67
• Gen­ti­le Luigi € 224.184,67
• Russo Ales­san­dra € 378.783,96
• Mon­te­ros­so Giu­sep­pa Pa­tri­zia € 1.279.007,04
• Di Bar­to­lo Maria Car­me­la € 473.654,83
• Di Fran­ce­sca Sal­va­to­re € 108.223,99
• Ema­nue­le An­to­ni­no € 365.430,84
At­te­so che la pre­te­sa azio­na­ta ha ad og­get­to un de­bi­to di va­lo­re, detti im­por­ti do­vran­no es­se­re mag­gio­ra­ti della ri­va­lu­ta­zio­ne mo­ne­ta­ria nel frat­tem­po in­ter­ve­nu­ta, da com­pu­tar­si se­con­do l'in­di­ce dei prez­zi cal­co­la­to dal­l’I­STAT, dalla data di emis­sio­ne dei man­da­ti di pa­ga­men­to dei fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi alla data di pub­bli­ca­zio­ne della pre­sen­te sen­ten­za.
Sulle somme in tal modo ri­va­lu­ta­te an­dran­no cor­ri­spo­sti gli in­te­res­si nella mi­su­ra le­ga­le, de­cor­ren­ti dalla data di de­po­si­to della pre­sen­te de­ci­sio­ne e fino al­l’ef­fet­ti­vo sod­di­sfo.
Le spese se­guo­no la soc­com­ben­za e si li­qui­da­no, in fa­vo­re dello Stato, po­nen­do­ne l’o­ne­re del pa­ga­men­to in capo ai con­dan­na­ti in parti egua­li.
Il Col­le­gio deve, poi, esa­mi­na­re la po­si­zio­ne della con­ve­nu­ta Espo­si­to Lo­re­da­na.
Que­sta Se­zio­ne ri­tie­ne in­sus­si­sten­te la re­spon­sa­bi­li­tà ascrit­ta al di­ri­gen­te della Ra­gio­ne­ria cen­tra­le pres­so l’As­ses­so­ra­to re­gio­na­le del­l’I­stru­zio­ne, e della For­ma­zio­ne pro­fes­sio­na­le, dott.​ssa Espo­si­to Lo­re­da­na, es­sen­do pa­le­se nei suoi con­fron­ti la ca­ren­za del nesso di cau­sa­li­tà con il danno azio­na­to dal PM.
In tal senso, in con­for­mi­tà al­l’op­zio­ne er­me­neu­ti­ca svol­ta dalla lo­ca­le Se­zio­ne di Ap­pel­lo (sen­ten­za più volte evo­ca­ta n. 259/A/2013) , alla luce della nor­ma­ti­va di cui all’art. 9 del DPR n. 38 del 1988, il con­trol­lo della Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le viene cir­co­scrit­to alla ve­ri­fi­ca di le­git­ti­mi­tà con­ta­bi­le della spesa e, so­prat­tut­to, perde le ca­rat­te­ri­sti­che di con­trol­lo im­pe­di­ti­vo sul­l’ef­fi­ca­cia degli atti.
Ciò pre­mes­so, ri­ma­ne cir­co­stan­za in­di­scu­ti­bi­le che il ruolo della Ra­gio­ne­ria Cen­tra­le e, nella spe­cie, della dott.​ssa Espo­si­to Lo­re­da­na, si col­lo­ca fuori dal pro­ce­di­men­to am­mi­ni­stra­ti­vo in base al quale sono stati emes­si i di­ver­si prov­ve­di­men­ti, cau­sa­ti­vi del danno. Ciò esclu­de che la con­ve­nu­ta Espo­si­to Lo­re­da­na abbia con­cor­so alla for­ma­zio­ne dei sud­det­ti atti da cui è sca­tu­ri­to il danno era­ria­le.
Ne con­se­gue, se­con­do il per­cor­so lo­gi­co giu­ri­di­co che il Col­le­gio ha se­gui­to, che va di­chia­ra­ta esen­te da re­spon­sa­bi­li­tà la con­ve­nu­ta ora at­ten­zio­na­ta.
In fa­vo­re della dr.​ssa Espo­si­to Lo­re­da­na, di­chia­ra­ta esen­te da re­spon­sa­bi­li­tà, il Col­le­gio, in re­la­zio­ne al suo de­fi­ni­ti­vo pro­scio­gli­men­to nel me­ri­to, li­qui­da, ai sensi del com­bi­na­to di­spo­sto del­l’art. 10 , del dl, n. 203/2005, con­ver­ti­to in legge n. 248/2005, come da ul­ti­mo mo­di­fi­ca­to dal­l’art. 17, comma 30 quin­quies, del d.l. n. 78/2009, con­ver­ti­to in legge n. 102/2009 e del­l’art. 3,comma 2 bis, del d.l. n. 543/96, con­ver­ti­to in legge n. 639/96, le spese del giu­di­zio, a fini del rim­bor­so spese da parte della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, in com­ples­si­vi € 2.000,00, di cui 1.700,00 per ono­ra­ri e € 300,00 per di­rit­ti , oltre IVA e CPA.
P.Q.M.
La Corte dei Conti
Se­zio­ne Giu­ri­sdi­zio­na­le per la Re­gio­ne Si­ci­lia­na
de­fi­ni­ti­va­men­te pro­nun­cian­do nel giu­di­zio di re­spon­sa­bi­li­tà iscrit­to al n. 60799 del re­gi­stro di se­gre­te­ria, in par­zia­le ac­co­gli­men­to della do­man­da del Pro­cu­ra­to­re Re­gio­na­le, con­dan­na
• FOR­MI­CA Santi , nato a San Pier Ni­ce­to (ME) il 27 no­vem­bre 1952, al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 378.783,96 (Euro tre­cen­to­set­tan­tot­to­mi­la­set­te­cen­tot­tan­tre/96);
• IN­CAR­DO­NA Car­me­lo, nato a Ra­gu­sa l’8 gen­na­io 1964, al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 830.638,60 (Euro ot­to­cen­to­tren­ta­mi­la­sei­cen­to­tren­tot­to/60);
• LOM­BAR­DO Raf­fael, nato a Ca­ta­nia il 29 ot­to­bre 1950, al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 224.184,67 (Euro due­cen­to­ven­ti­quat­tro­mi­la­cen­tot­tan­ta­quat­tro/67);
• GEN­TI­LE Luigi, nato a Raf­fa­da­li (AG) il 11 no­vem­bre 1959,al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 224.184,67 (due­cen­to­ven­ti­quat­tro­mi­la­cen­tot­tan­ta­quat­tro/67);
• RUSSO Ales­san­dra, nata a Pa­ler­mo il 12 set­tem­bre 1958, al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 378.783,96 (tre­cen­to­set­tan­tot­to­mi­la­set­te­cen­tot­tan­tre/96);
• MON­TE­ROS­SO Giu­sep­pa Pa­tri­zia, nata a Pa­ler­mo il 12 giu­gno 1967, al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 1.279.007,04 ( Un mi­lio­ne due­cen­to­set­tan­ta­no­ve­mi­la­ze­ro­set­te/04;
• DI BAR­TO­LO Maria Car­me­la , nata a Mus­so­me­li (CL) il 25 set­tem­bre 1959, al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 473.654,83 (quat­tro­cen­to­set­tan­tre­sei­cen­to­cin­quan­ta/83);
• DI FRAN­CE­SCA Sal­va­to­re, nato a Ce­fa­lù (Pa) il 19 ot­to­bre 1964, al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 108.223,99 (cen­tot­to­mi­la­due­cen­to­ven­ti­tre/99);
• EMA­NUE­LE An­to­ni­no, nato a Capo D’Or­lan­do (ME) il 9/12/1952 al pa­ga­men­to, in fa­vo­re della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, della somma di € 365.430,84 (tre­cen­to­ses­san­ta­cin­que­mi­la­quat­tro­cen­to­tren­ta/84);
somme da mag­gio­ra­re della ri­va­lu­ta­zio­ne mo­ne­ta­ria, da com­pu­tar­si, se­con­do l'in­di­ce dei prez­zi cal­co­la­to dal­l’I­STAT, dalla data di emis­sio­ne dei man­da­ti di pa­ga­men­to dei fi­nan­zia­men­ti in­te­gra­ti­vi alla data di pub­bli­ca­zio­ne della pre­sen­te sen­ten­za, non­ché degli in­te­res­si le­ga­li ma­tu­ran­di, sul­l'im­por­to ri­va­lu­ta­to, dalla data di pub­bli­ca­zio­ne della pre­sen­te sen­ten­za fino al­l’ef­fet­ti­vo sod­di­sfo.
Con­dan­na al­tre­sì i me­de­si­mi sog­get­ti al pa­ga­men­to, in fa­vo­re dello Stato, delle spese di giu­sti­zia che, sino al de­po­si­to della pre­sen­te de­ci­sio­ne, si li­qui­da­no in com­ples­si­vi € 3.693,64 ri­par­ten­do­ne l’o­ne­re in parti egua­li.
As­sol­ve la con­ve­nu­ta ESPO­SI­TO Lo­re­da­na, nata a Pa­ler­mo il 1° set­tem­bre 1954, dagli ad­de­bi­ti ascrit­ti.
Li­qui­da, in fa­vo­re della stes­sa, le spese del giu­di­zio, a fini del rim­bor­so spese da parte della Re­gio­ne Si­ci­lia­na, in com­ples­si­vi € 2.000,00, di cui 1.700,00 per ono­ra­ri e € 300,00 per di­rit­ti , oltre IVA e CPA.
Manda alla Se­gre­te­ria per gli adem­pi­men­ti con­se­guen­ti.
Così de­ci­so in Pa­ler­mo, nelle Ca­me­re di Con­si­glio del 18 di­cem­bre 2013 e del 23 gen­na­io 2014.
L’E­sten­so­re Il Pre­si­den­te
F.​to Dr. Guido Pe­tri­gni F.​to Dr.​ssa Lu­cia­na Sa­va­gno­ne
De­po­si­ta­ta in se­gre­te­ria nei modi di legge.
Pa­ler­mo, 14 marzo 2014
Il Di­ret­to­re della se­gre­te­ria
F.​to Dott.​ssa Rita Ca­sa­mi­che­le

Vi raccontiamo come la dottoressa Patrizia Monterosso è stata nominata Segretario generale della Regione
REDAZIONE 4 SETTEMBRE 2014

