Bertolt Brecht : “Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”


Non mi piace pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..





“ Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie “





Pino Ciampolillo


sabato 3 marzo 2018

2018 16 FEBBRAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 29 2018 ACCERTAMENTO TARDATA APPROVAZIONE RENDICONTO 2016

2018 16 FEBBRAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 29 2018 ACCERTAMENTO TARDATA APPROVAZIONE RENDICONTO 2016






DETTAGLIO DELIBERAZIONE
IDENTIFICATIVO GENERALE : 425-21/02/2018-SRCSIC
IDENTIFICATIVO LOCALE : 
ESITO : 
ORGANO EMITTENTE : 
DESCRIZIONE : 
DATA ADUNANZA : 
DATA DEPOSITO : 
TIPO DELIBERAZIONE : 
PRESIDENTE : 
FILE PRINCIPALE : 
https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/SearchDelibera.do?selezione=dettaglio&id=425-21/02/2018-SRCSIC





Deliberazione
n.29/2018/PRSP

 

REPUBBLICA ITALIANA

La Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione
siciliana

nell’adunanza
del 23 gennaio 2018, composta dai Magistrati:
Anna
Luisa Carra
Antonio Nenna
Francesco Antonino
Cancilla
               -
Presidente
               - Consigliere
               - Primo
referendario - relatore