UN'ASSOCIAZIONE - "PERCHE' NO... QUALCOSA SI MUOVE" - HA EFFETTUATO UNA CERTOSINA RICERCA STORICA SPULCIANDO TRA DECINE DI LEGGI E DELIBERE DELLA GIUNTA REGIONALE. IL TUTTO ALLA RICERCA DELLE 'PEZZE DI APPOGGIO' SU UNA DISCUSSA NOMINA. DALLA GIUNTA LOMBARDO ALLA GIUNTA CROCETTA HA SCOPERTO  UNA CONTINUITA' CHE...
di Paolo Luparello
Qualche tempo fa si parlato sulla stampa della vicenda dell’attuale Segretario generale della Regione siciliana, dott.ssa Patrizia Monterosso, riguardo al ricorso presentato da due ex dirigenti generali in ordine alla legittimità della sua nomina e al pronunciamento del Tar Sicilia (Tribunale amministrativo regionale) che, di fatto, ha bocciato il ricorso.
Quello che però è sfuggito ai più, e questo lo si può anche desumere dai commenti all’articolo di LinkSicilia (http://www.linksicilia.it/2014/05/dirigenti-generali-della-regione-illegittimi-la-sentenza-del-tar-sicilia-testo-integrale/), è il fatto che il ricorso respinto dei due dirigenti regionali non comportava automaticamente che la nomina della dott.ssa Monterosso fosse legittima, merito nel quale il Tar non è entrato.
Probabilmente la materia ha attirato l’attenzione da parte degli addetti ai lavori, ma non certo dell’opinione pubblica “generalista” che probabilmente ha classificato la materia come “beghe tra dirigenti aspiranti a un posto al sole”!
In questi giorni in cui si parla di mancanza di opportunità di lavoro in Sicilia e scelta obbligata ad abbandonarla alla ricerca di fortuna in altri lidi, i più lontani possibili, e in cui il Governo regionale va in fibrillazione per l’oramai famigerato “flop day” del Piano Giovani Sicilia, la vicenda della dott.ssa Monterosso può gettare una nuova luce sulle possibilità di carriera di brillanti e capaci professionisti che potrebbero ambire alle più alte cariche della burocrazia regionale (alle quali di norma si accede attraverso la strada del pubblico concorso e comunque nel rispetto di specifiche normative) anche se maturano la propria professionalità prevalentemente o totalmente all’ombra della politica.
Ci sono infatti professionisti il cui curriculum vitae si compone di attività legate a incarichi negli uffici di diretta collaborazione dei componenti dei governi o derivanti da nomine sempre su proposta di soggetti politici. Di norma, il politico o il “governante” si dovrebbe avvalere di professionisti che, a prescindere dalla componente anagrafica, dovrebbero avere una loro professionalità, qualità per la quale se ne chiedono i servigi. Ma non sempre è così e capita sovente in Sicilia che giovani professionisti con professionalità e competenza ancora tutte da dimostrare vengano chiamati a far parte degli uffici di gabinetto et similia e iniziano così la loro “carriera” e la costruzione del loro curriculum basato quasi esclusivamente su incarichi “politici” e che schiuderà loro sempre nuove vette professionali.
Oggi i curricula di esperti e consulenti, e non solo, sono pubblicati “obbligatoriamente” sui siti web istituzionali e la loro consultazione è vivamente consigliata. Ma torniamo alla dott.ssa Monterosso.
La dott.ssa Monterosso possiede i requisiti di legge per ricoprire il suo attuale incarico?
Qui non si tratta di capire se l'attuale Segretario generale della presidenza della Regione è in grado di assolvere l’incarico a lei conferito, ma se possiede i requisiti previsti dalla normativa vigente in materia di incarichi di livello dirigenziale generale a soggetti esterni all’Amministrazione regionale.
E’ bene ricordare, infatti, che la dott.ssa Monterosso non è una dirigente a tempo indeterminato dell’Amministrazione regionale!
La dott.ssa Monterosso è, da più di 10 anni destinataria, di incarichi presso uffici di diretta collaborazione dei vertici politici del Governo della Regione siciliana e non solo.
L’esame del suo curriculum vitae non fa certo chiarezza sulla rispondenza dei suoi titoli e della sua esperienza professionale ai requisiti previsti dalla normativa vigente (avere espletato almeno 5 anni di lavoro in funzioni dirigenziali), così come non fa chiarezza la delibera della Giunta regionale n. 248 del 2012 nella quale se ne traccia un profilo professionale di grandissimo spessore (che nessuno le nega), ma che per il raggiungimento del requisito dei cinque anni necessari per il conferimento dell’incarico di dirigente generale deve far ricorso al periodo in cui ha svolto l’incarico di Capo di Gabinetto proprio per il presidente della Regione (Lombardo) ( … e anche su questo incarico non sono pochi i dubbi sulla sua ammissibilità come requisito per la nomina a dirigente generale!).
La delibera in questione è stata adottata poco tempo prima delle dimissioni del presidente Lombardo, dimissioni largamente annunciate da tempo, con la quale si nomina la dott.ssa Monterosso Segretario generale della presidenza Regione per 4 anni (e anche in questo eccedendo il limite previsto in 3 anni dalla norma).
Qui sorge spontanea una domanda: ma se per raggiungere i 5 anni di “incarichi dirigenziali” nel 2012 si è dovuto fare ricorso all’incarico di capo di gabinetto del presidente (Lombardo), come è stato possibile che la dott.ssa Monterosso potesse soddisfare il requisito previsto dalla normativa vigente quando fu nominata per la prima volta dirigente generale nel 2005?
In effetti, il presidente Lombardo il problema se lo era dovuto porre e il suo Governo dovette adottare la delibera della Giunta n. 238 del 2010. Delibera che fu adottata dopo l’avvio di una “iniziativa” della Corte dei Conti sui dirigenti generali "esterni" e in ragione della quale il Presidente Lombardo fece avviare una istruttoria con tanto di commissione e pareri di illustri costituzionalisti.
Di quella delibera vi proponiamo alcune parti.
Tra le motivazioni della mancanza delle condizioni per la nomina della dott.ssa Monterosso a dirigente generale vi proponiamo il testo di un “Ritenuto” e di un “Considerato” della delibera di Giunta n. 238 del 2010.
Il “Ritenuto” è il seguente …
… Ritenuto che la descritta condizione soggettiva non legittimava la nomina della dott.ssa Monterosso nell’anno 2005, di modo tale che le prestazioni dalla stessa effettuate fino al 29 dicembre 2009 possono essere valutate nei limiti dell’art. 2126 cod. civ., come peraltro riconosciuto nelle proprie deduzioni dall’interessata, e dunque come attività di mero fatto che se, ai sensi dell’art. 2041 cod. civ., consolida il diritto al riconoscimento del debito per le prestazioni rese (seppur nei limiti infra specificati), non consente di valutare utilmente tale periodo, ai fini del conferimento di ulteriori incarichi di direzione generale, atteso che, in caso contrario, si finirebbe per asseverare il conseguimento di tali incarichi in forza di provvedimenti difformi dall’art.19 comma 6 del D.Lgs. n. 165/2001;” …
Il “Considerato” è il seguente:
“Considerato, ai fini della valutazione del provvedimento di conferimento dell’incarico affidato con deliberazione della Giunta Regionale n. 585 del 29 dicembre 2009 e con D.P.Reg. n. 300058 del 19 gennaio 2010, che la ritenuta illegittimità del precedente provvedimento di nomina, quale Dirigente generale (anno 2005 e seguenti), non consente alla dr.ssa Monterosso di conseguire l’anzianità in qualifica dirigenziale prescritta per la nomina dall’art.19, comma 6 del D.Lgs. n. 165/2001, nel testo modificato dal D.Lgs. n. 150/2009, né realizza le condizioni alle quali la stessa norma subordina la nomina in presenza di una particolare specializzazione professionale, che deve oggi comunque integrarsi con un’esperienza, anche infradirigenziale, quinquennale;” …
In appresso riportiamo quanto “Delibera” la Deliberazione …
“… Per i motivi esposti in premessa, in adesione ai principi desumibili dalla nota n.0007216 del 3 maggio 2010 della Procura regionale presso la Corte dei Conti della Sicilia, di ritenere l’insussistenza delle condizioni prescritte dall’art.19, comma 6, del D.Lgs. n. 165 del 30 marzo 2001, nel testo anteriore al D.Lgs. n. 150 del 27 ottobre 2009, per la nomina della dr.ssa G.P.Monterosso, quale dirigente generale del Dipartimento regionale Pubblica Istruzione dell’Assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione, disposta con deliberazione della Giunta regionale n. 230 del 10 giugno 2005, di conseguenza caducandola, anche in quanto viziata nell’istruttoria per difetto di accertamento tecnico preventivo dei presupposti, dando mandato al Presidente della Regione di adottare analogo provvedimento di secondo grado relativamente al D.P.Reg. n. 02738 del 21 giugno 2005 di ritirare, pertanto, nell’esercizio del potere di autotutela, la deliberazione della Giunta regionale n. 585 del 29 dicembre 2009, nonché, per la parte di interesse, le deliberazioni della medesima Giunta n. 2 del 14 gennaio 2010 e n. 10 del 15 gennaio 2010, dando mandato al Presidente della Regione di provvedere, di conseguenza, al ritiro del D.P.Reg. di nomina n. 300058 del 19 gennaio 2010, sussistendo i presupposti dell’attualità dell’interesse pubblico nonché i profili di legittimità suffragati dagli espletati approfondimenti tecnici, e disponendo, al contempo, ai sensi dell’art. 2041 cod.civ., il riconoscimento del debito relativo alle prestazioni medio tempore rese, nei limiti di importo a tal riguardo posti dalla sentenza Corte dei Conti, Campania, n. 127/2009.”
Oggi la dott.ssa Monterosso è Segretario generale della presidenza della Regione siciliana, la più alta carica della burocrazia regionale in forza di una deliberazione di Giunta del Presidente Rosario Crocetta nella quale non c’è traccia di quanto riportato nella deliberazione 238 del 2010 della Giunta del Presidente Lombardo, così come della stessa non c’è traccia nella deliberazione 248 del 2012 sempre della Giunta del Presidente Lombardo.
Ecco, se il presidente della Regione, al di là della fiducia che ripone nella dott.ssa Monterosso e delle cui capacità professionali nessuno discute, spiegasse una volta per tutte come i suoi uffici sono stati in grado di confortarlo nella decisione che ha assunto nel 2013 (delibera della Giunta regionale n. 49 del 2013) di confermare nell’incarico la dott.ssa Monterosso, rimuoverebbe un pesante interrogativo che grava sulla chiave di volta su cui ha basato l’intero assetto burocratico del suo Governo.
Sappiamo da notizie di stampa, che riportano dichiarazioni del presidente, che in Giunta non sempre viene letto tutto ciò che viene sottoposto all’approvazione (sempre a proposito della vicenda Piano Giovani Sicilia), ma in questo caso forse sarebbe opportuno che si facesse rinfrescare la faccenda da funzionari informati dei fatti e, magari, da quegli uffici che hanno predisposto gli atti e che sono tenuti all’esercizio del controllo, anche nell'interesse dell'organo politico per preservarlo da possibili danni erariali. E magari potremmo venire a scoprire che la dott.ssa Monterosso possiede i requisiti previsti dalla normativa e le ragioni per cui la deliberazione 238 del 2010 non deve più trovare applicazione.
Se non verrà fatta chiarezza su questa vicenda si darà adito alla sempre più diffusa credenza che, con le opportune relazioni e senza doversi cimentare con noiose pratiche concorsuali, si possono scalare le vette della burocrazia … ma finché ci saranno delle norme, si dovrà tenere da conto che ci sarà sempre qualcuno che proverà a chiederne il rispetto … e la nostra Associazione “Perché no…qualcosa si muove” si è assunto quel ruolo non facile.
Paolo Luparello, presidente dell’Associazione “Perché no…qualcosa si muove” (Blog http://www.perchenosicilia.org)
Per leggere il manifesto dell’Associazione vai sul link che segue: http://goo.gl/O1ySgL
http://palermo.meridionews.it/articolo/27979/inchiesta-vi-raccontiamo-come-la-dottoressa-patrizia-monterosso-e-stata-nominata-segretario-generale-della-regione/



 "Pressioni, minacce e discoteca" Monterosso contro tutti





Venerdì 06 Dicembre 2013 - 13:08 di Riccardo Lo Verso



Il 25 novembre scorso l'attuale segretario generale della Regione ed ex dirigente generale della Formazione ha chiesto di essere sentita dai finanzieri nell'ambito dell'inchiesta sul Ciapi di Palermo. Due ore in veste di persona informata sui fatti. Ecco il suo verbale integrale.



PALERMO - “Sono Monterosso Giuseppa Patrizia nata a Palermo...”.Comincia così il verbale del segretario generale della Regione. Due ore di sommarie informazioni in veste di persona informata sui fatti. Le sue accuse sono pesanti. Tirano in ballo burocrati e politici. Descrivono un sistema illecito su cui ci sarà molto da indagare. E dal quale la Monterosso prende le distanze.

Patrizia Monterosso bussa alla porta prima della Procura e poi della Finanza. Vuole raccontare “circostanze utili alle indagini”. L'inchiesta è quella che ha travolto il Ciapi di Palermo. Quella sulle presunte ruberie dei soldi pubblici destinati dall'Unione europea all'ente di formazione professionale. Di lei aveva parlato in un verbale l'ex assessore Gian Maria Sparma, che ieri ha patteggiato un anno e sei mesi, sostenendo che la Monterosso avrebbe partecipato ad un viaggio a Taormina pagato, secondo l'ex assessore, da Giacchetto. Sul viaggio e sulla corrispondenza tra il pensiero di Sparma e ciò che era stato trascritto nel verbale con le sue stesse dichiarazioni non c'è ancora chiarezza. Di certo, però, la Monterosso aveva smentito categoricamente la notizia: "Ha pagato mio marito".

Il 25 novembre il più alto burocrate della Regione è seduto davanti a tre finanzieri del nucleo di Polizia tributaria. Le sue accuse rischiano di provocare un terremoto, l'ennesimo nei palazzi del potere siciliano.

Lo Nigro e il Ciapi
“Dopo avere letto sugli organi di informazione notizie relative alle indagini svolte nei confronti del Ciapi di Palermo desidero rappresentare che - racconta - nel settembre del 2008, dopo essermi insediata come dirigente generale del Dipartimento formazione professionale conobbi Lo Nigro Carlo Gaspare, all'epoca direttore dell'Agenzia regionale per l'impiego”. Tra i compiti del dirigente generale c'è anche quello di Autorità di gestione del piano operativo del Fondo sociale europeo 2007/2013. Ed è in questo contesto che incontra per la prima volta Lo Nigro. Va a trovarla nel suo ufficio, “senza nemmeno anticiparmelo, unitamente a un deputato regionale (oggi deceduto ndr). Lo Nigro mi parlò di un progetto del Ciapi di Palermo sulla formazione professionale del servizio 118. Mi parlò molto bene del progetto e, sulla base di alcune somme che non erano state ancora impiegate, mi propose di prorogare e finanziare la prosecuzione del progetto”.

Il “mostro sacro” Ciapi
La faccenda non la convinse: “Io risposi di no anche perché, devo ammettere, che da subito non vidi di buon occhio l'istituto dell'affidamento in house che, per l'appunto, consentiva al Ciapi di ottenere contributi pubblici direttamente, vale a dire senza l'indizione di bande e gare. In verità il Ciapi in Dipartimento era considerato un vero e proprio mostro sacro della formazione e il suo portavoce più autorevole era proprio Lo Nigro”. Uno status che avrebbe consentito all'ente di formazione, oggi travolto dallo scandalo e in liquidazione, di fare man bassa di finanziamenti pubblici: “La cosa che mi stupì fin da subito fu la circostanza che tutti i progetti di formazione della programmazione Fse 2000 2006 erano stati affidati dall'Agenzia per l'impiego al Ciapi Palermo. Quando parlavo con Lo Nigro io sapevo di parlare con il Ciapi attraverso l'Agenzia per l'impiego, anche perché nonostante abbia notato in più occasioni, altre persone che frequentavano gli uffici di Lo Nigro (due dei quali, solo dopo appresi essere Giacchetto Faustino e Riggio Francesco), (sono il manager della pubblicità e l'avvocato ed ex presidente del Ciapi su cui ruota l'inchiesta) ho ritenuto quantomeno all'inizio fossero dei collaboratori di Lo Nigro. Addirittura alcuni di loro (Giacchetto in un'occasione e Riggio in più occasioni) parteciparono a delle riunioni per la definizione del nuovo programma operativo”.

Ai ferri corti con Lo Nigro
“Ricordo che il giorno in cui fu pubblicato il mio primo bando per l'apprendistato (nell'autunno 2009) - prosegue la testimonianza della Monterosso - fui contattata telefonicamente da Lo Nigro il quale mi disse di essersi meravigliato del fatto che io non l'avessi interpellato prima. In quell'occasione urlando mi disse che prima di assumere simili decisioni avrei dovuto parlarne con lui...”.

L'incontro “casuale” con Faustino Giacchetto
Ad un certo punto la figura di Faustino Giacchetto prende corpo nel racconto della Monterosso: “Dato il mio scetticismo ricordo che in un'occasione si presentò in Dipartimento Giacchetto chiedendomi se volessi avere delle delucidazioni sul Ciapi, sull'operato dell'Ente e sul funzionamento dell'istituto di affidamento in house. Risposi al Giacchetto, che si presentò come collaboratore dell'Agenzia per l'impiego, che non era il momento di parlarne anche perché la questione era al mio esame”.
E arrivò il giorno di un  incontro ”casuale” fra i due: “Poco tempo dopo incontrai casualmente Giacchetto in via principe di Belmonte. Giacchetto ribadendo di essere un consulente del Ciapi, mi invitò a visitare il suo ufficio sito in via Ruggero Settimo. Risposi di essere particolarmente impegnata ma lui insistette e così sono salita nei suoi uffici. La visita fu molto breve e mi limitai a fare i complimenti a Giacchetto per la localizzazione del suo ufficio (nel salotto di Palermo)”.

Lo Nigro e Riggio tornano alla carica
La Monterosso ricorda il giorno “se non erro nel 2010”, in cui “Lo Nigro e Riggio si presentarono negli uffici del Dipartimento chiedendo di me. La dottoressa Mezzapelle mi anticipò la volontà di sottopormi in visione per la condivisione alcuni documenti che erano predisposti per replicare ai rilievi formulati dalla Corte dei Conti circa l'elaborazione del progetto Futuro semplice (che, illegittimamente, prevedeva l'affidamento insieme alle attività formative di beni e servizi che, invece, doveva essere affidati mediante gara. Devo ammettere che dopo avere letto i documenti li ritenni carta straccia”. E i rapporti con lo Nigro si deteriorarono. Per sempre.

Attaguile, Scoma, i progetti cassati e le pressioni
Ad un certo punto i finanzieri chiedono alla Monterosso se sa di contributi dati al Ciapi dall'assessorato regionale alla Famiglia: “Nel corso del 2009, il dirigente generale del Dipartimento Famiglia Francesco Attaguile, durante una riunione con l'autorità di Audit dottore Agnese Maurizio, e con l'autorità di Certificazione, dottore Benfante Ludovico, esibì due decreti con cui finanziava, sempre mediante procedura in house, due progetti al Ciapi di Palermo denominati Salis e Open che addirittura furono trasmessi alla Corte dei conti per il visto di legittimità. In quell'occasione sia io che i miei colleghi di Audit e Certificazione sostenemmo che i decreti dovevano essere revocati in quanto rigorosamente illegittimi perché emanati senza tenere conto della prevista procedura amministrativa. L'Attaguile esibì delle direttive con cui il suo assessore, Scoma Francesco (è indagato per corruzione nel Ciapigate ndr), lo invitava ad affidare, mediante procedura in house, i due progetti direttamente al Ciapi di Palermo".

Scoma e la minaccia del provvedimento disciplinare
Anche con Scoma, così come era avvenuto con Rino Lo Nigro, i rapporti della Monterosso divennero tesi: "Ricevetti due missive con cui Scoma criticava il mio comportamento minacciando quasi l'adozione di provvedimenti disciplinari nei miei confronti, in quanto sosteneva che con il mio comportamento, stavo invadendo la sfera delle decisioni dell'organo politico. Decisi di scrivere sia al dirigente generale Attaguile sia all'assessore Scoma che i due progetti dovevano essere immediatamente revocati cosa che poi avvenne. Mi riservo di fornirvi copia degli atti. È mia abitudine conservare quando il periodo è teso come lo era.

"Incardona non prese le mie difese"
Nel suo racconto l'attuale segretario generale tira in ballo anche l'ex assessore alla Formazione e Lavoro, Carmelo Incardona: "Per altro a quel tempo l'assessore alla Formazione era Carmelo Incardona il quale non prese mai parte a queste diatribe in mio favore ma anzi si pronunciò a favore dell'Agenzia per l'impiego (come ad esempio durante una giunta durante la quale Scoma mi chiedeva perché non avessi trasferito risorse all'Agenzia, Incardona mi esortava ad eseguire i trasferimenti".

"Isolata e fuori dagli interessi politici"
"Quindi da questo punto di vista mi consideravo ancora più sola e meno tutelata - prosegue il racconto -. Voglio precisare che tenuto conto soprattutto della mia rigida posizione relativamente all'istituto dell'affidamento in house, rimasi sempre fuori dal giro di interessi politici e non che ruotavano attorno al Ciapi".

Quelle strane trasferte a Buenos Aires tra cene e discoteca
Nell'ultima parte delle sommarie informazioni rese ai finanzieri, la Monterosso tocca un capitolo più volte rimbalzato anche nelle dichiarazioni del presidente della Regione Rosario Crocetta. E cioé quello sulle misteriose trasferte nelle sede argentina del Ciapi: "Ad esempio ricordo che in più di un'occasione soggetti istituzionali/pubblici impiegati (sicuramente gli assessori Scoma e Gentile (Luigi Gentile anche lui sotto inchiesta ndr), il dirigente Lo Nigro, i dirigenti generali dottoressa Russo Alessandra e dottoressa Di Liberti Maria Letizia) hanno partecipato a non meglio specificati incontri presso gli uffici del Ciapi di Buenos Aires. Sebbene mi sia stato più volte chiesto di partecipare a questi incontri io non vi ho mai preso parte. Non sono in grado di dirvi se in effetti in Argentina vi fosse una vera e propria struttura fisica riferita all'Ente. Posso solo dire che i partecipanti a detti incontri commentavano favorevolmente la riuscita dell'organiazzione di cene, pranzi e serate in discoteca senza fare mai riferimento ad attività istituzionali/progettuali”.




http://livesicilia.it/2013/12/06/monterosso-attacco-verbale-formazione_413445/
Notizie Cronaca: Regione, la Monterosso indagata per abuso d'ufficio

Scritto da Redazione1   
ImageLa procura di Palermo ha indagato per abuso d'ufficio Patrizia Monterosso, segretario generale della Regione, per una compensazione tra fondi comunitari e crediti vantati dalla Regione siciliana, operazione ritenuta illegittima. La vicenda riguarda le somme extrabudget versate agli enti di formazione, indagine che aveva già coinvolto gli allora dirigenti regionali del settore Anna Rosa Corsello e Michele Lacagnina. Monterosso era già stata condannata dalla Corte dei conti.

FORMATO EUROPEO PER IL
CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI

GIUESEPPA PATRIZIA
MONTEROSSO 12/06/1967 
0917075302

A decorrere dal 21 luglio
2012

Regione Siciliana riveste
il ruolo di Segretario Generale della Presidenza della Regione

A decorrere dal 6 luglio
2012 al 21 luglio 2012
Regione Siciliana Supporto
all'esercizio delle competenze - di cui al D.P. n.8/2001 inerenti l'Assessorato
Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica - assunte dal
Presidente della Regione Siciliana nella qualità di Assessore ad interim
dell'Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica.

Dal 16 gennaio 2012 al 28
maggio 2012
Regione Siciliana Supporto
all'esercizio delle competenze - di cui al D.P. n.8/2001 inerenti l'Assessorato
Regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali e del Lavoro - assunte dal
Presidente della Regione Siciliana nella qualità di Assessore ad interim
dell'Assessorato Regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali e del
Lavoro,

Dal 12 gennaio 2011 al 21
luglio 2012
Regione Siciliana riveste
il ruolo di Capo di Gabinetto dell'On. Presidente della Regione siciliana con
contratto di lavoro individuale stipulato con il medesimo per la durata di anni
due approvato con D.P. Reg. n. 300810 del 7.02.2011;

Dal 23 luglio 2010 al 27
settembre 2010
Regione Siciliana inquadrata,
presso PUfficio di diretta collaborazione dell'Assessore regionale della
Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro, quale Dirigente con contratto
individuale sottoscritto in data 3 agosto 2010.

Dal 1 Gennaio 2010 al 30
Giugno 2010
Regione Siciliana Regione
Siciliana - Assessorato Regionale dell'Istruzione e della Formazione
Professionale - Dipartimento Regionale dell'Istruzione e della Formazione
Professionale Dirigente Generale del Dipartimento

Dal 20 febbraio 2009 al 31
dicembre 2009
Regione Siciliana Regione
Siciliana - Assessorato Regionale Beni Culturali E Pubblica istruzione
-Dipartimento Regionale della Pubblica Istruzione e delle Ricerca Scientifica -
Dirigente Generale del Dipartimento Dall' 8 settembre 2008 al 31 dicembre 2009
Regione Siciliana Assessorato
Regionale del Lavoro e della Formazione Professionale Dipartimento Regionale
della Formazione Professionale Dirigente Generale del Dipartimento ad interim

Dall' 8 settembre 2008 al
31 dicembre 2009
Regione Siciliana Assessorato
Regionale del Lavoro e della Formazione Professionale Dipartimento Regionale
della Formazione Professionale Autorità di Gestione Programma Operativo Fondo
Sociale Europeo 2007/2013

Dal 21 Giugno 2005 al
febbraio 2009
Regione Siciliana Assessorato
Regionale Beni Culturali e Pubblica Istruzione - Dipartimento Regionale della
Pubblica Istruzione - Dirigente Generale del Dipartimento

Da ottobre 2006 a maggio
2007
Regione Siciliana Assessorato
Regionale Beni Culturali e Pubblica Istruzione - Dipartimento Regionale dei
Beni Culturali - Dirigente Generale del Dipartimento Beni Culturali ad interim

Da  09.2004 al 20.06.2005
Regione Siciliana Assessorato
Regionale Beni Culturali e Pubblica Istruzione - Ufficio di diretta
Collaborazione Gabinetto - Dirigente di III fascia con contratto di lavoro
subordinato a tempo determinato settore pubblica istruzione e 

Dall'01.05.2002 al
31.08.2004
Regione Siciliana Regione
Siciliana - Assessorato Regionale Beni Culturali e Pubblica Istruzione -
Ufficio di diretta Collaborazione - Dirigente di III fascia con contratto di
lavoro subordinato a tempo determinato nel servizio di valutazione e controllo
strateaICO. Inoltre si è occupata delle problematiche relative alla Pubblica
Istruzione ed in particolare a quelle concernenti la parità scolastica, il
processo di devoluzione . diritto allo studio, buono scuola, occupandosi di
seguire anche gli iter legislativi, liti ancora ha curato l'attività
di raccordo tra la Regione Siciliana ed il MIUR presso il tavolo tecnico
istituito in seno alla Conferenza Stato - Regioni presso la Presidenza del
Consiglio dei Ministri occupandosi tra l'altro dello studio ed elaborazione
delle considerazioni tecniche da presentare alla detta Conferenza unificata
nonché alla conferenza dei Presidenti delle Regioni. Infine si è occupata delle
problematiche inerenti la programmazione della ricerea scientifica e
dell'innovazione tecnologica universitaria, apportando il proprio contributo
per la Regione Siciliana nel contesto dei rapporti Regione Siciliana -
Università.. Ha curato inoltre l'analisi e la valutazione dei provvedimenti di
tale Servizio, ha attenzionato l'attuazione dei piani e programmi connessi alle
misure comunitarie gestite dal Dipartimento regionale PI., ha attenzionato
l'attività svolta dall'Ufficio Speciale Buono Scuola, ha continuato a curare le
problematiche in materia di pubblica istruzione relative al processo di devoluzione
e relative all'attuazione della Riforma della pubblica istruzione e della
ricerca universitaria, ha provveduto all'elaborazione di proposte per il
miglioramento e la razionalizzazione del settore dell'istruzione e del
decentramento universitario c ha elaborato, in relazione alle lince politiche
di programmazione indicate dall'assessore e agli obiettivi individuati
nell'attività di governo dal Presidente della Regione e in relazione agli atti
di indirizzo stabilite dalla Presidenza della Regione, direttive annuali da
emanare ai due direttori rispettivamente del Dipartimento regionale BB.CC.AA. e
del Dipartimento regionale Pubblica Istruzione Ila curato infine i rapporti tra
la Regione e gli Atenei Siciliani per quanto concerne l'individuazione dei criteri
di regolamentazione finanziaria per i Consorzi Universitari, la mobilità del
personale docente universitario per favorire il decentramento universitario. In
materia di istruzione scolastica si è occupata delle problematiche inerenti le
disfunzioni generate dal ruolo ad esaurimento del personale docente delle
scuole materne regionaludclle problematiche concernenti il dimensionamento
scolastico e l'attivazione di nuovi corsi e sezioni di scuola; della
predisposizione del Regolamento dell'Istituto di ricerca educativa della
Sicilia.

Dal 24.09.2003 al
31.08.2004
Regione Siciliana Assessorato
Regionale Beni Culturali e Pubblica Istruzione - Ufficio di diretta
Collaborazione - Dirigente di III fascia con contratto di lavoro subordinato a
tempo determinato nominata coordinatrice del Servizio di Valutazione e
Controllo Strategico dell'Ass.to Regionale BB.CC.AA. e P.I.

1.11.2001 al 30.04.2002
Regione Siciliana Assessorato
Regionale Beni Culturali e Pubblica Istruzione - Ufficio di diretta
Collaborazione Consulente dell'Assessore regionale BB.CC.AA.e P.I. con
contratto di Co.Co.Co. nell'ambito della segreteria tecnica per curare tutte le
iniziative e i disegni di legge riguardanti il Dipartimento Pubblica Istruzione
nonché i rapporti con il MIUR.
- Nell'ambito del suddetto
incarico di consulenza, si è occupata tra gli altri, di redigere uno studio sulle
problematiche afferenti gli aspetti formativi relativi ai due Dipartimenti
dell'Assessorato BB.CC.AA. e P.I. , dei rapporti del mondo universitario
siciliano con il Bacino del Mediterraneo, delle iniziative, dei disegni di
legge riguardanti la materia della pubblica istruzione e ha curato i rapporti
con il Ministero dell'Istruzione e dell'Università e della Ricerca.
- Ha curato inoltre,
l'elaborazione del disegno di legge sul buono scuola e il diritto allo studio universitario,
ne ha seguito l'iter parlamentare dalla V Commissione legislativa fino alla approvazione
da parte del Parlamento siciliano.
- Nominata il 25-02- 2002
componente del tavolo tecnico istituito dal Presidente della Regione siciliana
per curare gli approfondimenti settoriali della Pubblica Istruzione nell'ambito
della Riforma del Titolo V della Costituzione.