******
Visto l’art. 100, secondo comma, e
gli artt. 81, 97 primo comma, 28 e 119 ultimo comma della Costituzione;
visto
il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista
la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo
6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito dal decreto legislativo 18 giugno
1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni, recante il Testo Unico degli
Enti Locali (T.U.E.L.) e, in particolare, l’art. 148 bis;
visto l’art. 7, comma 7, della legge 5
giugno 2003, n. 131;
visto l’art. 1, commi 166 e 167, della
legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006);
visto, altresì, l’art. 1, comma 610,
della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale
espressamente prevede che le disposizioni della predetta legge “sono
applicabili nelle regioni a Statuto speciale e nelle province autonome di
Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti”;
-vista la deliberazione di questa
Sezione n. 102/2017/INPR del 19 maggio 2017, avente ad oggetto: “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi
dell’art.1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n.266 (legge
finanziaria 2006), gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti
locali aventi sede in Sicilia nella predisposizione della relazione sul
rendiconto dell’esercizio 2016
”, trasmessa all’ente con nota del Presidente
del 6 settembre 2017;
-vista la relazione di
deferimento del magistrato istruttore
relativa all’omessa approvazione
del rendiconto del 2016 da parte del Comune di Isola delle Femmine;
vista l’ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 41/2018/CONTR, con la quale la
Sezione medesima è stata convocata per l’odierna adunanza ai fini degli
adempimenti di cui al citato articolo 148 bis del TUEL;
-vista la memoria dell’ente del 17 gennaio 2018,
acquisita in al prot. CdC n. 435;
udito il relatore, Primo referendario Francesco Antonino Cancilla;
udito per
il Comune il Responsabile del servizio economico-finanziario, dott. Antonio
Croce;
******
Premesso che:
L’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge
finanziaria per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità
economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica,
l’obbligo -a carico degli Organi di revisione degli enti locali- di trasmettere
alla Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di
competenza e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei
criteri e delle linee guida definite dalla Corte.
Al riguardo, occorre evidenziare la
peculiare natura di tale forma di controllo, volto a rappresentare agli organi
elettivi, nell’interesse del singolo ente e della comunità nazionale, la reale
situazione finanziaria emersa all’esito del procedimento di verifica effettuato
sulla base delle relazioni inviate dall’Organo di revisione, affinché gli
stessi possano attivare le necessarie misure correttive.
Esso si colloca
nell’ambito materiale del coordinamento della finanza pubblica, in riferimento
agli articoli 97, primo comma, 28, 81 e 119 della Costituzione, che la Corte
dei Conti contribuisce ad assicurare 
quale organo terzo ed imparziale di garanzia dell’equilibrio
economico-finanziario del settore pubblico e della corretta gestione delle
risorse collettive, in quanto al servizio dello Stato-ordinamento, tanto più a
seguito del novellato quadro scaturito dalle legge costituzionale n.1 del 2012
e dalla legge c.d. rinforzata n. 213 del 2012. 
La giurisprudenza costituzionale ha
precisato contenuti e fondamento di tale peculiare forma di controllo anche a
seguito dei successivi interventi legislativi (cfr. la sentenza n. 39 del 2014,
che richiama altresì le sentenze n. 60 del 2013, n. 198 del 2012, n. 179 del
2007), affermando che il controllo finanziario attribuito alla Corte dei conti
e, in particolare, quello che questa è chiamata a svolgere sui bilanci
preventivi e sui rendiconti consuntivi degli enti locali e degli enti del
Servizio sanitario nazionale, va ascritto alla categoria del sindacato di
legalità e di regolarità – da intendere come verifica della conformità delle
(complessive) gestioni di detti enti alle regole contabili e finanziarie – e ha
lo scopo di finalizzare il confronto tra fattispecie e parametro normativo all’adozione di effettive misure correttive,
funzionali a garantire l’equilibrio del bilancio e il rispetto delle regole
contabili e finanziarie, in una prospettiva non più statica (come il
tradizionale controllo di legalità-regolarità) ma dinamica.
Da ultimo, l’art. 148 bis del
d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267 (TUEL), introdotto dall’art. 3, comma 1, lettera
e) del decreto legge 10 ottobre 2012 n. 174, convertito nella legge n. 213 del
2012 (recante il rafforzamento del quadro dei controlli sulla gestione
finanziaria degli enti) prevede che in caso di accertamento -da parte della
Sezione- di squilibri economico-finanziari, della mancata copertura di spese,
della violazione di norme finalizzate a garantire la regolarità della gestione
finanziaria o del mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto di
stabilità interno, è fatto obbligo agli enti destinatari di adottare, entro
sessanta giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia di
accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità ed a
ripristinare gli equilibri di bilancio,
da trasmettere alla Sezione per le
verifiche di competenza. Quanto al contenuto del controllo è, peraltro,
espressamente stabilito che
ai fini della suddetta verifica le
Sezioni della Corte dei conti accertano altresì che i rendiconti degli enti
locali tengano conto anche delle partecipazioni in società controllate e alle
quali è affidata la gestione di servizi pubblici per la collettività locale e
di servizi strumentali all'ente.
Nei
casi più gravi, l’inosservanza del citato obbligo di conformazione, per la
mancata trasmissione dei provvedimenti correttivi o per la inadeguatezza degli
stessi, ha l’effetto di precludere all’ente inadempiente l’attuazione dei
programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o
l’insussistenza della relativa sostenibilità finanziaria.
Si
tratta di “effetti − attribuiti […] alle
pronunce di accertamento della Corte dei conti − chiaramente cogenti e, nel
caso di inosservanza degli obblighi a questi imposti, inibitori, pro parte, dell’efficacia dei bilanci
da essi approvati”
(cfr. Corte costituzionale, sentenza n. 39 del 2014) la
cui attribuzione ad un organo magistratuale terzo e indipendente “si giustifica in ragione dei caratteri di
neutralità e indipendenza del controllo di legittimità della Corte dei conti
(sentenza n. 226 del 1976)”
, onde “prevenire
o contrastare gestioni contabili non corrette, suscettibili di alterare
l’equilibrio del bilancio (art. 81 Cost.) e di riverberare tali disfunzioni sul
conto consolidato delle pubbliche amministrazioni, vanificando conseguentemente
la funzione di coordinamento dello Stato finalizzata al rispetto degli obblighi
comunitari”
(cfr. Corte Costituzionale n. 40 del 2013).
Nel
caso in cui, invece, sussistano squilibri meno rilevanti o irregolarità non
così gravi da richiedere l’adozione della pronuncia di accertamento ex art. 148
bis TUEL, l’esito del controllo demandato alla Corte può comunque comportare
eventuali segnalazioni, in chiave collaborativa, come previsto dall’articolo 7,
comma 7 della legge n. 131 del 2003, pur sempre volte a favorire la
riconduzione delle criticità emerse entro i parametri della sana e corretta
gestione finanziaria al fine di salvaguardare, anche per gli esercizi successivi,
il rispetto dei necessari equilibri di bilancio e dei principali vincoli posti
a salvaguardia delle esigenze di coordinamento della finanza pubblica. Anche in
tale evenienza l’ente interessato è tenuto a valutare le segnalazioni ricevute
e a porre in essere interventi idonei per il superamento delle criticità.
******
Tanto premesso, il Collegio osserva
che, nell’ambito dell’istruttoria per i controlli di cui all’art. 1, commi 166
e ss., della legge 23 dicembre 2005, n. 266, il Comune di Isola delle Femmine è
stato deferito per la mancata approvazione del rendiconto del 2016.
Il Comune in memoria ha dedotto che: a)- il rendiconto
del 2016 è stato approvato soltanto il 29 dicembre 2017 con deliberazione
consiliare n. 43; b)- il ritardo è derivato dalla indisponibilità della società
titolare del software utilizzato per la contabilità
, sicché non è stato
possibile acquisire celermente gli archivi degli anni pregressi; c)- i primi
dati in formato elettronico limitatamente al 2016 sono stati disponibili
soltanto a partire dal maggio 2017, mentre per gli altri esercizi sono stati
reperibili solo i dati in formato cartaceo.
Tanto
premesso, l
a Sezione sottolinea che le
circostanze esposte nella memoria non rappresentano una giustificazione, poiché
l’amministrazione deve assicurare l’osservanza dei termini di legge per
l’approvazione del bilancio e del rendiconto, al fine di garantire una sana
gestione finanziaria, che presuppone la puntualità degli adempimenti connessi
al cd. “ciclo del bilancio”.
I termini
sono fissati dalla legge e non sono derogabili per mere situazioni ostative di
fatto, che richiedono maggiore impegno amministrativo e idonea capacità
organizzativa.
Non va poi trascurato che la ritardata approvazione del
rendiconto finisce per posticipare lo svolgimento dei compiti di controllo
demandati all’organo di revisione e alla Corte dei conti.
Va
da sé che, essendo ormai stato approvato il rendiconto del 2016, l’organo di
revisione dovrà provvedere alla celere redazione delle relazioni previste
dall’art. 1, comma 166, della legge n. 266 del 2005.
  P.Q.M.
                                                 