Dal 6-02-2002 è stata
nominata dall'Assessore Regionale ai BB.CC.AA. e P.I., in riscontro alla richiesta
del 2-01-2002 del Presidente della Regione, referente alla Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome per
il settore della Pubblica Istruzione e della Ricerca Universitaria istituita
presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. In particolare ha mantenuto
fino ad aggi tale incarico e ha curato lo studio e l'elaborazione degli apporti
tecnici alle seguenti problematiche:
A-Disposizioni per
l'armonizzazione della normativa relativa al diritto allo studio e alla parità scolastica;
B- D.P.C.M.
concernente il regolamento recante modalità e criteri per l'individuazione
dell'alunno come soggetto in situazione di handicap, ai sensi dell'art. 35
comma 7 della L. 27/12/2002 N. 289;
C- Schema di Decreto
Legislativo relativo alla definizione delle norme generali riguardanti la
scuola dell' infanzia e del 1° ciclo dell'istruzione ai sensi della legge 28
marzo 2003 N. 53;
D- Schema di Decreto
Legislativo 30/06/99 N. 233, concernente la riforma degli organi collegiali territoriali
della scuola, a norma dell'art. 21 della legge 15/03/97 N. 59;
E- Schema di direttiva del
Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, concernente le linee
guida per il potenziamento delle competenze di base per gli adulti;
F - Proposta di legge in
materia di stato giuridico degli insegnanti;
G- Schema di decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, concernente il fondo di intervento integrativo
da ripartire tra le Regioni e le Province autonome per la concessione dei
prestiti d'onore e l'erogazione di borse di studio;
H-Revisione del D.P.C.M. 9
aprile 2001 riguardante l'uniformità di trattamento per il diritto agli studi
universitari;
I - Schema di decreto
legislativo sull'alternanza scuola-lavoro art. 4 della L. 53/2003;
L- Problematica
relativa al trasporto degli alunni con Handicap o in situazione di svantaggio
ai sensi dell'art. 139, comma I lettera c) del decreto legislativo 31 marzo
1998, N. 112;
M- Schema di direttiva del
Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, concernente le linee
guida per il potenziamento delle competenze di base degli adulti;
N- Documento per
l'avvio del percorso di partneriato istituzionale a livello nazionale in
raccordo con il livello regionale per la definizione degli standard formativi
di cui all'art. 4 dell'accordo quadro sancito in conferenza unificata il 19
giugno 2003 tra il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e
il Ministro delle politiche sociali, le Regioni, i Comuni e le Comunità
montane;
O- Accordo per la
realizzazione del protocollo d'intesa fra la Regione Siciliana, il Ministero dell'Istruzione
e il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, concernente l'avvio a
partire dall'anno scolastico 2003-2004 di una offerta formativa sperimentale di
istruzione e formazione professionale di cui alla legge 28 marzo 2003 N. 53,
P- Schema di decreto
concernente la riforma del secondo ciclo dell'istruzione.
- Nominata il 30 aprile
2003 dall'Assessore Regionale alla Pubblica Istruzione, rappresentante per la Regione
Siciliana nell'organo collegiale, previsto dall'art. 75 comma 3 del decreto
legislativo n.300/99, costituito presso L'Ufficio Scolastico Regionale, di cui
fanno parte rappresentanti dello Stato, della Regione e delle Autonomie
territoriali interessate, che si occupa, ai fini di un coordinato esercizio
delle funzioni pubbliche in materia di istruzione, dell'attività di
coordinamento delle attività gestionali di tutti i soggetti interessati e della
valutazione della realizzazione degli obiettivi programmati nell'ambito della
regione siciliana.
- Nominata il 28-10-2003,
in riscontro alla richiesta del 10-10-2003 dell'Ufficio di Gabinetto dell'Assessorato
Regionale al Lavoro ed alla Formazione, quale esperto preposto alla definizione
delle modifiche agli articoli di legge concernenti l'integrazione dei sistemi
di istruzione e formazione.
- Dal 30.10.2003 ha
prestato il supporto tecnico alla Commissione Parlamentare regionale Antimafia per
il perfezionamento e la realizzazione di progetti concernenti l'implementazione
della cultura della legalità nelle scuole di ogni ordine e grado della Regione
Siciliana.

- Dal 7 marzo 2003 ha
prestato la sua collaborazione alla "Commissione parlamentare nazionale di
inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare per il
settore scuola'".

- In data 02-02-2004 è
stata nominata componente del tavolo tecnico regionale per la realizzazione delle
politiche sociali sull'handicap , istituito con decreto del Presidente della
Regione Siciliana. In tale ruolo si è occupata delle problematiche concernenti
il rapporto disabilità-scuola, curando l'elaborazione della parte concernente
tale settore all'interno del piano regionale triennale sulla disabilità, la
ricognizione delle risorse messe a disposizione nel settore della pubblica
istruzione, della definizione di raccordo e coordinamento delle attività in
tema di disabilità con la Cabina di Regia Regionale e l'Ufficio Scolastico
Regionale e della definizione di proposte nell'ambito degli interventi della
Comunità Europea.

- Dal 18-11-2003
componente del Comitato tecnico-scientifico dell'Istituto Regionale di Ricerca Educativa
della Regione Siciliana, a seguito della deliberazione n. 2/2003 adottata dal
Consiglio di amministrazione dell'I.R.R.E. Sicilia. In tale ambito si è
occupata del progetto di sviluppo delle iniziative a sostegno dell'avvio della
riforma della scuola primaria ; del progetto A.L.I.C.E. nella scuola
dell'autonomia: la rete delle professionalità; del progetto monitoraggio
sperimentazione ex D.M. 100 e C.M. 101 del 2002; del progetto
"un'opportunità da sperimentare";del progetto "attività a
sostegno delle scuole"; del progetto "sviluppo della consapevolezza
di sè: orientamento ed educazione all'imprenditoria"; del progetto "
la formazione per gli istituti scolastici gestiti dalla Regione;
del progetto " il
sistema formativo in Sicilia: le scuole autonome tra Stato e Regione";
del progetto
"l'autovalutazione quale strumento per l'autonomia scolastica"; del
progetto "attività nelle aree a rischio di dispersione scolastica: specificità
della scuola ed integrazione interistituzionale degli interventi"; obbligo
scolastico e obbligo formativo in Sicilia;
del Progetto
"progettualità e rendicontazione per i finanziamenti relativi ad azioni
specifiche:i fondi europei, I.F.T.S".;
del progetto "il
regolamento amministrativo contabile per la gestione dei finanziamenti
regionali alle scuole autonome";
del progetto "la
documentazione delle buone pratiche:quali modelli, quali prodotti";
del progetto
"contributi alla costituzione di un curricolo di scuola:quali strumenti
per le integrazioni delle diversità";
del progetto
"sviluppo della coscienza sulla legalità attraverso le pratiche
quotidiane:educazione ambientale; del progetto "la ricerca e la
didattica:interazione tra due aspetti della vita della scuola";
attualmente si sta
occupando del progetto "rapporto scuola-famiglia" e del progetto
"R.I.S.O.R.S.E"
- Ha provveduto, su
incarico dell'Assessore Regionale ai BB.CC.AA. e P.I., all'elaborazione dell'Intesa
di Programma tra il M.I.U.R. e la Regione Siciliana per favorire la
collaborazione nell'ambito degli interventi previsti dal programma operativo
nazionale " la scuola per lo sviluppo" a titolarità del Ministero
dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e dal programma operativo regionale
a titolarità della Regione Siciliana, al fine di incentivare l'attuazione di
interventi congiunti e per costruire una proposta strategica complessiva di
promozione della qualità ed efficacia del sistema scolastico e formativo della
Regione. Si ricorda che il protocollo d'intesa in oggetto è quello per il quale
la Giunta Regionale, nella seduta del 4.2.2003, ha dato il suo assenso. In tale
protocollo vengono individuate le seguenti aree di intervento.: dispersione
scolastica, istruzione e formazione permanente, qualità del sistema
dell'istruzione e società dell'informazione e della conoscenza, raccordo
scuola-lavoro e IFTS.
- Nella seduta N. 70 del
16 luglio 2003. la Commissione V Cultura, Formazione e Lavoro dell'Assemblea
Regionale Siciliana le ha conferito l'incarico di seguire i lavori della sottocommissione
per la redazione di un disegno di legge sui consorzi universitari, in quanto
esperta in materia.
- Si è anche occupata
negli anni 2004 e 2005 delle problematiche di dimensionamento scolastico e di parità
scolastica per la quale ha ricevuto la delega a rappresentare l'On Assessore
nella Commissione Regionale apposita.

Dal 27 gennaio 2011
Vice Presidente Fondazione
Orchestra Sinfonica Siciliana

Dal 22 novembre 2011
Rappresentante della
Regione Siciliana in seno al Consiglio dei Garanti dell'Università Kore di Enna

Dal luglio 2009
Incarico Componente del
Comitato Scientifico del CERISDI - Centro Ricerche e  Studi Direzionali

Dal novembre 2009
Coordinatore Istituzionale
della Regione Siciliana per il Progetto PACEF " Pacto para la Capacitacion
y el Empieo Femenino"

Dal 23 luglio 2007 alP08.01.2010
Componente Consiglio di
amministrazione di Cinesicilia S.R.L.

Dal 10 agosto 2007
Componente del Comitato
Tecnico del Centro di Ricerca Elettronica in Sicilia nominato dal Presidente
della Regione

Dal ottobre 2006
Componente del Comitato
per l'educazione alla Cittadinanza del Ministero della Pubblica istruzione -
Ufficio scolastico regionale per la Sicilia Componente del Comitato di
Indirizzo del Consorzio Universitario di Caltanissetta

Dal 2005
Componente del Comitato
Tecnico Scientifico dell' IRRE – Istituto  Regionale di Ricerca Educativa della Sicilia

Dal dicembre 2005
Componente del Comitato
Nazionale "Scuola e Legalità" istituito del Ministro dell'Istruzione
dell'Università della Ricerca

Dal 10.03.2008 al
19.06.2008
nominata dall'Assessore
regionale alla Famiglia e Autonomie Locali, Commissario Straordinario della
Provincia regionale di Palermo.

Dal 2002 al 2004
è stata nominata
componente del Consiglio di Amministrazione del Teatro Stabile
"Biondo" di Palermo;

11 13 giugno 2002
è stata nominata
componente del Comitato tecnico scientifico presso il Museo di arte contemporanea
del Comune di Ghibellina

Il 31 maggio 2004
è stata nominata
Presidente della Commissione I.F.T.S. POR Sicilia Misura 3.07 dal Dipartimento
Pubblica Istruzione dell'Assessorato BB.CC.AA. e P.I. della Regione Siciliana

Dal l settembre 2004
riconfermata,
dall'Assessore Regionale ai BB.CC.AA. e P.I. quale referente presso la
conferenza Stato-Regioni istituita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri
con sede in Roma nella via Parigi n. 11, per il settore Pubblica Istruzione e
Ricerca Scientifica.

Dal 13-10-2004
è stata nominata
Presidente di commissione di esami P.O.R. Sicilia 2000-2006-misura 3.07-corso
I.F.T.S. - " operatore sociale dei minori a rischio di emarginazion

Dal 10-12-2004
è stata nominata
Presidente di commissione di esami P.O.R. Sicilia 2000-2006-misura 3.07-corso
I.F.T.S. - " guida alle riserve naturali della Sicilia".

Nell'anno 2003
coordinatrice del Comitato
tecnico scientifico del Consorzio "Pegaso", prestigiosa istituzione
no profit, che si occupa tra l'altro della realizzazione di progetti: per la
lotta alla dispersione scolastica, a favore dei minori svantaggiati, portatori
di handicap etc.

1993
Diploma di Laurea in
Filosofia conseguito presso l'Università degli Studi di Palermo, in data
23.03.1993, con tesi dal titolo "Il concetto di mente in J.R. Searle"
con la votazione di 110/110 con lode

1999
Dottore di Ricerca in
Filosofia presso l'Università degli Studi di Palermo, facoltà di Lettere e
Filosofia, conseguito in data 03 maggio 1999, con una tesi dal titolo
"L'esigenza di una comune gnoseologia in filosofie eterogenee: Adorno e
Prigogine";^-

Vincitrice nell'anno 1999
della selezione per
l'attribuzione dell'assegno di ricerca dal titolo "La problematica europea
di una nuova gnoseologia", indetto dall'Università degli Studi di Palermo,
facoltà di Lettere e Filosofia conseguendo la relativa idoneità;

1994
In data 01.11.1994 ha
conseguito la qualifica di Cultrice di Storia della filosofia, presso
l'Università degli Studi di Palermo

1994
Nome e tipo di istituto di
Ha prestato la propria attività didattica presso l'Università degli Studi di istruzione
o formazione Palermo, Istituto di Storia della filosofia, dal 

14.11.1994,
essendo inserita nella Commissione d'esami di Storia della filosofia

Dal 1997 al 1999
Dottore di Ricerca in
Filosofia presso l'Università degli Studi di Palermo, facoltà
di
Lettere e Filosofia

1998/1999
Nell'anno scolastico
1998/1999 assunta a tempo indeterminato dal MIUR
Dal 2000 al 2002
ha svolto Fattività di
assegnista di ricerca in Filosofia presso FUniversità degli Studi di Palermo,
Dipartimento di Arti e Comunicazione.

1997
Ha utilmente partecipato
ali 'Vili Convegno Nazionale di Filosofia svoltosi a Reggio Emilia dal 06 al 09
ottobre 1997, organizzato dall'Istituto Antonio Banfi di Reggio Emilia,
conseguendone il relativo attestato

1996
Ha partecipato al
Seminario "Continuità e discontinuità nei processi evolutivi",
organizzato dall'Università degli studi di Palermo – Centro Studi di terapia
familiare sistemica, a cura del Prof. Mauro Ceruti, svoltosi a Palermo il
19.05.1996, conseguendone il relativo attestato;! ì

1996
Ha partecipato al
Seminario "Il problema della contingenza nei processi evolutivi"
organizzato dall'Università degli studi di Palermo – Centro Studi di terapia
familiare sistemica, a cura del Prof. Mauro Ceruti, svoltosi a Palermo il
13.06.1996, conseguendone il relativo attestato;

1996
Ha partecipato al
Seminario "Evoluzione e conoscenza" organizzato dall'Università degli
studi di Palermo - Centro Studi di terapia familiare sistemica, a cura del
Prof. Mauro Ceruti, svoltosi a Palermo il07.10.1996:

1998
Ha partecipato al convegno
"Pschiatria e arte nel teatro dell'anima" organizzato dall'ASL 6 di
Palermo, Settore Salute Mentale, svoltosi a Palermo il 09.10.1998, il 06.11.1998
ed il 05.12.1998;

1994
Ha prestato la propria
attività didattica presso l'Università degli Studi di Palermo, Istituto di
Storia della filosofia, dal 14.11.1994, essendo inserita nella Commissione
d'esami di Storia della filosofia.

2000
Nome e tipo di istituto di
Nell'anno 2000 ha vinto la selezione per l'attribuzione di un assegno di
ricerca biennale in Filosofia dal titolo "La teoria della complessità
negli aspetti etico-sociologici della problematica uomo- ambiente" indetto
dall'Università degli Studi di Palermo, Dipartimento di Arti e Comunicazione.


1998
Nome e tipo di istituto di
Assunta a tempo indeterminato, giusta contratto sottoscritto in data istruzione
o formazione 01.10.1998. presso il Ministero della Pubblica Istruzione Autorizzo
il trattamento dei dati personali ai sensi dell'art. 13 del D.L.vo n. 196/2003 Palermo,
07 agosto 2012


N. 01244/2014 REG.PROV.COLL.

N. 02026/2012 REG.RIC


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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 2026 del 2012, integrato da motivi aggiunti, proposto da:
Salvatore Taormina e Alessandra Russo, rappresentati e difesi dagli avv. Francesco Castaldi e Federico Castaldi, con domicilio eletto presso Francesco Castaldi in Palermo, via Principe di Villafranca, 29; 
contro
Presidenza della Regione Siciliana e Giunta di Governo della Regione Siciliana, rappresentate e difese per legge dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, domiciliata in Palermo, via A. De Gasperi, 81; 
nei confronti di
Giuseppa Patrizia Monterosso, rappresentata e difesa dagli avv. Giovanni Immordino, Giuseppe Immordino e Giuseppe Nicastro, con domicilio eletto presso Giovanni Immordino in Palermo, via Libertà, 171; 
per l'annullamento
- quanto al ricorso principale -
del D.P. Reg. n. 5068 del 19 luglio 2012 con il quale, in esecuzione della deliberazione della Giunta Regionale n. 248 del 13 luglio 2012, veniva conferito l’incarico di Segretario Generale della Presidenza della Regione alla dott.sa Giuseppa PatriziaMonterosso, soggetto esterno all’Amministrazione regionale, per la durata di anni quattro.
- quanto ai motivi aggiunti –
della delibera n. 49 del 5 febbraio 2013, con la quale la Giunta Regionale siciliana conferma l’incarico di Segretario Generale della Presidenza della Regione, sino alla sua naturale scadenza, ex art. 9, comma 3, l. r. n.10 del 2000 in favore di PatriziaMonterosso, già conferitole con Decreto Presidente Regione n. 5068 del 19 luglio 2012.
Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio della Presidenza della Regione Siciliana, della Giunta di Governo della Regione Siciliana e di Giuseppa Patrizia Monterosso;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 16 aprile 2014 la dott.ssa Caterina Criscenti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO
Con ricorso notificato il 2 novembre 2012 e ritualmente depositato Salvatore Taormina e Alessandra Russo, dirigenti di ruolo della Regione Siciliana, impugnavano il D.P. Reg. n. 5068 del 19 luglio 2012 con il quale, in esecuzione della deliberazione della Giunta Regionale n. 248 del 13 luglio 2012, veniva conferito l’incarico di Segretario Generale della Presidenza della Regione a Giuseppa Patrizia Monterosso, soggetto esterno all’Amministrazione regionale, per la durata di anni quattro.
Sintetizzato il contenuto dei provvedimenti impugnati, ne affermavano l’illegittimità per 1. Violazione e falsa applicazione del D.L.G.S n.165/2001. Violazione e falsa applicazione della l.r. n.28 del 1962 e s.m.i. Eccesso di potere per illogicità, errata previsione dei criteri, errata valutazione dei presupposti, sviamento di potere; 2. Violazione e falsa applicazione della legge n. 241/1990 e dei principi generali vigenti in materia anche in relazione all’art. 97 Cost.; 3. Violazione e falsa applicazione del D.LGS. 165/2001. Eccesso di potere. Carenza di istruttoria, difetto assoluto di motivazione; ed ancora per 4. Violazione e falsa applicazione dei principi generali in materia di contenimento della spesa pubblica. Concludevano, pertanto, chiedendo al Tribunale “di annullare i provvedimenti impugnati e condannare i convenuti al risarcimento dei danni morali e di perdita di chance”.
Si costituiva in giudizio la Presidenza della Regione Siciliana e la Giunta per il tramite dell’Avvocatura distrettuale dello Stato, producendo documentazione.
Resisteva in giudizio anche la controinteressata, che con memoria dell’11 dicembre 2012 eccepiva l’inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, in subordine l’inammissibilità del ricorso collettivo proposto dai due dirigenti per conflittualità delle loro posizioni ed ancora l’inammissibilità del ricorso sia per carenza d’interesse, essendo i ricorrenti inquadrati nella terza fascia dirigenziale, alla quale non possono essere attribuiti incarichi dirigenziali apicali, oltre che per mancata impugnazione della deliberazione della Giunta regionale n. 248 del 13 luglio 2012, atto presupposto.
Con memoria depositata il 28 marzo 2013 anche l’Avvocatura dello Stato eccepiva il difetto di giurisdizione del giudice adito, svolgendo comunque difese di merito e chiedendo, altresì, il rigetto della domanda risarcitoria.
Con ricorso per motivi aggiunti, notificato il 29 marzo 2013 all’Avvocatura dello Stato e direttamente a Patrizia Monterossoe depositato il 17 aprile 2013, gli originari ricorrenti impugnavano la delibera n. 49 del 5 febbraio 2013 con la quale la Giunta regionale siciliana confermava, ex art. 9, comma 3, l. r. n.10 del 2000, l'incarico di Segretario Generale della Presidenza della Regione in favore di Patrizia Monterosso. Ribadivano la sussistenza della giurisdizione amministrativa trattandosi di atti dotati di carattere autoritativo, avulsi dagli ordinari poteri del privato datore di lavoro ed espressione della potestà organizzativa dell'ente, e specificavano che “La conferma del predetto incarico quale atto consequenziale degli atti presupposti impugnati con il ricorso introduttivo deve essere annullato congiuntamente a questi ultimi”, così insistendo per la condanna al risarcimento dei danni morali, di immagine e di perdita di chance.
In data 3 marzo 2014 i ricorrenti depositavano documenti ed una memoria con la quale replicavano alle eccezioni e difese delle controparti.
Con memoria del 26 marzo 2014 la difesa della controinteressata ribadiva l’eccezione di inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione e prospettava l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza d’interesse, posto che la dott.Monterosso era stata nuovamente nominata dall’attuale Giunta regionale con delibera n. 49 del 5 febbraio 2013, asseritamente impugnata dai ricorrenti – secondo quanto riportato nell’ultima memoria - con motivi aggiunti non notificati però ai sensi del comb. disp. artt. 43, co. 2, c.p.a. e 170 c.p.c. presso il domicilio eletto, e rispetto ai quali dichiarava di non accettare alcun contraddittorio
All’udienza pubblica del 16 aprile 2014 la causa è stata chiamata e posta in decisione.
DIRITTO
1. Occorre preliminarmente esaminare l’eccezione di difetto di giurisdizione sollevata dalla controinteressata Monterosso e dall’amministrazione resistente.
1.1. La valutazione dell’eccezione richiede la previa esatta individuazione dell’oggetto del giudizio, altro profilo su cui, peraltro, si incentrano i rilievi di inammissibilità formulati dalla difesa della controinteressata. Asserisce, infatti, quest’ultima che il ricorso principale sarebbe inammissibile anche per mancata impugnazione dell’atto presupposto, ossia della deliberazione della Giunta regionale n. 248 del 13 luglio 2012.
Il rilievo non coglie nel segno.
L’oggetto dell’impugnativa promossa col ricorso principale (di quello per motivi aggiunti si dirà più avanti) è da individuare tanto nella deliberazione di Giunta regionale n. 248/12, quanto nel decreto presidenziale n. 5068/12 che, privo di autonomo contenuto e motivato essenzialmente con riferimento alla deliberazione suddetta, ne costituisce atto esecutivo.
Al di là del dato squisitamente formale rappresentato dalla ambigua formulazione dell’epigrafe del ricorso, ove la domanda di annullamento appare indirizzata avverso il D.P. 5068/12, adottato “in esecuzione della deliberazione della Giunta Regionale n. 248 del 13 luglio 2012”, la lettura dell’intero atto introduttivo del giudizio, nella sua articolazione in fatto ed in diritto, proposto fra l’altro nei riguardi tanto della Presidenza quanto della Giunta, non lascia dubbio alcuno in merito alla volontà dei ricorrenti di contestare ed ottenere l’annullamento di entrambi i provvedimenti.
La parte in fatto, iniziale e descrittiva, dà, infatti, conto anche del testo della delibera di Giunta, i motivi in diritto sono proposti avverso il decreto e la deliberazione, e nel corpo delle censure ci si riferisce sempre ai “provvedimenti impugnati” dei quali, nelle conclusioni, si chiede l’annullamento.
1.2. Così precisato l’oggetto del giudizio e tenuto conto della concreta formulazione della domanda, il Collegio ritiene che l’eccezione di carenza di giurisdizione debba essere respinta, essendo la controversia radicata avanti al giudice amministrativo legittimato in sede di riparto.
A sostegno dell’assunto è sufficiente richiamare la motivazione dell’ordinanza delle Sezioni Unite, segnalata dalla stessa difesa della controinteressata nella memoria conclusiva, ordinanza intervenuta su regolamento di giurisdizione promosso in un analogo giudizio (il n. 926/10 R.G.), proposto proprio innanzi a questo Tar sempre nei confronti, tra gli altri, dellaMonterosso.
Le Sezioni Unite, con l’invocata ordinanza del 3 novembre 2011, esattamente la n. 22733 (non risultando corretto il numero citato nella sentenza n. 213/12, che ha definito il giudizio n. 926/10 R.G. cit., riportata dalla controinteressata), hanno:
- riconosciuto che “spettano alla giurisdizione generale di legittimità del giudice amministrativo le controversie nelle quali, pur chiedendosi la rimozione del provvedimento di conferimento di un incarico dirigenziale (e del relativo contratto di lavoro), previa disapplicazione degli atti presupposti, la contestazione investa direttamente il corretto esercizio del potere amministrativo mediante la deduzione della non conformità a legge degli atti organizzativi, attraverso i quali le amministrazioni pubbliche definiscono le linee fondamentali di organizzazione degli uffici e i modi di conferimento della titolarità degli stessi”;
- nello specifico giudizio, affermato la giurisdizione del giudice ordinario, rilevando che “l'oggetto di impugnazione è costituito esclusivamente dagli atti di conferimento degli incarichi e dalla delibera relativa alla cessazione degli incarichi dei ricorrenti: sicché l'illegittimità di quest'ultima deriverebbe non da una diversa scelta organizzativa dell'amministrazione, che dovrebbe essere valutata dal giudice amministrativo, ma direttamente dal conferimento degli incarichi esterni, come evidenzianti l'intenzione dell'amministrazione di adottare una scelta di esternalizzazione degli incarichi, la quale, tuttavia, deve plausibilmente trovare sostanza in un atto autonomo che colleghi "cessazione degli incarichi interni" e "conferimento degli incarichi esterni" e deve necessariamente essere oggetto di specifica impugnazione”.
Nel caso in esame, invece, come si è già sopra precisato, oggetto principale della lite è proprio l’atto col quale l’amministrazione fissa i modi di conferimento dell’incarico e manifesta l'intenzione di adottare, ai sensi degli art. 9 l.r. n. 10/2000 e 11 l.r. n. 20/2003, una scelta organizzativa di esternalizzazione, espressione di un potere pubblico discrezionalmente esercitato in termini generali (programmi di attività, criteri e procedure di conferimento, determinazione di ricorrere all’esterno: cfr. art. 2, co. 1, D.lgs. 30 marzo 2011, n. 165), rispetto al quale rilevano posizioni giuridiche soggettive di interesse legittimo.
1.3. E che si tratti, in casi del genere, di atti di organizzazione è confermato testualmente pure dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 156 del 28 aprile 2011, con la quale è stato dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzione tra enti promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri a seguito di deliberazioni della Giunta della Regione siciliana adottate ai sensi dell'art. 9, comma 8, l.r. n. 10 del 2000, proprio sul presupposto che “Le delibere impugnate sono riferibili all'organizzazione degli uffici regionali, materia di competenza legislativa esclusiva regionale”.
Né muta i termini della questione la circostanza che la delibera di Giunta, impugnata insieme al provvedimento presidenziale di nomina, contenga, oltre alle riferite scelte macro-organizzative, anche l’individuazione del soggetto cui attribuire l’incarico, prodromica a sua volta all’adozione del pedissequo provvedimento presidenziale.
Anche a concedere al provvedimento della Giunta la duplice valenza di atto macro-organizzativo e gestionale-paritetico di conferimento dell’incarico, sussiste comunque la giurisdizione del giudice amministrativo, atteso che il conferimento dell’incarico alla Monterosso è logicamente consequenziale all’adozione di criteri di conferimento che, secondo la prospettazione di parte ricorrente, sono stati elaborati proprio allo scopo di pervenire illegittimamente alla ritenuta assenza di professionalità interne all’Amministrazione, circostanza necessaria, a sua volta, per supportare la determinazione di ricorrere all’esterno per attribuire l’incarico. Entrambe le scelte implicano, come appare evidente, un momento valutativo discrezionale ed autoritativo, del tutto incompatibile con un atto paritetico di gestione proprio del rapporto di lavoro pubblico privatizzato (sul carattere discrezionale delle nomine dirigenziali che “rende non implausibile” l'affermazione della propria giurisdizione da parte del giudice amministrativo, cfr. anche Corte Cost., 23 marzo 2007, n. 104).
Deve, pertanto, essere ritenuta e dichiarata la giurisdizione del giudice amministrativo.
2. Ciò puntualizzato, occorre dar conto degli altri rilievi di inammissibilità.
Ritiene il Collegio che, tra questi, sia logicamente preliminare quello che si appunta sulla proposizione del ricorso in forma collettiva. Rileva la controinteressata che sussisterebbe un conflitto di interessi tra le posizioni dei ricorrenti, posto che entrambi assumono di essere in possesso dei requisiti necessari per ricoprire il posto – che è unico - di Segretario Generale.
Si difendono i ricorrenti, rilevando che essi non chiedono la nomina al posto di Segretario Generale, ma il riconoscimento dell’intervenuta lesione dell’interesse legittimo ad un corretto esercizio della discrezionalità amministrativa nelle scelte di natura macro-organizzativa adottate dalla Regione con la delibera impugnata.
2.1. La difesa sul punto è persuasiva, sicché l’eccezione è da respingere.
In effetti le censure mosse dai ricorrenti, come si è già detto, sono dirette avverso i criteri, le procedure di valutazione e la determinazione della Regione di ricorrere all’esterno, previa affermazione di non rinvenibilità nei propri ruoli delle professionalità richieste.
Invero l’Amministrazione convenuta non avrebbe reso pubblica la disponibilità del posto vacante, né avrebbe pubblicato un avviso interno che informasse i dirigenti della necessità di coprire l’incarico e della professionalità richiesta e conseguentemente non ha potuto acquisire la disponibilità dei dirigenti all’assunzione dell’incarico attraverso la trasmissione dei loro curriculum, limitandosi ad esaminare le professionalità interne mediante valutazione delle schede sintetiche contenute nell’archivio informatico, non aggiornate e comunque non specificamente e congruamente formulate con riferimento all’incarico da attribuire. Peraltro il conferimento dell’incarico sarebbe avvenuto sulla scorta di criteri alquanto incoerenti rispetto alla natura e alle caratteristiche dei programmi da realizzare nell’ambito delle competenze proprie della Segreteria generale, venendo meno alle prescrizioni imposte dall’art. 9, comma 1, L.r. n.10 del 2000.
Ne consegue che l’eventuale annullamento della deliberazione di Giunta e del conseguente atto di nomina avrebbe come esito non l’attribuzione dell’incarico, ma soltanto la riedizione del potere discrezionale secondo l’effetto conformativo.
3. Se, però, in questi termini astratti non vi sono ragioni per escludere la proponibilità di un ricorso in forma collettiva, va aggiunto che i due ricorrenti assumono di avere un interesse legittimo al corretto esercizio del potere, in quanto entrambi in possesso dei requisiti necessari a ricoprire quel posto, mentre la difesa della Monterosso assume che essi non avrebbero titolo, ai sensi della normativa vigente (artt. 9, co. 4 e 8, l.r. n. 10/2000 e 11, co. 4 e 5, l.r. 20/03), ad assumere l’incarico di Segretario generale, essendo dirigenti di terza fascia. Per questo motivo sarebbe ravvisabile una carenza d’interesse.
3.1. Rileva a tal proposito il Collegio che sebbene sia stata proprio la stessa Giunta, nell’atto impugnato, a scrutinare anche questa categoria di dirigenti, compresi i due ricorrenti, scegliendo espressamente di effettuare “una seconda ricognizione con riferimento ai dirigenti anche di terza fascia, che abbiano ricoperto incarichi di struttura di massima dimensione”, sicché gli odierni ricorrenti sono stati parte del procedimento, per altro non è in loro ravvisabile la qualità di “giusta parte” cui corrisponde l’interesse sostanziale a ricorrere.
È corretto, infatti, il rilievo della controinteressata, condiviso peraltro espressamente dalla difesa dell’amministrazione (sia pure con espresso riferimento solo all’art. 9, l.r. n. 10/00: vd. pag. 3 della memoria del 28 marzo 2013), secondo cui la normativa regionale non consente l’affidamento degli incarichi di dirigente generale ai dirigenti di terza fascia.
3.2. Occorre dare rapidamente conto della normativa in questione.
Ai sensi dell’art. 9, co. 4, l.r. n. 10/00 l'incarico di dirigente generale può essere conferito “a dirigenti di prima fascia, e nel limite di un terzo, che può essere superato in caso di necessità di servizio e nel rispetto del limite numerico di cui alla tabella A allegata alla presente legge, a dirigenti di seconda fascia ovvero a soggetti di cui al comma 8”, ossia a persone non dei ruoli dell’Amministrazione.
L’art. 11 l.r n. 20/2003, contenente “Misure urgenti per la funzionalità dell’Amministrazione regionale”, dopo aver stabilito che l’incarico di dirigente generale poteva essere affidato a dirigenti di prima fascia o ad esterni (comma 4), prevedeva al comma 5, nella sua originaria stesura, che “L’incarico di dirigente generale può essere, altresì, conferito a dirigenti dell’amministrazione regionale, appartenenti alle altre due fasce, purché, in tal caso, gli stessi siano in possesso di laurea, abbiano maturato almeno sette anni di anzianità nella qualifica di dirigente, …”
L’inciso “appartenenti alle altre due fasce” veniva impugnato dal Commissario dello Stato che rilevava come la previsione “si porrebbe in contrasto con l'art. 97 della Costituzione sotto il profilo del buon andamento della pubblica amministrazione, in quanto consentirebbe il conferimento delle funzioni di dirigente generale anche ai dirigenti della c.d. "terza fascia" (i quali, prima dell'entrata in vigore della L.R. 15 maggio 2000, n. 10, recante "Norme sulla dirigenza e sui rapporti di impiego e di lavoro alle dipendenze della Regione Siciliana. Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali. Istituzione dello Sportello unico per le attività produttive. Disposizioni in materia di protezione civile. Norme in materia di pensionamento", svolgevano funzioni direttive e non dirigenziali) senza alcuna verifica delle loro capacità professionali ed attitudinali in relazione al nuovo incarico”. Con ord. 28 aprile 2004, n. 131 la Corte Costituzionale dichiarava cessata la materia del contendere, rilevando che “dopo la proposizione del ricorso, la legge approvata dall'Assemblea regionale siciliana il 13 novembre 2003 è stata promulgata (L.R. 3 dicembre 2003, n. 20) con omissione delle parti impugnate, sicché risulta preclusa la possibilità che sia conferita efficacia alle disposizioni censurate”.
3.2. Ne consegue che l’art. 11, co. 5, l.r. n. 20/03, come promulgato e vigente, privo di quell’inciso, importa che l’incarico di dirigente generale non può essere attribuito ai dirigenti di terza fascia, categoria avverso cui si incentravano specificatamente i rilievi del Commissario.
Né tale esegesi può dirsi inficiata dall’ultimo periodo del co. 5, a’ sensi del quale “La distinzione in fasce non rileva ai soli fini del conferimento dell'incarico di cui al presente comma”, su cui si concentra la difesa dei ricorrenti (vd. pag. 23 della memoria del 3 marzo 2014). In un’interpretazione logica complessiva della disposizione, che tenga conto anche del suo iter, tale periodo può riferirsi solo ai dirigenti di prima e seconda fascia, quest’ultimi non incisi dall’intervento del Commissario dello Stato (anche se in effetti non più contemplati espressamente dal testo come promulgato, ma pur sempre menzionati nel co. 4 dell’art. 9 l.r. n. 10/00), la cui posizione comunque non viene in rilievo nel caso in esame.
3.3. Il ricorso è, quindi, inammissibile per carenza d’interesse, essendo stati i ricorrenti, quali dirigenti di terza fascia, illegittimamente scrutinati e non potendo aspirare, neanche in caso di riedizione del potere, al conseguimento dell’incarico per il quale è vertenza.
3.4. Siffatta inammissibilità colpisce ovviamente non solo la pretesa impugnatoria, ma anche quella risarcitoria, che peraltro sarebbe già tendenzialmente incompatibile con la domanda di annullamento così come articolata.
Ed infatti, per un verso, l’annullamento dell’atto presupposto, supportato da un preteso interesse solo oppositivo, si sarebbe posto già come integralmente satisfattivo della pretesa, giacché l’amministrazione avrebbe dovuto rinnovare la procedura conformandosi alle prescrizioni contenute in sentenza; per altro verso poi, i due ricorrenti, quali dirigenti di terza fascia, non hanno titolo a lamentare danni risarcibili, quali perdita di chance o danni all’immagine (in ipotesi neppure in via autonoma, se pure la domanda di annullamento la si volesse qualificare subordinatamente come mera domanda di accertamento dell’illegittimità dei provvedimenti impugnati), non potendo in ogni caso aspirare all’incarico di Segretario generale.
Per tutto quanto esposto il ricorso è, nel suo complesso, inammissibile.
4. Il collegio ritiene opportuno dar conto anche di un’altra eccezione di inammissibilità, connessa alla irrituale notificazione dei motivi aggiunti, che viene esaminata per la sua stretta correlazione con il percorso argomentativo sin qui svolto.
4.1. Col ricorso principale è stato chiesto di “annullare i provvedimenti impugnati e condannare i convenuti al risarcimento dei danni morali e di perdita di chance in favore dei ricorrenti”. I due ricorrenti hanno cioè fatto leva sullo strumento impugnatorio, supportato dall’interesse strumentale e oppositivo di cui si è detto, unendovi una domanda risarcitoria.
Analoghe richieste hanno poi svolto coi motivi aggiunti, aventi ad oggetto la deliberazione della Giunta Regionale n. 49 del 5 febbraio 2013, adottata dal neo eletto Presidente della Regione ai sensi dell’art. 9, co. 3, l.r. n. 10/00, di conferma dell’incarico già conferito alla dott.ssa Monterosso con deliberazione n. 248/12.
Anche rispetto ad essa i ricorrenti, coi motivi aggiunti, hanno manifestato il proprio interesse oppositivo, specificando che la conferma del predetto incarico, quale atto consequenziale degli atti presupposti impugnati con il ricorso introduttivo, deve essere annullato congiuntamente a questi, con richiesta di risarcimento dei danni.
4.2. Il ricorso per motivi aggiunti non è stato però introdotto ritualmente, essendo stato notificato personalmente alla controinteressata anziché presso il procuratore costituito, come invece prescritto dal comb. disp. artt. 43, co. 2, c.p.a. e 170 c.p.c.. La controinteressata non si è costituita avverso il nuovo ricorso, limitandosi nella memoria sul ricorso principale, predisposta in vista dell’udienza pubblica, ad evidenziare l’irritualità della notificazione, senza accettare il contraddittorio, il che esclude che l’atto abbia comunque raggiunto lo scopo cui era diretto.
È vero che, secondo una condivisibile esegesi, nel processo amministrativo, ed in particolare nel rito ordinario, a tale irritualità non consegue necessariamente l’inammissibilità dei motivi aggiunti.
Considerato che la domanda nuova potrebbe essere proposta anche con ricorso separato, notificato evidentemente alla parte personalmente, e potendo poi il giudice provvedere alla riunione dei ricorsi ai sensi dell’art. 70 c.p.a. (art. 43, co. 3, c.p.a.), risulterebbe illogico dichiarare inammissibile un ricorso che, se proposto in via autonoma, poteva essere riunito e deciso con un'unica sentenza, con un esito, dunque, sostanzialmente analogo a quello che si realizza, in termini di concentrazione processuale, con la proposizione di motivi aggiunti.
Ne consegue che il ricorso per motivi aggiunti potrebbe andare indenne dalla sanzione dell’inammissibilità per omessa notifica al procuratore costituito, solo ove presenti i requisiti per essere considerato quale autonomo gravame, spettando sempre al giudice la qualificazione dell’azione (cfr. art. 32 c.p.a.).
Tali requisiti non sono però ravvisabili nel caso di specie: il ricorso per motivi aggiunti è strutturato come puramente accessorio ed incidentale, articolato con un generico richiamo al contenuto del ricorso originario. Mancando di un’esposizione sommaria dei fatti, ma soprattutto di motivi specifici di doglianza, esso, in base al disposto dell’art. 40 c.p.a., è inammissibile (pure) come ricorso autonomo.
4.3. Né – si aggiunge per completezza espositiva, nulla avendo sul punto dedotto la difesa di parte ricorrente – si può ipotizzare la natura di atto consequenziale o meramente confermativo della nuova delibera di Giunta, sicché potrebbe sostenersi che l’impugnativa avrebbe natura solo cautelativa e permanga (ove esistente, il che si è escluso) l’interesse sotteso al ricorso principale, discendendo dall’annullamento della deliberazione con esso impugnata, come effetto automatico, la caducazione della deliberazione assunta dalla nuova Giunta.
Proprio la speciale ratio sottesa all’art. 9 l.r. 10/00 ed in particolare al co. 3, ossia il complesso ed eccezionale sistema dello spoil system per i dirigenti delle strutture di massima dimensione, con le peculiari valutazioni ad esso sottese, porta ad escludere che l’atto della Giunta abbia natura meramente confermativa o consequenziale.
4.4. L’inammissibilità dei motivi aggiunti, che di per sé supera ogni altra questione preliminare eccepita da controparte, compresa quella sulla giurisdizione, comporterebbe comunque l’improcedibilità del ricorso principale per sopravvenuta carenza d’interesse (ammesso - si ribadisce - che esista ab origine un interesse a ricorrere), risultando gli atti impugnati ormai superati dalla deliberazione n. 49/13, non ritualmente impugnata.
5. La novità e complessità delle ragioni poste a base della presente decisione giustificano la compensazione integrale delle spese della lite.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Prima)
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile. Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 16 aprile 2014 con l'intervento dei magistrati:
Filoreto D'Agostino, Presidente
Caterina Criscenti, Consigliere, Estensore
Maria Cappellano, Primo Referendario
L'ESTENSOREIL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 15/05/2014
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)