ACCERTA
-il ritardo del Comune di Isola delle Femmine
nell’approvazione del rendiconto dell’esercizio 2016;
DISPONE
-che per il futuro il
Comune provveda in maniera tempestiva all’approvazione dei fondamentali
documenti di bilancio;
-a cura del Servizio
di supporto della Sezione di controllo, la trasmissione di copia della presente
deliberazione: al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale e all’Organo di
revisione del Comune di Isola delle Femmine
.
Così deliberato in Palermo il 23
gennaio 2018.
    
L’ESTENSORE                                                       IL PRESIDENTE
  (Francesco Antonino Cancilla)
               (Anna Luisa Carra)

Depositata
in segreteria il 16 febbraio 2018
       IL FUNZIONARIO RESPONSABILE
                  (Fabio Guiducci)



Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2006)

(G.U. n. 302 del 29 dicembre 2005, s.o. n. 211)




166. Ai fini della tutela dell'unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, gli organi degli enti locali di revisione economico-finanziaria trasmettono alle competenti sezioni regionali di controllo della Corte dei conti una relazione sul bilancio di previsione dell'esercizio di competenza e sul rendiconto dell'esercizio medesimo.





2017 29 DICEMBRE C.C. 43 RENDICONTO 2016 243 BIS CROCE DEBORAH PUCCIO CORTE DEI CONTI N 51  PREDISSESTO AVANZO AMMINISTRAZIONE PARERE  NO REVISORI DEI CONTI




 2017 29 DICEMBRE C.C. 43 RENDICONTO 2016 243 BIS CROCE DEBORAH PUCCIO CORTE DEI CONTI N 51 PREDISSESTO AVANZO AMMINISTRAZIONE PARERE NO REVISORI DEI CONTI.


ART 243BIS, BILANCIO CONSUNTIVO 2016, BOLOGNA, COLLEGIO REVISORI DEI CONTI, CROCE ANTONINO, DEBITI FUORI BILANCIO, DISSESTO FINANZIARIO, LEGGE 205 2017 ART 1, LO BIANCO, LO JACONO, PUCCIO DEBORAH,





ART 243BIS, BILANCIO CONSUNTIVO 2016, BOLOGNA, COLLEGIO REVISORI DEI CONTI, CROCE ANTONINO, DEBITI FUORI BILANCIO, DISSESTO FINANZIARIO, LEGGE 205 2017 ART 1, LO BIANCO, LO JACONO, PUCCIO DEBORAH,





ART 243BIS, BILANCIO CONSUNTIVO 2016, BOLOGNA, COLLEGIO REVISORI DEI CONTI, CROCE ANTONINO, DEBITI FUORI BILANCIO, DISSESTO FINANZIARIO, LEGGE 205 2017 ART 1, LO BIANCO, LO JACONO, PUCCIO DEBORAH,



BILANCIO CONSUNTIVO 2016 ISOLA DELLE FEMMINE  REVISORI DEI CONTI PUCCIO DEBORAH DISSESTO FINANZIARIO CORTE DEI CONTI MAGGIORE CROCE LE FIRME INDAGINI



BILANCIO CONSUNTIVO 2016 ISOLA DELLE FEMMINE REVISORI DEI CONTI PUCCIO DEBORAH DISSESTO FINANZIARIO CORTE DEI CONTI MAGGIORE CROCE LE FIRME INDAGINI.pdf




ART 243BIS, BILANCIO CONSUNTIVO 2016, BOLOGNA, COLLEGIO REVISORI DEI CONTI, CROCE ANTONINO, DEBITI FUORI BILANCIO, DISSESTO FINANZIARIO, LEGGE 205 2017 ART 1, LO BIANCO, LO JACONO, PUCCIO DEBORAH,

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