Arriva la mozione anti-Monterosso "Non può fare il Segretario generale"

Martedì 18 Novembre 2014 - 18:54


PALERMO - Il presidente della Regione, il mese scorso, è riuscito a “dribblare” due mozioni di censura rivolte a due assessori della sua giunta. Mercoledì prossimo, però, rischia di doverne fronteggiare un’altra. Stavolta gli assessori non c’entrano. Ma la mozione (per la rimozione, stavolta), riguarda il segretario generale di Palazzo d’Orleans, Patrizia Monterosso.

La mozione porta la firma del Movimento cinque stelle e, un po' a sorpresa, anche del deputato del Pds-Mpa Giovanni Greco, ed è stata considerata “ricevibile” dalla presidenza dell’Ars. Ma potrebbe essere “bloccata” dall’Assemblea stessa che potrà pronunciarsi sull’ammissibilità della mozione, come prevede il regolamento dell'Ars. All'articolo 160, per la precisione: "Nel caso di materia ritenuta estranea alla competenza dell'assemblea, l'assemblea medesima decide, per alzata e seduta".

Intanto, però, l’atto d’accusa contro la Monterosso è stato inserito all’ordine del giorno della prossima seduta, quella del 26 novembre prossimo, appunto. “La Corte dei conti – uno dei passaggi della mozione - ha condannato in primo grado il capo del dipartimento della Formazione professionale a quel tempo in carica, dottoressa Patrizia Monterosso, oggi Segretario generale della Presidenza della Regione siciliana, oltre a diversi politici di spicco, Assessori e dirigenti; la dottoressa Patrizia Monterosso, - prosegue la mozione - condannata per aver concesso agli enti di formazione professionale magistrati contabili, dovrà risarcire all'erario 1 milione e 279 mila euro; la condanna fa riferimento ai soli finanziamenti erogati nel 2007 e non a quelli erogati nel 2008 (pari a 14,5 milioni di euro), nel 2009 e nel 2010 (che ammontano a 4,9 milioni di euro per ciascun anno), per un importo complessivo pari a poco meno di 25 milioni di euro”.

La mozione, a dire il vero, fa anche riferimento a indagini della Corte dei conti sul ricorso a soggetti esterni all’amministrazione per ricoprire incarichi di dirigente generale. Ma il “cuore” della mozione è tutto lì, nella vicenda degli extrabudget: “il primo atto della vicenda delle integrazioni finanziarie concesse agli enti di formazione – ricordano i grillini nell’atto d’accusa - risale al settembre del 2013 quando, sulla base delle indagini del nucleo di Polizia tributaria di Palermo, vennero condannati dalla Corte dei conti, con sentenza definitiva, l'ex Assessore regionale Mario Centorrino e l'ex dirigente generale Gesualdo Campo per danno all'erario, avendo disposto di talune somme non programmate; l'inchiesta riaperta di recente nel settore della formazione professionale ha portato per nove persone, fra burocrati e politici, una nuova condanna della Corte dei conti, che ha nuovamente censurato il metodo delle integrazioni, ossia quei finanziamenti extra budget concessi agli enti alla fine delle attività formative, senza motivazione adeguata; nell'atto di citazione, depositato dalla Procura della Corte si legge che la Guardia di finanza ha depositato un'informativa che ricomprende, oltre ai finanziamenti illegittimi del 2007, i danni erariali scaturiti dalle integrazioni successive al Prof 2007; a seguito delle acquisizioni istruttorie e delle memorie depositate da funzionari e politici coinvolti - si legge sempre nel racconto dei grillini - nelle indagini della Procura della Corte dei conti, sotto la lente dei magistrati contabili sono finite oltre 70 procedure di integrazione, per un importo complessivo di 5 milioni di euro erogati a 38 enti di formazione; l'indagine condotta dal sostituto Procuratore, dottor Gianluca Albo, ha avuto nel mirino il piano formativo del 2007, irrobustito da integrazioni finanziarie fatte nel 2008 e nel 2009; l'istruttoria ha portato all'individuazione di coloro che si sono resi responsabili di illegittime elargizioni di fondi, fra i quali l'attuale Segretario generale di Palazzo d'Orleans, dottoressa Patrizia Monterosso, spicca per la pesante condanna a suo carico per danno erariale alla Regione siciliana”.

Per questo, i grillini chiedono al governo di “rimuovere la dottoresssa Patrizia Monterossodall'incarico dirigenziale di Segretario generale della Presidenza della Regione siciliana”. Una richiesta, del resto, che era già stata ribadita direttamente al governatore, in Aula, dal deputato cinque stelle, in occasione della presentazione della nuova giunta regionale. "La Monterosso - ha replicato Crocetta in quella occasione - sta facendo un lavoro esemplare di legalità e trasparenza. Facendo denunce che molti di voi non avrebbero avuto il coraggio di fare, anche per la paura di ritorsioni di natura personale. E state attenti, una fattura prima o poi potrebbe arrivare anche a voi”. Al momento, la “fattura” è arrivata (anche) al segretario generale Monterosso. Una fattura da quasi un milione e trecentomila euro.

http://livesicilia.it/2014/11/18/arriva-la-mozione-anti-monterosso-e-condannata-non-puo-fare-il-segretario-generale_566352/







Baccei chiude la porta in faccia ai Comuni siciliani: potete pure fallire



La Regione, che si è fatta derubare i soldi dal governo Renzi, deve erogare ai Comuni dell’Isola oltre 500 milioni di Euro previsti dalle leggi. Ma Baccei nell’incontro di ieri con i vertici di ANCI Sicilia ha detto che non ha soldi (non ha detto, però, che sono stati lui e Renzi, con la connivenza di Crocetta e del PD siciliano, a far fallire la Regione. Tra due-tre giorni sindaci in piazza a Palermo? Il disastro dei fondi europei
La Regione siciliana chiude la porta in faccia ai Comuni. Il governo di Rosario Crocetta non ha ancora erogato ai Comuni oltre 500 milioni di Euro previsti dalla legge. Ma non ha i soldi. E così, ieri, l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, ha detto ai rappresentanti dell’ANCI Sicilia (Associazione Nazione dei Comuni Italiani) che, da qui a fine anno, non erogherà quanto previsto dalle leggi.
Insomma, per l’assessore Baccei i Comuni dell’Isola possono pure fallire. E i sindaci che dicono? Aspetteranno due tre giorni, poi scenderanno in piazza a protestare.
Duro il comunicato di Paolo Amenta, vice presidente dell’ANCI Sicilia con delega alle questioni finanziarie: “Nessuna certezza per il futuro dei Comuni siciliani che ad oggi hanno ricevuto appena il 20% dei fondi spettanti da parte della Regione per il 2015. L’assessore Baccei oggi (ieri per chi legge ndr) ci ha fornito solo un’analisi della drammaticità dei conti della Regione, ma nessuna garanzia di avere quanto ci spetta. È chiaro che a rischio sarà la tenuta sociale”.
Al vertice erano presenti il presidente di ANCI Sicilia, Leoluca Orlando, e il neo assessore alle Autonomie Locali, Luisa Lantieri.
A Baccei i sindaci hanno rappresentato il quadro ormai drammatico nella quale versano i Comuni senza liquidità e con circa 540 milioni di Euro ancora da ricevere per il 2015 sui 675 spettanti. “Una situazione desolante – spiega Amenta – che manderà in dissesto la quasi totalità dei Comuni, e con essi quanti hanno rapporti con la pubblica amministrazione, quindi imprese sociali, ditte, fornitori di materiali e di servizi”. Insomma, dice il vice presidente dell’ANCI Sicilia, a fallire non saranno solo i Comuni, ma centinaia di aziende che vantano crediti nei confronti degli stessi Comuni.  
Pagheranno anche i cittadini siciliani, che resteranno privi di servizi. “E proprio i servizi – dice Amenta – saranno i primi a saltare. Poi i precari per cui la Regione, su 200 milioni di Euro del Fondo di riequilibrio per il personale, quest’anno è riuscita a trasferirne solo 80, insufficienti a pagare gli stipendi e i debiti per scopertura di cassa che i Comuni stanno affrontando con le Tesorerie per pagare i precari, così come sono insufficienti i 55 milioni di Quota corrente ricevuti sui 360 milioni di Euro di diritto. Mentre neanche un centesimo è arrivato nelle ‘casse’ dei Comuni dei 115 milioni di Euro relativi alla Quota in conto capitale di cui invece, sino a questa mattina, i Sindaci e l’ANCI hanno chiesto la liquidazione”.
Dal canto suo l’assessore Baccei ha reso noto che è in corso la trattativa con lo Stato per i conti 2016 che, attraverso una modifica statutaria, il prossimo anno dovranno garantire i trasferimenti ai Comuni.
“Ma per l’anno in corso, che si sta chiudendo nel modo più nero – aggiunge il vice presidente dell’ANCi Sicilia – l’unica cosa che siamo riusciti ad ottenere è la promessa di una ricognizione dei conti dei vari dipartimenti, per verificare l’esistenza di spazi finanziari che verrebbero trasferiti ai Comuni. Quindi, ad oggi, siamo al punto di partenza”.
Brutte notizie anche sul fronte dei fondi europei: è molto probabile che Regione e Comuni debbano restituire all’Unione Europea i finanziamenti dei Fondi strutturali, per le difficoltà più volte denunciate nella rendicontazione entro il 31 Dicembre di quest’anno. “Parliamo di un miliardo e 200 milioni di Euro – precisa Amenta -. Baccei ha confermato che ad oggi non c’è in programma alcuna proroga, anche se domani a Roma, nell’incontro Stato-Regione per le garanzie dei conti 2016, si tratterà anche di questo”. “Infine – continua il vice presidente di ANCI Sicilia – per quanto riguarda il futuro dei precari dei Comuni, e della proposta del PD e del sottosegretario Davide Faraone di creare un’Agenzia unica, si è concordato che potrà essere motivo di confronto serio tra ANCI e Regione. Ma la situazione drammatica – afferma ancora Amenta –  come personalmente ho rappresentato a Baccei, resta quella della liquidità che non c’è nelle ‘casse’ dei Comuni, considerato che non abbiamo più accesso a scoperture di Tesoreria, né il tentativo di  raschiare il fondo del barile di una Regione ormai al collasso potrà dare garanzie in tal senso”.
“La nostra preoccupazione di sindaci e amministratori – conclude Amenta – è che a rischio è la tenuta sociale dei territori, in un momento in cui tutti gli indicatori ci danno in fondo alla classifica per crescita della disoccupazione e della povertà. E allora aspetteremo 2-3 giorni, il tempo che si concludano le trattative tra Stato e Regione. Se neanche da quel momento arriveranno notizie positive, vuol dire che i Comuni scenderemo in piazza e protesteremo così come tutti gli altri settori”.






Sicilia e-Servizi: e se fosse stata tutta una farsa per ritardare stipendi e tredicesime a dipendenti e pensionati?



Ovviamente, il nostro è solo un cattivo pensiero. Perché siamo convinti che l’ascarismo messo in campo per far ‘risparmiare’ il governo Renzi sulla pelle dei siciliani non può raggiungere livelli così stratosferici. Ma come si dice in questi casi, a pensar male si fa peccato, però qualche volta s’indovina. Speriamo, questa volta, di non aver indovinato – Aggiornamento: apprendiamo che negli uffici dell’assessorato all’Economia la situazione si va normalizzando. Meglio così. Problemi al Corecom Sicilia. La posizione della CGIL
Lo sappiamo: ora diranno che siamo i soliti protagonisti della ‘dietrologia’. Che ci inventiamo storie per provare a dimostrare le nostre tesi campate in aria. Che siamo, come al solito, immancabili complottisti. E tiritip e tiritap. Fatte queste premesse, noi diciamo la nostra: e diciamo che, a noi, questa storia di Sicilia e-Servizi che interrompe i servizi informatici della Regione siciliana a ridosso del Natale non ci convince. Per un motivo semplice: perché il caos che questo atto avrebbe dovuto provocare non l’abbiamo ancora visto.
Ora dicono che i signori di Sicilia e-Servizi vorrebbero fare uno ‘sconticino’ sulla sanità. E meno male: l’interruzione di pubblico servizio nella sanità significa esporsi a fatti gravissimi (e a risarcimenti salatissimi). Insomma, stando a quello che abbiamo capito di questa storia, il blocco dei servizi sanitari sarebbe rientrato, ammesso che blocco ci sia stato.
Detto questo, come usava dire il sette volte Presidente del Consiglio, Giulio Andreotti, a pensar male si fa peccato, però qualche volta s’indovina… E cos’è che pensiamo, noi, di ‘male’? Noi mettiamo insieme due notizie: questa storia un po’ strana del blocco dei servizi informatici operato da Sicilia e-Servizi e l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, che ieri – come potete leggere qui– ha chiuso la porta in faccia ai sindaci siciliani che chiedono solo l’applicazione della legge regionale in materia di finanza locale: ovvero che la Regione eroghi ai Comuni quanto previsto dalla legge: oltre 500 milioni di Euro. Solo che la Regione, che si è fatta derubare dal governo Renzi (con il placet della ‘banda degli ascari’: il governatore Rosario Crocetta e il PD siciliano, per la ‘regia’ del già citato Baccei, novello Verre spedito in Sicilia da Renzi per ‘tosare famiglie e imprese siciliane), non ha i soldi da erogare ai Comuni. Comuni che, per lo stesso assessore Baccei, possano pure fallire (forse è anche questo il mandato che Baccei ha ricevuto da Renzi: far fallire i Comuni siciliani).
Ecco, mettendo insieme queste due notizie viene fuori il retro-pensiero malevolo. Che si condensa nel seguente interrogativo: e se questa storia di Sicilia e-Servizi che interrompe i servizi fantasmatici, pardon, informatici (fatta salva la sanità) fosse tutta una sceneggiata che ‘costringerebbe’ la Regione a ritardare i pagamenti ai dipendenti e ai pensionati regionali?
Dicembre è il mese della tredicesima. Non è che i ‘ragazzi’ della contabilità hanno fatto male i conti e non sanno più dove trovare i soldi? Poi ‘sta difesa-attacco di Crocetta e Antonio Ingroia, che sembrano due guerrieri achei pronti alla pugna con Sicilia e-Servizi. Ma…
Ovviamente, i nostri sono solo interrogativi. Speriamo di sbagliarci. Anzi, di certo ci sbagliamo. Perché è impensabile non pagare a Dicembre stipendi e tredicesime per far ‘risparmiare’ il governo Renzi. E’ vero che l’ascarismo, quando agghica (termine siciliano tardo agrigentino che starebbe per azione enzimatica, quasi un abbassamento dell’energia di attivazione di una reazione: insomma quando una cosa prende piede e sfonda le barriere…), non lo controlli più. Ma arrivare a questo punto, no, non ci crediamo affatto…
Aggiornamento ore 09,30
Dagli uffici dell’assessorato all’Economia apprendiamo che la situazione si starebbe normalizzando. Meglio così.

Problemi al Corecom Sicilia:
“Una situazione inaccettabile”. A parlare è il presidente del Corecom Sicilia,Ciro Di Vuolo, perché anche l’organismo regionale è rimasto vittima della paralisi informatica che ha colpito tutta l’amministrazione regionale a causa della controversia tra Regione Siciliana e il socio privato di Sicilia e-Servizi.
Gravi le conseguenze per i cittadini siciliani. “Anche se ci sono certamente situazioni più delicate – prosegue Di Vuolo – come per esempio quelle legate alla sanità pubblica, il danno per il Corecom è rilevante”. Soprattutto per quanto riguarda le conciliazioni, strumento di tutela dei consumatori siciliani nel settore delle telecomunicazioni (servizi di telefonia mobile e fissa, operatori internet).
Il protocollo informatico del Corecom, infatti, funziona in modo irregolare e non consente l’acquisizione al protocollo degli atti che arrivano agli uffici del Corecom, oltre al fatto che l’interruzione non consente l’accesso alla webmail istituzionale. Le convocazioni da inoltrare ai soggetti coinvolti nelle conciliazioni vengono solitamente inviate per mezzo della posta elettronica ma, vista l’attuale situazione, si è stati costretti a convocare a mezzo raccomandata A/R, con un notevole aggravio di costi per l’Amministrazione e con tempi di attesa evidentemente dilatati.
Considerando anche l’alto numero di conciliazioni che interessano cittadini siciliani che non appartengono alla provincia di Palermo (più del 50%) e che si recano nel capoluogo in seguito alle convocazioni, è evidente il danno subito dall’ente e dai cittadini stessi a causa dei numerosi rinvii dovuti ai malfunzionamenti informatici.
“Un problema imbarazzante che si trascina ormai da troppi anni – continua il presidente del Corecom Sicilia. – È necessario che si trovi subito una soluzione. Il Corecom Sicilia, a maggior ragione, dovrà rendere indipendenti i propri sistemi informatici, così da essere autonomo e autosufficiente per garantire sempre un adeguato servizio ai cittadini”.
La posizione della CGIL siciliana:
“Non è più tollerabile che i servizi informatici della Regione siano in mano ai privati che, grazie all’ignavia del governo regionale, possono permettersi di ricattare la Sicilia ogni volta che gli piace”
Lo dicono Michele Palazzotto ed Enzo Abbinanti, rispettivamente, segretario generale e componente della segreteria regionale della Funzione pubblica CGIL che chiedono polemicamente “come mai nessun organo istituzionale preposto abbia ancora ritenuto opportuno avviare una denuncia penale per interruzione di pubblico servizio”.
“Nel programma del governo Crocetta – prosegue la nota dei sindacalisti – era previsto il superamento dell’appalto esterno per la tenuta e gestione della banca dati attraverso l’istituzione di un ufficio ad hoc all’interno della Regione: l’ufficio è stato istituito, ma non è mai andato pienamente a regime considerato che il servizio viene sempre espletato da Sicilia e-Servizi e che il server è ancora nelle mani dell’ex socio privato”.
“Ci aspettiamo che il governo regionale risolva senza indugio questa vergognosa vicenda per garantire gli stipendi dei lavoratori ed i servizi ai cittadini – concludono Palazzotto ed Abbinanti – altrimenti saremo noi a promuovere una class action e qualunque altra iniziativa legale a tutela e garanzia di diritti essenziali che la pubblica amministrazione deve garantire”.
IL 23 SETTEMBRE DEL 2013:
ARNONE: “Io crocettiano pentito, vi svelo il bluff del Megafono di Crocetta e Lumia”

Alla riunione della direzione regionale del PD l'avvocato agrigentino Giuseppe Arnone, FIGLIO DI PIO LA TORRE come definisce se stesso, oltreché crocettiano pentito, attacca senza pudori il sistema "megafono", Confindustria Sicilia e plaude Nico Marino che ostacola quest'ultimi "veri dominus del disegno" del governo regionale. Ricordiamo ai lettori che l'avv. Arnone è lo stesso intercettato col deputato Pino Apprendi e che parlando di Lumia si esprimeva così:

“Ma io veramente non riesco a capire come minchia ragionano. Se tu (parla di Beppe Lumia) a me mi hai utilizzato sapendo quanto ho grosso il cazzo e robuste le palle per inculare Gennaro (magistrato della procura di Catania), sei stato con me per rompere…...”. 

Fa quindi intendere che lui sarebbe stato il mezzo della campagna mediatica contro il procuratore Gennaro con i manifesti affissi sul posterbus di Arnone davanti al palazzo di Giustizia di Catania, ordita come fa intendere proprio da Lumia.

Ma leggiamo il contenuto della lettera che lo stesso Arnone ha diffuso in occasione di detta riunione:

“Caro Saro, io sono tra quei pochissimi politici che da oltre venti anni sta nel mirino dei mafiosi. E ho sempre campato non di politica, bensì con il mio lavoro. Sono avvocato cassazionista. La lotta alla mafia non mi ha dato né soldi, né cariche. Questa premessa è necessaria per evitare cialtronerie come quelle contro gli amici di Niscemi che combattono gli impianti americani del MOUS, amici che tu, dopo il tuo tradimento, hai insultato come collusi con la mafia.
Dire adesso a me ‘filomafioso’ è molto, molto complicato. Come è impossibile smentire i fatti che adesso racconto. Per capire in che misura da un quarto di secolo i mafiosi mi odiano è sufficiente leggere i verbali dei pentiti agrigentini e i connessi accertamenti giudiziari. Tra breve si aprirà pure il processo relativo all’impegno di Cosa Nostra per impedirmi di essere eletto Sindaco di Agrigento. Sono in grado di dare, con la mia limpida storia, sia a te che a Lumia, grandi lezioni di impegno civile: al contrario di te e Lumia, ho combattuto dentro e fuori i Tribunali, mafiosi, collusi e corrotti di ogni colore politico. Anche quelli travisati da compagni, anche quelli camuffati con la toga di magistrati, pure quelli che si annidavano nel PCI e nel PD”.

“Caro Saro, ti ho sostenuto, pagando le spese con il mio denaro, alle elezioni Europee del 2009. Nel luglio 2012 eravamo ‘pochi amici al bar’, ‘io mammete e tu’, quando siamo partiti per farti eleggere Presidente della Regione. Volevamo farti eleggere in nome dei valori di Pio La Torre quale suo erede.

“Adesso sembra di essere innanzi non all’erede di Pio La Torre, ma al fratello minore di Montante e di altri imprenditori rampanti… nonché allo zio di Michele Cimino, il cugino di Forzese e di Savona, nonché di un bel po’ di folgorati dal Megafono, come Paolo sulla via di Damasco. Che indecenza!

“Sino a ieri ho vissuto da uomo del Megafono, ti ho sostenuto e finanziato alle Regionali, ho sostenuto e finanziato le Politiche il Megafono, ho partecipato a tutte le riunioni del Megafono di cui ho saputo l’esistenza. Sino al luglio 2013. E per questo adesso voglio dire ai Siciliani che il Megafono è un grande bluff, un paravento per consentire a te, a Lumia, a qualche potente industriale e a molti riciclati ‘acchiappati a destra e a manca’, di essere irresponsabili e di farvi i cazzi vostri. Alla faccia della democrazia e dei Siciliani!

“In un anno non vi è stato nessun momento, nessuno, neanche per sbaglio, ove noi sostenitori del Megafono abbiamo potuto discutere di politica, di problemi dei siciliani, di soluzioni possibili per lo sfascio generalizzato. Ai tempi di Mannino vi era forse più trasparenza: almeno qualche volta, mi dicono, si discuteva di politica. Con te e Lumia mai. Caro Saro, il tuo modo di fare è forse informato ad una furbizia levantina, ma è l’esatto opposto di ciò che serve alla Sicilia, è distante mille miglia dagli insegnamenti di Pio La Torre”.

“Se Lombardo o Cuffaro avessero nominato assessore la loro segretaria particolare, per di più bergamasca, noi, gli eredi di Pio La Torre, li avremmo inseguiti con lanci di pomodori. A te, invece, attraverso pulcinellate e ridicolaggini a non finire (politiche si intende…), tutto è permesso. Ci vuoi spiegare a quale cultura politica, a quale idea della Giustizia risponde la tua nomina dell’ex assessore berlusconiano Bufardeci al Consiglio di Giustizia Amministrativa?

“E a proposito di manciuglie, mi puoi spiegare il motivo per cui un ottimo dirigente come Pietro Lo Monaco, uomo di sinistra da tutti apprezzato, è stato da te cacciato via dalla Protezione Civile e sostituito, con tanto di promozione, da un notissimo ingegnere agrigentino, più in linea con la storia locale degli amici di Berlusconi che con la cultura ed i valori di Pio La Torre? 

Chi non si fidava di Lo Monaco? 

E perché? 

Impediva manciuglie Lo Monaco o le favoriva? 

I siciliani lo vogliono sapere. Vogliono sapere se con la bocciatura di Lo Monaco, con la sua sostituzione, vi è qualche nesso con i problemi relativi alla variante al passante di Palermo, affare di tanti milioni di euro. 

Lo Monaco era favorevole o contrario? 

E l’attuale che lo ha sostituito che posizione ha?

“Noi caro Saro, ti abbiamo voluto e votato per il cambiamento. Non volevamo, eleggendo te, collocare ai posti di vertice sempre i soliti poco nobili noti. Pensavamo di cambiare, di vedere a capo della Sanità o del 118 compagni come Filippo Grippi, persone che hanno rischiato la vita, nell’isolamento, scontrandosi vittoriosamente con il sistema dell’Ingegnere Michele Aiello e di Provenzano, con il malaffare di Bagheria e le furbizie dell’on. Iacolino. 

Gente come Grippi che ha subito minacce ed intimidazioni, continui attentati, e non si è piegato viene da te accantonata: a Crocetta, evidentemente, non piacciono gli eredi di Pio La Torre, i compagni dell’ex P.C.I.  Al 118 uno come Filippo Grippi è molto poco indicato, molto meglio l’ex deputato socialista craxiano Sanzeri, uomo di mondo che dà garanzie …

“E ritornando a promozioni incredibili a favore di amici di Alfano e similari, mi spieghi, in virtù di quale coincidenza, un alfaniano doc come il dott. Benito Infurnari è stato da te mandato a dirigere la Provincia di Agrigento e l’ATO Idrico? 

E’ stato uno scambio, un regalo ad Alfano, una coincidenza, un errore?

“Adesso mi è chiaro perché i vecchi parlamentari del centro destra, quelli in carica, quelli più opportunisti, fanno la corsa per venire da te. Capisco come hai folgorato Michele Cimino, Forzese, Savona, Totò Cascio e tanti altri campioni del cuffarismo e del berlusconismo. Le cose che contano, le nomine, gli incarichi, si decidono con loro ed i loro amici. Ho partecipato alle due feste elettorali a piazza Marina organizzate da te e Lumia in occasione delle politiche: erano piene di quei dirigenti Regionali che tre anni prima andavano alle feste di Lombardo e di Alfano e sei anni addietro a quelle di Cuffaro e Miccichè. Grande cambiamento o grande buffonata?

“Viene da pensare che al posto dei Filippo Grippi, dei Lo Monaco, dei Gioacchino Genchi, dei tanti Dirigenti regionali per bene emarginati dal vecchio sistema, il Presidente Crocetta preferisce gli ex amici di Cuffaro e di Lombardo, quelli che forse vanno un tanto al chilo, che si ripagano con qualche nomina, importante si intende. O con palate di quattrini. 

E sono sempre disponibili?

“Certo la Dott.ssa Patrizia Monterosso è una donna affascinante: ma vi è da chiedersi quale enorme fascino promana per rimanere ai Vertici della Presidenza della Regione pur cambiando il colore dei Presidenti. E’ fedele a che cosa la Monterosso? Ed il marito? Mi pare che pure lui ha beneficiato, di nomine crocettiane. 

Non sono manciuglie?

“Lo dico con chiarezza Raffaele Lombardo è stato molto ma molto più serio di te. Con Lombardo e l’assessore Russo ho posto, io a nome del PD, il problema di rimuovere, per ragioni importanti, il manager dell’ASP di Agrigento. E’ stato mandato via. A Lombardo e all’assessore Armao ho chiesto, a nome del PD, di riqualificare la sovraintendenza di Agrigento, incancrenita da pratiche e logiche da manette. La risposta è stata positiva, addirittura è stato bocciato il candidato sovraintendente voluto dal vice presidente della Regione dell’epoca, uomo con troppe ombre. Ho ancora conservati gli sms di protesta di quel vice-presidente della Regione agrigentino”.

“Con la Scilabra si fanno i grandi proclami e le grandi sceneggiate sugli imbrogli della Formazione Professionale (anche se, per la verità, ti sei permesso di rimproverarmi per aver alzato la voce contro Genovese e il quadro di malaffare organizzato che inquina la vita democratica siciliana). Ma la Formazione è un settore ormai sterile per nuovi investimenti clientelari, tutto è già stato preso da Genovese, Papania, I.A.L, E.C.A.P. e protettori vari. Sulla Formazione e con il giovane volto della Scilabra ci si rifà la verginità … e si finge di essere campioni di legalità”.

“La Sanità muove interessi economici per oltre quattro miliardi di euro, la Formazione un ventesimo. Ecco che non si fa nulla per ripulire la Sanità dalle enormi ‘manciuglie’ del sistema dei vecchi manager selezionati ai tempi di Cuffaro. Non si tocca nessuno dei vecchi equilibri preesistenti e si avvia il ‘percorso’ ottimale per mantenere ai vertici dell’A.S.P. i vecchi baroni-manager, purché riconoscano i nuovi feudatari, Lumia, Crocetta ed i loro proseliti. Sono una ridicola presa in giro per l’intera Sicilia le procedure avviate a Caltanissetta per selezionare i nuovi vertici delle A.S.P. persino con i superprescelti, i raccomandati d’ufficio che non devono essere selezionati. Quelli li ha già selezionati Cuffaro, devono solo dichiarare la loro nuova fedeltà”.

”Spieghiamolo a tutti, caro Saro, perché Antonello Cracolici non può far parte della tua Giunta, mentre Mariella Lo Bello è la benvenuta, la Lo Bello è proprio perfetta. Lo Bello non conta nulla, la sua presenza in Giunta è un’offesa per la democrazia. Lo scorso anno Capodicasa e Di Mauro l’hanno candidata quale Sindaco di Agrigento. Le liste che la sostenevano, formalmente apparentate, sono arrivate prime, con il 35%, Lo Bello ha ottenuto, invece, solo il 15%. Fuori dal ballottaggio e con una perdita secca di 20 punti rispetto alle liste. Una miracolata che non ha diritto di parola. E in assessorato al Territorio contano gli amici di Crisafulli e Capodicasa, di coloro che ti hanno imposto questa ‘signor nessuno’: una sindacalista delle Poste che dirige il Territorio e l’Ambiente. Alla faccia della competenza e dello spessore.

“In una Giunta simile Cracolici ‘stona’. Con Cracolici si dovrebbe parlare di politica, si dovrebbero discutere i criteri, si dovrebbero concordare le nomine. Capire il per come ed il perché. Con Cracolici non si potrebbe più utilizzare il metodo degli ordini che non si devono discutere, perché tu stai in Giunta – senza avere alcun peso – sol perché Crocetta e Lumia ti vogliono. Con Cracolici si dovrebbe discutere politicamente se è possibile avere un Cicero piglia tutto, perché così vuole il signor Montante. Con Cracolici si dovrebbe cominciare a capire se stanno sorgendo nuovi monopoli in materia di appalti, se vi sono coincidenze affaristiche tra gli imprenditori interessati ai mega-appalti dell’Agrigento – Caltanissetta, dell’interporto di Palermo, dell’interporto di Catania, dell’aeroporto di Catania, delle opere di Bronte, per citare solo i casi più chiacchierati”.

“Diciamola tutta: caro Saro tu vuoi una Giunta di persone prive di peso ed esperienza politica perché vuoi fare il tirannello irresponsabile. Che si fa gli affari propri. Questa è l’unica verità. 

A proposito, possiamo sapere quali sono i dissensi tra la persona più qualificata della tua Giunta, il magistrato Nicolò Marino, e i veri dominus del tuo “disegno” ovvero Confindustria Sicilia? 

Deve andare via Marino? 

Qualcuno non lo vuole perché non si piega? Perché vuole capire? Ostacola Confindustria, Marino? 

Concludo. 

Questo è solo l’inizio. Gli eredi di Pio La Torre, che mi onoro di rappresentare, da oggi in poi aprono un capitolo nuovo ed importantissimo della storia siciliana: massima vigilanza democratica in ordine al grande bluff di Crocetta e dei suoi ricchissimi alleati. Basta con il trasformismo, basta con l’asservimento ai potentati imprenditoriali".

http://www.qtsicilia.it/politica/34-la-politica/1316-arnone-io-crocettiano-pentito-vi-svelo-il-bluff-del-megafono-di-crocetta-e-lumia-.html



Al Pagliarelli una sala riunioni per la giunta Crocetta Sezione giurisdizionale Sicilia sent. n. 401 del 14/03/2014






GIUBILARO 2014 NOMINA DIRIGENTE E COMMISSARIO STRAORD GIORNALISMO CORSELLO MONTEROSSO GAMMALDI FORMEZ



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